In pochi allo stadio per l’assalto finale al quarto posto, si rivede Gila
E così venne l’ultimo atto di una stagione infinita. Gioie, emozioni forti, imprese, grandi vittorie e brutte cadute. Da fine agosto ad oggi c’è stato di tutto. Cinquantacinque partite (stasera la cinquantaseiesima), un cammino lungo e difficile che, però, non è ancora finito. «Vogliamo chiudere al meglio — ha detto ieri Montella — anche perché abbiamo ancora un doppio obiettivo». Vero. Da un lato la difesa del quinto posto (senza dover aspettare la sentenza definitiva sul caso Genoa), dall’altro l’attacco al quarto. Sarebbe il modo più bello per completare un ciclo che, Montella dixit, è giunto al termine.
La Fiorentina arriva a quest’ultima di campionato con due punti di vantaggio sul Genoa (impegnato sul campo del Sassuolo) e con due in meno rispetto al Napoli. Higuain e soci se la vedranno con la Lazio, in un vero e proprio spareggio Champions. Al San Paolo, per intendersi, potrà succedere di tutto. Per questo i viola vogliono e devono vincere. È vero, tra quinto o quarto posto nulla cambia in vista della prossima stagione, ma sarebbe (appunto) il coronamento di una stagione comunque da ricordare. «Il bilancio è positivo — ricordava Montella — ci siamo tolti grandissime soddisfazioni anche se sono arrivate anche delle grandi delusioni. Certo, raggiungere almeno una delle due finali sarebbe stato perfetto». Sono, le semifinali con Juventus (soprattutto) e Siviglia, i due rimpianti che accompagneranno la Fiorentina ancora per un po’. Tre punti stasera (fischio d’inizio alle 20,45) aiuterebbero ad allontanarli. E poi c’è da salutare al meglio il Franchi. Uno stadio che, quest’anno, ha visto perdere qualche partita di troppo ai suoi ragazzi. Peccato che, stando alle indicazioni dei giorni scorsi, non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni. Anzi. Un po’ lo scarso significato ( soltanto apparente però) in termini di classifica, un po’ il ponte per il 2 giugno.
Per molti quella di stasera sarà l’ultima partita con la maglia della Fiorentina. Gente come Richards, probabilmente Vargas, Lazzari, Kurtic, Diamanti e Mario Gomez infatti è destinato ad andarsene. A proposito. Per il tedesco sarà, salvo sorprese, un finale triste. Sostanzialmente in linea con il resto della sua esperienza in riva all’Arno. Vincenzo Montella infatti sembra intenzionato a lasciarlo ancora una volta in panchina, cosa che ha sempre fatto dalla serata di Siviglia in poi. Al suo posto, Gilardino. Il bomber di Biella ha due obiettivi. Il primo è superare proprio Gomez nella classifica marcatori in campionato (entrambi sono a quota quattro), il secondo è convincere una volta per tutte la società a riscattarlo. Assieme al Gila, in attacco, spazio ad Ilicic e Salah. Il fenomeno egiziano ( resterà?) è reduce da una brutta botta rimediata una settimana fa a Palermo, ma negli ultimi giorni si è allenato col gruppo ed è disponibile. A centrocampo spazio ai titolarissimi: Mati Fernandez, Pizarro e Borja Valero. E poi la difesa, con Tomovic (favorito su Richards), Gonzalo Rodriguez, Savic e Vargas. Panchina per Pasqual, mentre Alonso (al pari di Joaquin) non è stato nemmeno convocato. In porta, infine, ci sarà Tatarusanu. Il romeno non gioca dal 22 febbraio scorso, e non sa ancora (nonostante l’addio di Neto) se l’anno prossimo sarà (davvero) il numero uno della Fiorentina.
Matteo Magrini – la Repubblica