Quando il pallonetto di Antognoni mise ko il Napoli e tenne i viola in corsa per lo scudetto
Era il 25 aprile 1982. Fiorentina rimaneggiata e dominata dagli azzurri per gran parte della gara. Poi una magia dell’unico dieci regalò la vittoria ai viola
Di gioie, Giancarlo Antognoni ne ha date tante ai tifosi viola. Visto che oggi si gioca Napoli-Fiorentina, è giusto e bello ricordare quelle che l’Unico dieci regalò più di trentatré anni fa proprio contro la squadra azzurra al San Paolo. Torniamo indietro nel tempo.
Napoli e Fiorentina si affrontarono alla ventisettesima giornata, il 25 aprile 1982. La squadra partenopea, terza a 32 punti e allenata dall’ex gigliato Rino Marchesi, era reduce dal pareggio per 1-1 contro l’Inter. La formazione viola, vittoriosa contro il Bologna per 1-0 nel turno precedente e prima in classifica a 39 punti insieme alla Juve, era guidata da Giancarlo De Sisti. Nella stessa giornata c’era anche Juventus-Inter, con i nerazzurri a trentadue lunghezze. “In un certo senso si può dire che metà partita sarà giocata al San Paolo e l’altra metà al Comunale di Torino”, scriveva il quotidiano La Stampa il 25 aprile 1982.
Il cuore di Rino Marchesi era diviso a metà, ma alla vigilia il tecnico del Napoli presentò la gara con una calma forse sospetta: ”Dobbiamo vincere e dunque attaccare, non abbiamo alternative. Il nostro calendario è il peggiore e vogliamo la Coppa Uefa. La disposizione tattica non sarà l’unico motivo della sfida”. A Firenze, invece, De Sisti parlò della partita con toni ironici: “Mi aspetto dei tranelli tattici. Marchesi è furbo e sta preparando qualcosa, vedrò di non farmi prendere in contropiede”. Picchio aveva tre problemi: Pecci indisponibile, Graziani alle prese con il dolore ad una spalla, frutto del durissimo impatto con Chiodi del Bologna il fine settimana precedente, e Bertoni con il morale a terra. I giornali, infatti, davano in partenza l’attaccante argentino. In pullman non aprì bocca, rifiutandosi anche di giocare a carte. “Ora dovrò fargli un bel discorso – disse De Sisti -. Mica storielle, ma la verità, la pura verità. Ho bisogno di Bertoni al massimo, soprattutto se mi dovesse mancare Graziani. E poi la Fiorentina non intende assolutamente cederlo”.
Il giorno della partita, la squadra gigliata, si schierò con: Galli, Contratto, Ferroni, Casagrande, Vierchwood, Galbiati, Bertoni, Miani, Monelli, Antognoni, Massaro. Il Napoli rispose con: Castellini, Bruscolotti, Marino, Guidetti, Krol, Ferrario, Damiani, Vinazzani, Musella, Criscimanni, Pellegrini. Pioveva e al San Paolo c’erano circa 70.000 spettatori. La Fiorentina si salvò nel primo tempo davanti ad un Napoli eccezionale per temperamento e aggressività. Nella ripresa, i viola colpirono i padroni di casa in contropiede, vale a dire l’arma che Marchesi sperava di usare contro gli avversari. Ottantaduesimo minuto: Massaro (il migliore in campo) rubò palla a Benedetti, subentrato a Musella al 63’, lunga cavalcata, passaggio per Antognoni e pallonetto vincente su Castellini. Fu la prima rete segnata da Giancarlo dopo l’infortunio subìto con il portiere del Genoa Silvano Martina (22 novembre 1981). La vittoria della Fiorentina, probabilmente, fu poco meritata, anche se l’arbitro Menegali non concesse ai ragazzi di De Sisti un rigore netto per atterramento di Krol su Casagrande al 49’.
Per gli ospiti, il peggiore in campo fu Bertoni, turbato dalle voci che lo davano già lontano da Firenze. “E’ stato un gol importante per me, è arrivato in un momento particolare – disse Antognoni dopo il match -. Sul piano psicologico, si può dire che ha contribuito a chiudere un ciclo da dimenticare. Dopo l’incidente con Martina, ho giocato le prime partite frenato da qualche remora, ora mi sento più sicuro”. La vittoria della Fiorentina al San Paolo fu merito della Juventus. Parola di De Sisti: “Molti dei miei ragazzi hanno alzato lo sguardo verso il tabellone che annunciava il vantaggio dei bianconeri contro l’Inter. Per noi aveva un brutto significato. E’ stata come una sferzata. E’ stata una vittoria importante su un campo difficile. Devo confessare che, considerato il tono della partita, potevamo accettare anche un pareggio”. In casa Napoli, invece, quella sconfitta mise in bilico Marchesi. “Oggi fisseremo la data dell’incontro decisivo – disse il tecnico degli azzurri -. Abbiamo costruito cinque o sei palle gol e le abbiamo fallite. Poi, sull’unico errore della partita, siamo stati puniti”.
Inutile, e anche doloroso, ricordare come finì il campionato 1981-82. La speranza è che la dura legge del gol valga anche oggi per la Fiorentina.