Author Topic: Calcioscommesse - partite truccate in serie D e Lega Pro  (Read 2148 times)

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Stadio: Lotito indagato, rischia anche il governo del calcio

Un uragano giudiziario – scrive Stadio -. Che investe Claudio Lotito e che – stando a quanto trapelato dal secondo filone di Dirty Soccer, a Catanzaro – potrebbe riguardare nei prossimi giorni gare in cui è coinvolta la Salernitana. Ma attenzione, perché data la centralità del presidente della Lazio nel sistema calcio potrebbe ricadere come un macigno su tutto il governo del pallone. L’inchiesta di Napoli dice una cosa su tutte: al di là delle illazioni di nemici presunti o reali e delle smentite del diretto interessato e delle persone a lui vicine, una Procura che ha raccolto elementi per indagare su Claudio Lotito non è andata solo nei suoi uffici operativi a Villa San Sebastiano, nella sua abitazione privata e nella sede della Lazio, a Formello. E’ andata negli uffici della Lega Pro a Firenze e in quelli della Figc in via Allegri. Insomma, ha certificato quel ruolo onnipresente, plenipotenziario tra le istituzioni del calcio che a Claudio Lotito viene rinfacciato da molti.
 
Ora, l’accusa, che richiede conferme circostanziate, è pesante: tentata estorsione. Significherebbe l’epilogo del percorso di Claudio Lotito dirigente sportivo. Uscendo dall’equivoco dei giorni e dei mesi di stop già messi insieme dal presidente della Lazio, basterebbe questo ultimo passaggio a certificare quell’anno di stop oltre il quale si decade da tutte le cariche. E gli esperti di diritto sportivo dicono che una simile figura di reato, minacciare di togliere contributi di Lega ai club che non obbediscono, va da un paio d’anni fino (nei casi più gravi) alla radiazione.

Effetto a cascata. La Procura federale non ha mai scritto la parola fine sulla vicenda Lotito-Iodice (a tal proposito c’è sempre un fascicolo aperto alla Procura di Roma con una denuncia per diffamazione del presidente della Lazio all’ex dg dell’Ischia): nelle ultime due settimane sono sfilati da Palazzi alcuni presidenti di Lega Pro, ascoltati per avere un quadro completo della vicenda.
C’è poi l’altro aspetto, che allarga l’orizzonte e fa tremare il governo del calcio. Ieri in Figc gli inquirenti hanno parlato un’ora e mezza con Carlo Tavecchio nella sala del consiglio federale (come persona informata dei fatti), e pare che, in merito a Lotito, siano andati al di là della tentata estorsione: avrebbero rovistato anche tra i documenti della famosa clausola compromissoria concessa al presidente della Lazio dopo essere stata negata a Marotta (una cosa che indispettì molto la Juve). Insomma hanno lavorato su questa immagine, da loro ricostruita, del presidente della Lazio come factotum trasversale tra Figc e Leghe. L’altro aspetto che risulta è che in qualche modo la Procura federale (gli avvocati Raffaele Miele e Fabio Fogliamanzillo seguono la vicenda) e quella di Napoli si siano parlate e si parlino. E che a Napoli di recente sia passato un altro club di Lega Pro (campano) a lasciare una memoria su presunti sistemi poco ortodossi in Lega Pro. A questo punto Palazzi dovrà tirare le fila e decidere. L’inchiesta di Napoli è uno step in più in questa direzione.

Il nodo. La giornata con la Digos, nove ore in sede, al di là della disponibilità doverosa offerta, ha suscitato in Figc difficoltà e qualche imbarazzo. Forse più di qualcuno si aspetterebbe un gesto da Lotito (dimissioni?). Di certo c’è che il presidente della Lazio e quello della Lega Pro Macalli erano sul volo per Spalato che sarebbe partito per la gara a porte chiuse con la Croazia: poi qualcosa è successo e almeno da quel volo sono scesi prima di salire.
 
All’orizzonte c’è un’assemblea di Lega Pro, il prossimo 30 giugno, che ora dopo ora diventa sempre più una polveriera. Tira aria da resa dei conti, di sfiducia a Macalli. E ora la situazione sembra davvero senza controllo. Con la Lega Pro per aria i numeri del governo del calcio franerebbero. All’orizzonte il commissario? Qualcuno lo ipotizza, qualcuno lo invoca. Oggi comunque ancora non si profila questo quadro: certo, c’è un consigliere federale indagato e a cui la Procura di Napoli assegna un ruolo centrale nel sistema calcio. Se tutto intorno continua a franare quella della figura super partes diventerà la soluzione obbligata. Di certo, già con questo quadro, e con il Governo (del Paese) che spinge in una direzione, pare inevitabile non andare oltre il mandato 2016 per questo establishment del pallone. Le parole del premier Renzi tornano: «Basta con certi personaggi che hanno le mani in pasta ovunque». Insomma, il vicolo del calcio appare sempre più cieco.

Fabio Massimo Splendore – Il Corriere dello Sport/Stadio
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Lunedì al via le audizioni della procura Figc

La Procura della Figc comincerà lunedì le audizioni nell’ambito del procedimento sul calcioscommesse riguardante gli atti pervenuti dalla Procura di Catanzaro. Le prime convocazioni riguarderanno i tesserati Andrea Ulizio e Marco Tosi. (ansa)
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Re: Calcioscommesse
« Reply #10 on: 06/23/15, 12:58 »
Scommesse, arrestati 7 dirigenti del Catania. C’è anche l’ex viola Delli Carri

La polizia ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra di vincere ed evitare così la retrocessione. L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania. I dirigenti arrestati, tra cui il presidente Pulvirenti, sono accusati di frode e truffa. Oltre ad Antonino Pulvirenti, in manette sono finiti il suo vice Pablo Cosentino e l’ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri. La Digos della questura ha notificato un provvedimento agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva. Perquisizioni sono in corso da parte della polizia a Roma, Chieti, Campobasso e Catania. L’indagine è stata condotta dalla Digos, in collaborazione con la polizia postale.

(Tgcom24.mediaset.it)
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Re: Calcioscommesse
« Reply #11 on: 06/23/15, 18:44 »
Scommesse, Pulvirenti si difende: “Estraneo ai fatti. Fiducia nella magistratura”

“Sono estraneo alle accuse contestate e certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti”. Non può parlare in prima persona il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Treno del gol”. I suoi sentimenti, perciò, vengono resi noti dal professor Giovanni Grasso, legale del numero uno del club siciliano. “Abbiamo la massima fiducia nella magistratura catanese – ha aggiunto l’avvocato Grasso -. Il presidente è certo di poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti ed intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella Società Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva”.

(Gazzetta.it)
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Re: Calcioscommesse
« Reply #12 on: 06/28/15, 19:09 »
Caso Catania, Lotito rischia l’accusa di illecito

Un assedio: giustizia sportiva, Napoli e adesso Catania. Ultima solo in ordine cronologico, l’inchiesta sui “treni del gol” rischia di far deragliare la locomotiva Claudio Lotito. A sorpresa, in fondo all’ordinanza firmata dal gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo (che ha disposto 7 arresti, compreso Antonino Pulvirenti patron del club catanese), spunta il nome del presidente della Lazio e consigliere Figc. E non è un passaggio banale quello citato dal giudice per le indagini preliminari. Si riferisce a Catania-Avellino 1-0, considerata combinata dal pm Alessandro Sorrentino, tanto da fare richieste precise (restrittive?), forse pure a carico di Lotito. Richieste respinte dal gip per una questione soprattutto tecnica.

Eppure basta leggere l’ordinanza per capire la gravità della questione e delle possibili conseguenze. Anche perché se a livello penale la vicenda è in stallo, con la Procura che sta cercando il modo di superare i problemi evidenziati dal giudice (magari trovando riscontri dai prossimi interrogatori: iniziano domani), dal punto di vista della giustizia sportiva la situazione appare più fluida, con Palazzi in attesa di acquisire gli atti per poi passare ai deferimenti in tempi rapidi. E la questione potrebbe riguardare anche Lotito: slealtà o persino illecito (anche solo tentato) le ipotesi più concrete. Sì, perché di questo stiamo parlando: il presidente della Lazio, “influente membro del consiglio federale della Figc (come scrive il gip, ndr)”, è interpellato da Pulvirenti (suo amico di vecchia data, Lotito lo fece eleggere consigliere di Lega di A nella “battaglia” politica contro la Juve di Andrea Agnelli) in modo che eviti la possibile retrocessione in Lega Pro del Catania. In che modo? Dovremmo leggere le intercettazioni per saperne di più, ma una idea ce la possiamo fare seguendo le parole scritte dal gip nell’ordinanza: “Pulvirenti e Cosentino (l’a.d. del club, ndr), in evidenti ambasce per la difficile situazione di classifica della squadra, ebbero a rivolgersi a Claudio Lotito con il quale si registrano numerosi contatti, precedenti e successivi la partita con l’Avellino, e al quale, espressamente, Cosentino riconosceva il merito di averne, in qualche modo, condizionato il risultato, ipotesi questa che la successiva attività investigativa non ha confermato e che tuttavia cozza logicamente con l’eventuale – ma alternativa – consapevolezza dei predetti di aver conseguito l’obiettivo tramite l’attività degli intermediari ai quali in seguito ebbero a rivolgersi sistematicamente”.

Cerchiamo di rendere più “leggeri” e comprensibili questi passaggi. Il pm considera la partita (vinta 1-0 dal Catania con un rigore contestato) alterata e mette sul piatto i contatti tra Lotito, Pulvirenti e Cosentino come prova madre. Le telefonate, quindi, non dovrebbero lasciare dubbi in questo senso e anche il gip fa notare come per Cosentino la gara sembrerebbe essere stata condizionata da Lotito. C’è un problema: quelle intercettazioni il pm non le può usare, come pure quelle relative alla sfida col Varese. Come mai? Perché l’inchiesta nasce da una denuncia di Pulvirenti, preoccupato per le minacce avute. Quindi è la parte lesa: per proteggerlo gli inquirenti gli mettono il cellulare sotto controllo. Solo dopo aver ascoltato le conversazioni, l’inchiesta vira e il patron del Catania finisce sotto accusa. Ma quando chiama Lotito non lo è ancora. Il gip fa poi notare che nei mesi successivi le indagini hanno evidenziato una associazione dedita alle combine continue, mentre di Lotito si perdono le tracce. Il pm sta cercando nuove prove per agire anche su Catania-Avellino, ma nel frattempo la giustizia sportiva potrebbe chiedere atti e intercettazioni (forse li avrà dalla prossima settimana), leggerli e fare le proprie valutazioni. Se saranno uguali a quelle del pm catanese, allora Lotito rischia una lunga squalifica che metterebbe fine alla sua arrampicata all’interno della Figc.

A proposito: il presidente Tavecchio segue la vicenda con molta preoccupazione e dopodomani ha in programma un vertice col procuratore Palazzi. Probabile l’accelerata sul deferimento di Lotito sul caso Iodice, ma pure un invito ad agire in tempi brevi su Catania. Tra l’altro potrebbe muoversi persino la Procura di Napoli, dove il patron della Lazio è indagato per estorsione, con le richieste degli atti ai colleghi siciliani. Nelle ultime settimane in Campania sono stati sentiti diversi presidenti di Lega Pro per confermare le accuse che vogliono Lotito in grado d’influenzare i campionati, facendo pressione sui club. Tutto nasce dalle avventate affermazioni su Carpi e Frosinone (“se vanno in A è una rovina”) registrate da Pino Iodice, d.g. dell’Ischia, il 28 gennaio. Un paio di mesi dopo Pulvirenti chiama l’amico consigliere federale: secondo il pm Sorrentino lo fa per chiedergli di salvare il Catania, club con 12 mila abbonati e dal grande seguito, dalla retrocessione. Ora, per avere il quadro completo manca un tassello: leggere i contenuti delle telefonate e procedere di conseguenza. Che a farlo sia Catania, Napoli oppure Palazzi, poco importa. Questa volta la locomotiva Lotito potrebbe davvero viaggiare su un binario morto.

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Re: Calcioscommesse
« Reply #13 on: 06/29/15, 17:19 »
Catania, Pulvirenti in Tribunale

(ANSA) – CATANIA, 29 GIU – Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti e l’amministratore delegato della società Pablo Cosentino si trovano nel palazzo di Giustizia del capoluogo Etneo per essere interrogato dal gip Fabio Digiacomo nell’ambito dell’inchiesta ‘I treni del gol’ su presunte partite comprate dal club di calcio per non retrocedere in Serie B. I due, insieme ad altri 5 indagati, sono agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva.

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Re: Calcioscommesse
« Reply #14 on: 06/29/15, 17:45 »
Pulvirenti ammette: comprate 5 partite

(ANSA) – CATANIA, 29 GIU – Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti “nel corso di un lungo interrogatorio ha ammesso di avere comprato le cinque partite al centro dell’inchiesta a partire da Varese-Catania”. Lo ha affermato il procuratore Giovanni Salvi in una dichiarazione alla stampa.

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Re: Calcioscommesse
« Reply #15 on: 06/30/15, 14:03 »
Conte choc: il pm chiede il rinvio a giudizio

L’incubo calcioscommesse per Antonio Conte non è finito. Come scrive il Corriere dello Sport, il ct sperava che la sua posizione fosse archiviata, invece è nella lista di quelli per qui il pm di Cremona Roberto Di Martino chiederà il rinvio a giudizio. La richiesta arriverà nei prossimi giorni. Conte sperava di non essere coinvolto in questi processi e i suoi legali hanno fatto un grande lavoro nei mesi scorsi per dimostrare l’inussistenza del reato di frode sportiva a suo carico. Secondo il pm invece il capo d’imputazione ha retto. L’ex tecnico della Juve era stato chiamato in causa per due partite (Novara-Siena e Albinoleffe-Siena) ma dovrà difendersi solo per una, perché per l’altra c’è stata l’archiviazione. Conte ha sempre rifiutato il patteggiamento e non ha mai cambiato idea, perché vuole ribadire la sua completa innocenza. Adesso l’obiettivo è chiudere questa storia il prima possibile. Per questo i legali di Conte chiederanno il rito immediato. Una strada per arrivare al primo grado di giudizio prima degli Europei del 2016. Condizione che il ct della Nazionale reputa necessaria per non rassegnare le dimissioni.

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