Il centrocampo
BŁASZCZYKOWSKI 6: Arrivato negli ultimi giorni di agosto e reduce da un lungo stop, ha iniziato bene mostrando le sue qualità: corsa, resistenza e intelligenza tattica. E segnando un gol importante con il Bologna. Poi un calo, come spesso accade in questi casi, e il nuovo stop che lo ha messo ko a fine ottobre.
MARIO SUAREZ 5: La delusione della stagione, almeno fin qui e ammesso che abbia ancora tempo per ribaltare i giudizi. Accolto come il giocatore che avrebbe potuto fare la differenza a centrocampo, non ha mai conquistato la fiducia di Sousa e quando ha giocato non è quasi mai arrivato alla sufficienza.
VERDU’ 5,5: Su di lui, invece, le aspettative erano minime e le prestazioni non hanno entusiasmato. Sousa lo considera una pedina marginale per la Fiorentina e da quanto visto in campo è difficile dargli torto.
BADELJ 8: Il giocatore lento e impacciato di un anno fa sembra solo un ricordo. Giocatore fondamentale nello scacchiere viola, è lui che dà equilibrio alla squadra e la fa girare. Poco appariscente, ma preziosissimo.
VECINO 8: Quando in estate il Napoli si era spinto ad offrire 10 milioni di euro, in molti hanno vacillato. Non la Fiorentina, che ha avuto ragione ritrovandosi in casa un centrocampista completo, che sa fare tutto e che quando inizierà a segnare pure qualche gol diventerà un top nel ruolo.
BORJA VALERO 8,5: Rigenerato da Sousa, in un ruolo leggermente diverso e più avanzato. Anche se, come da suo dna, lo spagnolo non si è mai risparmiato nel dare il suo contributo a 360°. Sforzo che ha un po’ pagato nelle ultime settimane, in cui è parso appannato. Ma il bilancio è stra-positivo con anche 2 gol all’attivo.
BERNARDESCHI 8,5: Da promessa a gioiello, la sua maturazione è stata impressionante. L’aveva intuita Sousa che ci ha puntato forte fin dalla prima giornata, per poi reinventarlo in quasi tutti i ruoli possibili. E forse la posizione di esterno destro è quella che può consacrarlo. Ora tocca alla società blindarlo dalle sirene delle big europee.
MATI FERNANDEZ 5,5: Uno di quelli che ha pagato di più l’addio di Montella. Da titolare quasi fisso è diventato un comprimario, appena 3 le presenze nell’undici di partenza. E mai con prestazioni ai suoi standard migliori.