Author Topic: Rogg: "Soddisfatti del mercato. Striscione? Amarezza e stimolo".  (Read 124 times)

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Rogg: “Soddisfatti del mercato. Striscione? Amarezza e stimolo. Mammana e Lisandro…”

Ci siamo. Dopo un altro mercato tormentato fatto di acquisti, cessioni e tormentoni, la dirigenza della Fiorentina fa il punto della situazione e replica alle aspre critiche arrivate ieri dal Franchi. Davanti ai microfoni e taccuini si presenta Andrea Rogg, queste le sue parole:

“Lo striscione della Fiesole? C’è amarezza. Una società che non è unita in tutte le sue componenti non può ottenere risultati che sono al di sopra delle potenzialità economiche. Siamo settimi per fatturato e se non c’è coesione tra le parti, non si possono raggiungere certi risultati. Da un lato c’è amarezza, dall’altro c’è la voglia di continuare il percorso degli ultimi anni che dimostra che siamo un gruppo tutt’altro che disunito.

Mancanza di programmazione? E’ un errore fare queste valutazioni su qualche singola operazione di mercato. Senza programmazione non saremmo terzi in classifica, se non avessimo preso una guida tecnica capace di dare continuità al lavoro degli anni scorsi, se non ci fossimo mossi per tempo sui rinnovi di contratto e se non dessimo tutto il supporto necessario alla squadra che da fuori non si vede. Non voglio nascondermi su qualche imperfezione, il mercato di gennaio è stato condiviso all’80% con il mister, c’è stato un po’ di fermento negli ultimi giorni perchè volevamo aggiungere qualcosa alla squadra.

Se vogliamo andare in Champions? La volontà è di arrivare sempre più in alto. Siamo terzi e come minimo vorremmo rimanerci.

Il bilancio dell’ultimo mercato? La proprietà ha immesso 20 milioni nel 2014, 16 milioni nel 2015 ed è prevista un’immissione di altri 13 ad oggi nel 2016. Sul patrimonio giocatori il saldo economico dell’ultimo mercato è positivo. C’è da considerare che la proprietà non ha mai preso un dividendo da questa società, c’è un flusso in entrata per mantenere le ambizioni più alte possibili e non c’è mai stato un flusso in uscita. Il monte ingaggi è tra i 55 e i 60 milioni.

Fiorentina in vendita per 200 milioni? A me non risulta assolutamente nulla di ciò.

La trattativa con Mammana? Ad un certo punto la proprietà ha dato mandato di interromperla perchè la trattativa ha preso una piega diversa dall’inizio. Il club argentino ha preteso di mantenere una parte importante del giocatore, una percentuale in doppia cifra, avevamo dato mandato ad un nostro dirigente di andare in Argentina per chiudere ma per le situazioni che si sono create abbiamo interrotto. Il valore dell’operazione non era più adeguata, secondo noi.

Siamo stati molto coordinati in società, esattamente come si è svolta la trattativa per Tello, le persone mandate in Argentina e in Portogallo hanno svolto egregiamente il loro lavoro. Il modus operandis è stato corretto e non abbiamo nulla da rimproverarci, una trattativa si è chiusa e una no. Una volta sfumato Mammana siamo tornati a lavorare sul mercato per reperire un tassello, in uno spazio molto breve ma siamo stati rapidi. C’erano dei soldi pronti per essere investiti, ma non siamo riusciti a chiudere la trattativa Mammana.

Sono soddisfatto dal mercato, ma i giudizi andranno fatti a fine campionato. Non ci siamo fatti trovare impreparati, c’è un grande lavoro ma non tutte le cose si concludono come vorremmo. Abbiamo svolto un mercato importante con 5 giocatori in entrata e 7 uscita, attività coordinate col mister con situazioni in cui a volte non si riesce ad arrivare all’obiettivo. Crediamo di aver dato al mister elementi che possono aiutare la squadra e ieri con Zarate è stato un esempio.

Mercato di smobilitazione? A gennaio è una finestra per consolidare. Non si parla per esempio delle offerte rifiutate, abbiamo rifiutato 50 milioni per i nostri giocatori arrivate a gennaio. In ottica futura abbiamo mandato giocatori di prospettiva a fare esperienza, come Gilberto e Baez su cui la Fiorentina ha investito. E potrei citare Schetino, Diakhate o anche Alonso e Vecino.

Incomprensioni con Sousa sul mercato? Ogni nome è stato condiviso con il mister, poi è chiaro che su qualche obiettivo non siamo riusciti ad arrivare ma tutti quelli che sono arrivati sono condivisi con Paulo e la dimostrazione è che 3 di loro si sono già resi utili.

Mancanza di italiani? E’ sicuramente un punto che ci siamo messi come obiettivo e su cui dobbiamo lavorare, perchè non siamo ancora all’altezza di quello che vorremmo.

Un rammarico? Non c’è rammarico, il lavoro è stato fatto. Sia per Lisandro che per Mammana, sono due situazioni che si sono svolte in un certo modo. Al Benfica abbiamo fatto un’offerta importante ma visto l’infortunio di Luisao il Benfica lo ha dichiarato incedibile. Gli sforzi sono stati fatti ma non sempre basta per arrivare al risultato. La filosofia della società si fonda sulla serietà e così vogliamo continuare. Non consideriamo gli argentini e i dirigenti del River dei banditi, ma una normale trattativa che si è interrotta.

Il rapporto col mister? Non c’è nessuna spaccatura, la dimostrazione è la partita di ieri. Se ci fosse una spaccatura Paulo non sarebbe così attento e concentrato sul lavoro del campo.

La struttura piramidale della società? Come tutti, c’è una proprietà e un presidente esecutivo che però non si occupano di fare mercato. Noi lavoriamo su dei budget all’interno di cui dobbiamo rimanere. A mio avviso è una struttura sportiva semplice, c’è un responsabile tecnico come Pradè, un direttore tecnico come Angeloni e una figura, forse nuova in Italia, che ha un’esperienza internazionale importante e facendo riferimento a Pradè si muove sui mercati esteri.

Lo stadio? E’ un progetti separato rispetto al mercato, non sono collegati l’uno all’altro.

Quale era il nostro portafoglio? Non mi piace parlare di cifre, ma basta vedere che avevamo offerto circa 7 milioni al Benfica per Lisandro e qualcosa in più per Mammana. Non sono due operazioni per mancanza di volontà.

‘Scottature’ dagli acquisti di Gomez e Rossi? Non c’è disamoramento di questo tipo.

Perchè i tifosi contestano anche se siamo terzi? E’ una legge del calcio in cui la passione dei proprietari viene sempre abbinata ai soldi messi sul mercato. Credo che sia tra virgolette un male dovuto del calcio che la società accenda molto meno entusiasmo nei tifosi. Il calcio è fatto di passione pura e questa a volte fa considerare solo l’aspetto di fare sempre di più. Da un lato può generare frustrazione ma dall’altro è uno stimolo per tutti per alzare il livello. Cosa che è stata fatta, almeno ad oggi, visto che abbiamo 7 punti in più dall’anno scorso e scalare un gradino da quarto a terzo è molto più difficile che salire dal 12esimo al decimo posto. Dobbiamo trasformare questa amarezza in stimolo. Ci siamo sentiti con la proprietà e questa vicenda non cambia la voglia di andare avanti sulla nostra strada.

Il futuro di Sousa? Ha un contratto con noi fino al 2017 con opzione per la stagione seguente. Quindi resterà con noi. Il suo rapporto con i Della Valle? Non dimentichiamo che il mister è stato scelto dalla proprietà.

Come ci muoviamo sul mercato? Costruiamo degli obiettivi legati anche ai valori e da lì si dà mandato a qualcuno di portare avanti la trattativa, con il coinvolgimento della proprietà come in qualunque azienda. Tutto di una semplicità assoluto. Per quanto riguarda i “casi”, è giusto sottolineare che molte trattative sono invece andate a buon fine compreso anche alcuni rinnovi, che erano complicati e che abbiamo portato a termine.

Accettiamo qualsiasi critica ma bisogna vedere la situazione in un contesto più ampio, ma bisogna vedere anche il contesto più ampio e il lavoro che ci ha portato a tre quarti posti negli ultimi tre anni.

Se è giusto continuare a dare fiducia a questo gruppo di dirigenti? E’ una domanda da non fare a me. La proprietà ci sta dando il massimo supporto.

L’obiettivo della Fiorentina? E’ una squadra che sta dimostrando di valere la posizione che occupa, non ci fissiamo un obiettivo specifico se non quello di continuare con lo stesso entusiasmo e stessa voglia per arrivare più in alto possibile. Il calo di tifosi allo stadio? La problematica è italiana, ma siamo secondi per numero di presenze medie. Se c’è una cosa che va riconosciuta ai nostri tifosi è che stanno tanto vicino alla squadra, lo dicono i numeri oggettivi. Noi vogliamo continuare sul percorso iniziato a Moena, per avvicinare sempre di più la squadra ai tifosi con allenamenti aperti e con eventi in cui si possano incontrare i tifosi e la squadra.

Perchè non abbiamo chiuso prima l’accordo per Lisandro Lopez? Incontri e anche accordi, ma non ufficiali perchè non si possono fare prima della finestra, c’erano. Quando però si è infortunato il titolare e il Benfica lo ha tolto dal mercato, non potevamo fare niente. Il nostro budget? Non c’era la volontà di risparmiare, è dipeso dalle situazioni di mercato.

Tempi lunghi per il difensore? La finestra di gennaio è breve, sicuramente è vero che siamo arrivati all’ultimo giorno, ma abbiamo preso un ragazzo che possa dare un valore aggiunto ad un reparto che è la quarta del campionato. Benalouane rientra in profili tecnici confacenti alla squadra.

La protesta per i Daspo? Abbiamo notato gli scioperi delle ultime partite ed è una cosa che ci dispiace e che danneggia la squadra. In quei ruoli abbiamo avuto anche dei cambiamenti recenti ed è una situazione a cui dovremo pensare.

La sentenza per Salah? Sappiamo che è stata fatta richiesta di ulteriore documentazione da parte della Fifa e non siamo a conoscenza delle tempistiche. Aspettiamo anche noi di avere comunicazioni, ci avevano detto in un primo tempo che si sarebbe concluso tutto entro gennaio, adesso aspettiamo.

Le espulsioni di Sousa? La prima è stata particolare e non la consideriamo neanche. Non siamo sottomessi agli arbitri, ogni tanto non comprendiamo alcune decisioni come l’allontanamento di ieri del mister. Aspetteremo di leggere il referto per capirne di più.

Di chi la colpa di non aver speso i soldi? Nel momento in cui si lavora in una squadra, non c’è senso di colpa. Poi ognuno di noi è giudicato da qualcun altro, vedremo quello che sarà il futuro. Ad oggi non ho ricevuto segni dalla proprietà di insoddisfazione per il lavoro svolto”.

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Rogg: “Avevamo un budget, ma non siamo riusciti a spenderlo. Rifiutati 50 milioni”

Estrapoliamo alcuni dei tantissimi argomenti toccati da Andrea Rogg in conferenza stampa. Sul budget di mercato:

“Quale era il nostro portafoglio? Non mi piace parlare di cifre, ma basta vedere che avevamo offerto circa 7 milioni al Benfica per Lisandro e qualcosa in più per Mammana. Non sono due operazioni per mancanza di volontà. Non c’era la volontà di risparmiare, è dipeso dalle situazioni di mercato. Non si parla per esempio delle offerte rifiutate, abbiamo rifiutato 50 milioni per i nostri giocatori arrivate a gennaio.

Di chi la colpa di non aver speso i soldi? Nel momento in cui si lavora in una squadra, non c’è senso di colpa. Poi ognuno di noi è giudicato da qualcun altro, vedremo quello che sarà il futuro. Ad oggi non ho ricevuto segni dalla proprietà di insoddisfazione per il lavoro svolto. La proprietà ha immesso 20 milioni nel 2014, 16 milioni nel 2015 ed è prevista un’immissione di altri 13 ad oggi nel 2016. Sul patrimonio giocatori il saldo economico dell’ultimo mercato è positivo. C’è da considerare che la proprietà non ha mai preso un dividendo da questa società, c’è un flusso in entrata per mantenere le ambizioni più alte possibili e non c’è mai stato un flusso in uscita. Il monte ingaggi è tra i 55 e i 60 milioni”.

Simone Bargellini
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Rogg su Sousa: “Nessuna spaccatura, abbiamo condiviso l’80% del mercato”

Questi i passaggi della conferenza stampa di Andrea Rogg in cui si è parlato del rapporto tra Paulo Sousa e la società:

“Non c’è nessuna spaccatura, la dimostrazione è la partita di ieri. Se ci fosse una spaccatura Paulo non sarebbe così attento e concentrato sul lavoro del campo. Senza programmazione non saremmo terzi in classifica, se non avessimo preso una guida tecnica capace di dare continuità al lavoro degli anni scorsi, se non ci fossimo mossi per tempo sui rinnovi di contratto e se non dessimo tutto il supporto necessario alla squadra che da fuori non si vede. Il mercato di gennaio è stato condiviso all’80% con il mister, c’è stato un po’ di fermento negli ultimi giorni perchè volevamo aggiungere qualcosa alla squadra. Incomprensioni con Sousa sul mercato? Ogni nome è stato condiviso con il mister, poi è chiaro che su qualche obiettivo non siamo riusciti ad arrivare ma tutti quelli che sono arrivati sono condivisi con Paulo e la dimostrazione è che 3 di loro si sono già resi utili”.

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VIDEO VN – Rogg su programmazione e mercato: “Condiviso all’80% col mister”

Alcune parole del dg viola quest’oggi in conferenza stampa


Alessandro Guetta
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Rogg (Dir.Generale ACF Fiorentina): "Società, staff e squadra compatti, altrimenti non ci sarebbero i risultati"

Guarda la conferenza stampa integrale del Direttore Generale di ACF Fiorentina Andrea Rogg

http://it.violachannel.tv/dettaglio-pagina-video/items/id-04-02-2016_14-43-16_rogg-dirgenerale-acf-fiorentina-societa-s.html
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Ascolta le parole di Rogg in conferenza stampa (MP3)

L’audio delle dichiarazioni odierne del Direttore Generale

Vi proponiamo, scusandoci per la qualità non eccelsa, le parole del Direttore Generale Andrea Rogg


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