Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta che rappresenta il parere di tanti tifosi che ci stanno scrivendo da stamani
Carissimo Vincenzo,
mi consenta di chiamarlo così, confidenzialmente.
I fischi e i cori di scherno che hanno dato tanto fastidio a Lei e ai suoi giocatori sono solo la comprensibile reazione di un popolo ferito e deluso perchè avevate disseminato un prato di fiori bellissimi e poi ci siete passati sopra con una mandria di mucche dissenteriche.
Qui da noi la frase sopra si sintetizza con un modo di dire che per rispetto evito di specificare.
Era stata raggiunta la semifinale di Coppa Italia grazie a una esaltante vittoria a Roma, si vince a Torino la gara di andata contro la nemica di sempre e poi ci facciamo sbattere fuori in casa al termine di un 3 a 0 figlio di una partita squallida e priva di nerbo
Eravamo saldissimamente al 5° posto in classifica, con speranze di raggiungere il 4° se non addirittura il 3° posto e poi una serie di sonore batoste consecutive mette in dubbio addirittura il 6°
4 a 0 a Roma contro la Lazio, 3 a 0 a Napoli e soprattutto due inopinate sconfitte casalinghe contro Verona e Cagliari, terzultimo in classifica e ormai virtualmente retrocesso. 11 gol subiti e solo uno fatto con prestazioni, soprattutto casalinghe, di grande squallore
Siamo arrivati alla semifinale di Uefa al termine di una esaltante galoppata che ci ha visti sconfiggere in serie Roma, Tottenham e Dinamo e poi prendiamo 5 gol in due partite dal Siviglia figli di due prestazioni, particolarmente la seconda, prive di quel nerbo agonistico che ha visto per esempio il Bayern rimontare due gol al Barcellona e, quantomeno, vincere in casa.
Ci aggiunga che tanti abbonati come me poche soddisfazioni hanno raccolto da questo campionato che ci ha visto spesso vincenti fuori, ma altrettanto spesso sconfitti in casa, Lazio, Napoli, Verona, Cagliari, pareggi contro Genoa e Sassuolo e altrettanti pareggi all’ultimo secondo contro Torino e Empoli. Uniche gioie le vittorie contro Inter, Milan e Sampdoria volendo considerare scontate quelle contro Palermo e Atalanta, peraltro soffertissime e raggiunte col fiato in gola
Ci aggiunga inoltre i rigori malamente sprecati, altrettante aiuole fiorite immediatamente concimate.
Ci aggiunga anche che ogni discesa avversaria crea ansia e patema e quasi sempre si trasforma in gol o possibile azione da gol
Ecco caro Vincenzo, rifletta su tutto quanto sopra e vedrà che troverà meno ingiusti fischi e cori e giustificherà questo povero popolo viola che ha dovuto fare filosofia di vita, obtorto collo, lo slogan “mai una gioia”. Spesso andiamo a Roma, ma di vedere il Papa non se ne parla. E alla lunga sfibra. E la reazione è conseguente.
Si rassereni dunque e provi a capire e a farlo capire i suoi uomini.
MARIO T.