Author Topic: Europa League 2ª giornata: Belenenses-ACF Fiorentina 0:4  (Read 2036 times)

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Fiorentina, il programma di oggi

Seconda giornata di Europa League

Ore 19 (ora italiana) Lisbona – Secondo turno Europa League
BELENENSES – FIORENTINA
TV – Sky calcio e MTV(in chiaro)
RADIO – Radiocronaca Radio Bruno di David Guetta
WEB – Diretta testuale su VIOLANEWS.COM con aggiornamento automatico commentabile
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Fiorentina anti-Belenenses: quotidiani d’accordo

Roncaglia parte dalla panchina. Per Stadio possibile inserimento di Badelj in difesa

Quotidiani d’accordo sulle scelte di formazione per Belenenses-Fiorentina. Davanti a Sepe, portiere di coppa, spazio a Tomovic-Astori-Alonso. Difficile il recupero di Roncaglia. Attenzione però, perché per Stadio non è da escludere l’ipotesi di vedere Badelj abbassato sulla linea dei difensori. Sulle corsie laterali Blaszczykowski (a destra) e Bernardeschi (a sinistra), centrali Mati, Suarez e Borja Valero. Le punte saranno Rossi e Babacar.
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PRIMA PAGINA: I titoli viola dei quotidiani


In apertura, taglio medio, “Sousa: Voliamo”, con sommario “Prima in campionato, ora la sfida al Belenenses. Sousa: Bel momento ma non dobbiamo perdere la concentrazione”. A pagina 8 “Sousa: Fiorentina, vola anche in Europa”, con sommario “Vogliamo riscattare la prima sconfitta in Coppa”. A pagina 9 “Vecino: Effetto San Siro, ora protagonisti”, con sommario “A Lisbona la Viola capolista in Italia. Sono nuove responsabilità e una spinta emozionale fortissima”. In taglio medio “Torna Rossi, anche la difesa è un rebus”, con sommario “Roncaglia potrebbe essere risparmiato per l’Atalanta. Possibilità Badelj”. Chiude in taglio basso “Fiorentina, dimensione europea con una sorpresa”.


A pagina 11 “Sousa torna a casa E nella sua Lisbona cerca l’euro-svolta”. A destra “Sa Pinto da record A Belem è il tecnico più internazionale”.


Nella prima pagina del QS foto di Sousa e titolo “Notte magica”. A pagina 2 “Ora Sousa vuole prendersi l’Europa”. In basso “E Mourinho applaude Paulo: Viola capolista? Lavoro perfetto”. A pagina 3 “Rossi ci crede, è la volta buona”. A sinistra “Una notte da ‘prima’ assoluta”. A pagina 5 “Sepe prepara la rivincita”. In alto “La prima in Europa dribblando lo sciopero dei taxi”.


In prima pagina, taglio basso, “Sousa: voglio solo vincere”. A pagina 8 “L’ultimo ordine di Paulo Sousa: Vinciamo per recuperare”, con sommario “Si scaldano Pepito Rossi e Babacar: Attenti a non perdere la tensione”. Sul fondo “Spazio al turnover, anche in porta. La grande occasione di Suarez”. Chiude a pagina 9 “Giocatori e società, adesso ci credono davvero. E contro le vertigini, umiltà e concentrazione”.


A pagina 10 “Niente distrazioni, c’è l’Europa”. A sinistra “Paulo e una Lisbona poco lusitana per sentirsi a casa”. A pagina 11 “Terza squadra della città, ecco il Belenenses di Brandao e Sa Pinto”.

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Poco più di 300 tifosi viola in Portogallo

Comunque un buon seguito per la Fiorentina

Come riporta La Nazione saranno poco più di 300 i tifosi pronti a sostenere la Fiorentina a Lisbona.

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Concentrazione massima, per tornare subito in corsa nel girone

Sousa deve replicare in Coppa quello che per adesso sta facendo, benissimo, in campionato dove è il re assoluto

Sole, lo stadio civettuolo adagiato sul Tago che tiene prezzi stracciati: biglietti da 7,5 euro al massimo di 15, per fare il pieno e sperare nella grande impresa del Belenenses. Pure qui sciopero dei tassisti e caos generale – scrive Stadio -. Conferenza stampa di Paulo Sousa che geograficamente gioca in casa (ex Sporting e Benfica) così come era successo con il Basilea e che, per la verità, gli ha portato pochissima fortuna. Anzi Sousa deve replicare in Coppa quello che per adesso sta facendo, benissimo, in campionato dove è il re assoluto. Concentrazione massima e battaglia, per tornare subito in corsa nel girone.
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Ora Vecino vuole alzare l’asticella: obiettivo Europa

Matias Vecino ci ha messo pochissimo per conquistare Sousa. Nonostante il ruolo per lui disegnato dal tecnico portoghese sia per lui nuovo di zecca

Avrebbe dovuto esordire già contro il Basilea, se solo non ci si fosse messo quel fastidio muscolare di mezzo – scrive Stadio -. Matias Vecino ci ha messo pochissimo per conquistare Sousa. Nonostante il ruolo per lui disegnato dal tecnico portoghese sia per lui nuovo di zecca. Sa bene che per trattenerlo Sousa si è esposto in maniera importante con la sua società.

E’ stato lui a fare muro e a convincere gli uomini mercato del club e pure la proprietà a dire no all’offerta faraonica di dieci milioni di euro formulata dal Napoli. Ha voglia di vincere l’uruguagio arrivato in Italia nel gennaio 2013 e rimasto ad allenarsi in silenzio per sei mesi, il tempo necessario per il riconoscimento del suo status da comunitario (ha parenti di origine italiana) ed il conseguente tesseramento.

Pradé non ebbe dubbi e decise subito di bruciare i tempi. Domenica, a San Siro, nella notte della conquista del primo posto in classifica, contro l’Inter, c’era pure lui in campo. Non un pallone sbagliato, appoggi praticamente perfetti, sempre sull’uomo libero, e da manuale pure la verticalizzazione per Kalinic da cui è scaturito il rosso per Miranda. Adesso, pure lui, ha voglia alzare l’asticella. Guarda all’Europa affascinato, ma per niente intimorito.

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Stadio – Una dimensione europea da confermare

Viola d’Europa, per mostrare anche al Restelo di Lisbona il profilo internazionale che i Della Valle hanno ridato alla Fiorentina e cancellare il grande equivoco – scrive Stadio -. Il ko interno con il Basilea che sì, dà ancora fastidio, ma non può e non deve mutare la convinzione, surrogata dalle cifre e dagli almanacchi, che la società ha una dimensione continentale di tutto rispetto. Lo raccontano le ultime due annate in Europa League, ma più in generale si potrebbe andare indietro sino alla stagione 2007-2008, la prima dei Della Valle nelle coppe che si concluse, proprio come pochi mesi fa, alle semifinali di quella che allora si chiamava Coppa Uefa e che vide i ragazzi di Prandelli eliminare, fra gli altri, l’Everton e il Psv Eindhoven, arrendendosi – ma senza arrendersi – ad un passo dalla finale ai rigori contro i Rangers, dopo andata e ritorno finiti 0-0. O a quella seguente, quando la Fiorentina entrò, dopo i preliminari, nei gironi di Champions, trovandosi poi in un gruppo durissimo con il Bayern di Klose, il Lione di Benzema e la Steaua, avventura che finì poi in Europa League.

Ma sono le ultime tre partecipazioni a dare lustro, a partire dalla vittoria del girone di Champions 2009-2010, corredata dal trionfo ad Anfield in casa del Liverpool: cinque vittorie, Reds castigati sia all’andata che al ritorno, Lione vendicato a Firenze. Poi gli ottavi, una serata commovente al Franchi con il Bayern battuto 3-2 (Vargas, doppio Jovetic e un sogno accarezzato), ma tenuto in vita e in competizione dallo scippo-scempio arbitrale che chiuse l’andata sul 2-1 per i bavaresi. Orgoglio destinato a durare, poi tre anni lontani dalle serate internazionali sino alla Europa League 2013-2014, e anche lì primo posto nel girone (16 punti su 18 contro Dnipro, Pandurii e Paços Ferreira), Esbjerg eliminato ai sedicesimi e solo Pirlo tra la Viola e la qualificazione ai quarti. Quarti raggiunti e superati la scorsa stagione, dopo una lunga sequenza di scalpi: Giungamp, Dinamo Minsk, Paok, poi i londinesi del Tottenham, una Roma umiliata all’Olimpico agli ottavi, la Dinamo Kiev ko ai quarti. Prima del Siviglia.

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Una vigilia surreale. Ma l’ordine di Sousa è sempre lo stesso

Il mantra del tecnico rimbomba in questa specie di scantinato che hanno trasformato in sala stampa. Da noi in serie C ci sono stadi attrezzati meglio

Silenzio sul volo che ha portato la Fiorentina a Lisbona luci basse e nessun rumore – scrive La Repubblica -. Cuffie e relax, la squadra viola ha già la testa alla sfida con il Belenenses (ore 19). Partita da vincere. A tutti i costi. Per l’orgoglio, ma soprattutto per la classifica. Dopo la sconfitta con il Basilea questi tre punti sono una svolta obbligata. Faccia distesa, quella di Sousa in conferenza stampa, e idee chiare. La vittoria contro l’Inter è già dimenticata.

Il tecnico viola è uno che vive nel futuro, mai nel passato. Per cui adesso conta solo la sfida con il Belenenses. Qui il tecnico viola è una specie di mito. L’altro allenatore, Sa Pinto, è stato suo compagno di squadra. Dettagli di una sfida che per lui ha poco di speciale. Tutto chiaro, la missione della Fiorentina è vincere, il resto non conta. Difesa a pezzi, gli uomini sono contati. Lì dietro ci sono dei problemi, si sapeva. Il rinforzo arriverà solo a gennaio.

Fino a quel momento il tecnico si deve arrangiare. Un bel problema. Anche se stasera può non esserci bisogno di inventare niente. Il Belenenses è squadra orgogliosa e motivata, ma la qualità della Fiorentina è un’altra cosa. La formazione non la dice, non lo fa mai. E leggere le sue intenzioni non è facile. Una cosa, però, Sousa la fa capire. A modo suo conferma la presenza di Rossi in attacco. Accanto a Pepito dovrebbe esserci Babacar.

Parole che ballano in una strana conferenza stampa. L’impianto di amplificazione è andato in tilt, i tecnici lo riparano solo all’ultimo momento ma il microfono fischia. L’interprete capisce poco di calcio e fa fatica a tradurre, e allora ci pensa Sousa. Appena Vecino inizia a parlare va pure via la luce e la stanza rimane al buio. Una vigilia surreale.

Un collega italiano cade dalla sedia, che si rompe. E, oltretutto, qui dentro fa un caldo bestiale. Spunta qualche birra, avanti con le domande. Il mantra del tecnico rimbomba in questa specie di scantinato che hanno trasformato in sala stampa. Da noi in serie C ci sono stadi attrezzati meglio. Non c’è nemmeno il wi-fi. Un’altra Europa. Eppure questi novanta minuti valgono tre punti, come tutte le altre partite.

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