Author Topic: La Prova dei “Nove”: promosso Re Nikola, ma quanti bocciati  (Read 114 times)

Offline Chiesa

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Tutti i numeri “nove” dell’era Della valle da Riganò a Kalinic in due schede separate

Da Riganò al primo Babacar


Analizzando la storia recente della Fiorentina, ovvero l’era Della Valle, abbiamo guardato agli attaccanti che hanno indossato la maglia numero 9 dalla stagione 2003/04 a quella corrente 2015/16. Non è stata presa in considerazione la stagione di Serie C2 2002/03 poiché in quella categoria ad ogni partita il numero di maglia poteva cambiare. Comunque sia il primo bomber con la ‘9’ dei Della Valle fu Christian Riganò, colui che a suon di reti portò la Florentia Viola in vetta al proprio girone di Serie C2, ma il siciliano non si fermò e nella stagione 2003/04 segnò 23 gol in 44 presenze nel campionato cadetto di Serie B. L’anno successivo, dopo lo spareggio col Perugia, l’attaccante di Lipari confezionò 4 gol in 18 presenze in Serie A nella stagione 2004/05 nonché la prima stagione nella massima serie dei nuovi proprietari. L’anno calcistico 2005/06 vide la numero 9 viola senza alcun proprietario e, se non per l’Agosto 2006, anche l’annata successiva. Christian Riganò nella stagione 2006/07 disputò due sole partite in Coppa Italia senza segnare alcun gol prima di trasferirsi in prestito al Messina il 24 Agosto.

Dal 2007/08 la maglia dell’indiscusso Re Leone Gabriel Omar Batistuta venne adottata dal suo connazionale Pablo Daniel Osvaldo, il quale segnò 5 gol in 13 partite di Serie A, mentre in Coppa Uefa timbrò il cartellino una sola volta nelle sue 8 presenze. In Coppa Italia invece continuò il digiuno per la maglia numero 9 nonostante le 4 presenze dell’argentino in quella stagione. Nella stagione successiva, 2008/09, Osvaldo non terminò il campionato con la Fiorentina, ma nella sessione di mercato invernale, esattamente il 20 Gennaio, superò gli appennini per andare a giocare col Bologna; fino a quel punto non segnò neppure un gol in 13 presenze fra Serie A (8.) e Champions League (5).

Certamente non fu migliore la breve parentesi del ‘Nacho’ Castillo nella prima parte di stagione 2009/10 in cui calcò il campo solo 7 volte, una delle quali in Champions League, segnando una sola volta. Quel gol fu amaro per il calciatore perchè gonfiò la rete al Bari, la stessa squadra in cui si sarebbe trasferito pochi giorni dopo nella sessione invernale di calciomercato.

Per vedere segnare il numero 9 in Coppa Italia, i fratelli Della Valle dovettero aspettare la stagione 2010/11, quando il prodotto del vivaio gigliato Babacar segnò 2 gol in 3 presenze in questa competizione. Sfortunatamente non tenne la stessa ottima media anche in campionato dove rimase a secco nonostante le 18 presenze. Il 2011/12 per il giovane senegalese non fu da ricordare, infatti scese in campo solo una volta fino a Gennaio, mese in cui fu ceduto in prestito per maturare in Spagna, al Racing Santander.

Alessandro Barbati
@Barbatino95
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Da El Hamdaoui a Kalinic

Anche Mounir El Hamdaoui non onorò al meglio quella maglia, solo qualche lampo, ma niente più. Il Mago di Kralingen nella stagione 2012/13 segnò solo 3 gol in 19 partite di Serie A e nell’unica presenza nella coppa nazionale non lasciò il segno. Il rapporto gol/presenze fu sicuramente più positivo per Ante Rebic nella stagione 2013/14 che si accaparrò la numero 9 per tutta la stagione. In Coppa Italia esordì felicemente segnando una rete, ma successivamente non ebbe modo di ripetersi perché fu l’unica presenza nella coppa. In Serie A, nonostante lo scarso impiego (4 presenze), riuscì a segnare un gol.


Arriviamo adesso a tempi più recenti e sicuramente meno facili da scordare. L’anno scorso nella stagione 2014/15 Alberto Gilardino tornò alla Fiorentina il 26 Gennaio, in prestito dal Guangzhou, ma, non potendo riprendersi il ‘suo’ numero 11 indossato per ancora pochissimi giorni dal colombiano Juan Cuadrado, si prese la svincolata 9 e con quella segnò 4 gol in 14 presenze.

Pensiamo però al numero 9 odierno, meraviglioso come non mai nell’era Della Valle, grazie all’attaccante croato ex Dnipro, Nikola Kalinic.  Arrivato in sordina all’ombra del cupolone senza grandi accoglienze, ma soprattutto senza quel grande nome che tutti aspettavano, si è conquistato una piazza bella quanto difficile come quella di Firenze e adesso sta facendo sognare il popolo viola come fanno i veri bomber: a suon di gol. Finora nella prima parte della stagione 2015/16 ha fatto brillare gli occhi a tutta Italia con 10 gol in 16 partite di Serie A e un gol su 3 presenze in Europa League, purtroppo non è iniziata bene la sua prima esperienza in Coppa Italia. Non ci vuole molto a capire che dopo molti anni Kalinic ha riportato alla luce una maglia rimasta un po’ in disparte in casa viola, ma oltre ai gol messi a segno ha portato la freschezza che mancava al reparto offensivo con tanta corsa, grinta e voglia di vincere, sperando che sia solo l’inizio.

Alessandro Barbati
@Barbatino95
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