Author Topic: Europa League 1/2 finale (ritorno): ACF Fiorentina-Sevilla 0:2  (Read 3943 times)

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FOTO E Neto zittisce così i fischi dei tifosi viola

Ed ecco puntuale la “ciliegina sulla torta”. Non bastava la cocente eliminazione contro il Siviglia e tutte le polemiche che ne sono conseguite a rendere nero questo venerdì viola. Ci pensa Norberto Neto a calare il carico, con questo gesto che lascia spazio a poche interpretazioni circa il suo pensiero sui fischi piovuti ieri sera dagli spalti del Franchi:



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Vista dalla Fiesole: “Mi sa che ‘un si pòleva…”

L’asfalto brilla sotto un caldo sole di maggio, mentre Firenze ribolle nell’attesa: è il giorno di Fiorentina-Siviglia, il giorno dei “si pòle”, il giorno della “remuntada”. Avvicinandoci allo stadio percepiamo il desiderio del riscatto, l’orgoglio di una città che, comunque vada, ha intenzione di sostenere fino all’ultimo i suoi colori: “Noi si deve fare bordello, questo e quanto: cantare-cantare-cantare!!” – “Speriamo ci sia il pienone”; subito dopo l’apertura dei cancelli un fiume viola fluisce all’interno della Fiesole. La gente sembra crederci, cantando già durante le fasi di riscaldamento: “Di gente ce n’è, ora bisogna farsi sentire per bene!” – “Bisogna cantare tutti!!”. Parte l’inno e lo stadio è avvolto da centinaia e centinaia di sciarpe, mentre la curva canta all’unisono con orgoglio: poi ecco l’entrata in campo delle squadre con i fumogeni che invadono tutto il settore; “Vai respira che l’è tutta aria bona..!”. Il Franchi adesso è una bolgia infernale nella quale tutti urlano e sbraitano: sembra davvero che ci sia la giusta chimica per una serata indimenticabile.

Si parte e abbiamo subito dei dubbi al riguardo: un pallone velenosissimo attraversa tutta l’area di rigore viola; “Si sarebbe stati ghiacciati subito, non c’è male via”. Nel frattempo la Fiesole canta a squarciagola e il Franchi è l’inferno sulla terra: “Gnamo gnamo! Fuori la voce!!”; la Fiorentina attacca e il pubblico sembra alimentare la squadra tramite il suo tifo. “Questa è dentro!!” – “NOO”: Gonzalo di testa sfiora il vantaggio, ma Rico fa uno dei suoi miracoli; “Certo che noi ci s’ha uno s***o boia e loro sono dei c*****i del c***o!!” e in curva si animano gli spiriti. Tutto però sembra spegnersi sulla rete di Bacca che ci condanna a dover segnare 5 gol, un’impresa quasi del tutto impossibile: “Io mi chiedo come sia possibile prendere gol dall’interno della propria area piccola! Vorrei sapere questo!” – “Ovvai, tu stai rimontando proprio bene sì..!”. Il gol è una mazzata pazzesca per squadra e tifosi: poco dopo arriva anche lo 0-2 ad opera di Carriço e la finale da sogno si tramuta in un miraggio lontanissimo; “Anche su questa palla siamo stati dei polli!” – “Come si fa a difendere in quella maniera?” – “Capito, perché noi siamo l’unica squadra d’Europa che fa danzare i palloni sulla propria linea di porta!!”. Adesso è veramente dura stare al proprio posto a vedere la partita fino al termine: qualcuno va già via, altri rimangono a sedere, altri ancora continuano a cantare; “Bisogna almeno pareggiare!” – “Sie tanto icché tu te ne fai venvia…”. Il primo tempo finisce tra fischi misti ad applausi, ma ancora non si può parlare di vera e propria contestazione.

Le cose si fanno decisamente più toste all’inizio del secondo tempo, con la curva che comincia a intonare cori tra l’ironico e il polemico: “Correre / bisogna correre / per vincere” – “Tirate fuori le p***e” – “C’avete rotto il c***o” – “Rispettate la nostra maglia” – “Noi cantiamo solo per la maglia”. A questo punto la vera partita sembra giocarsi sugli spalti, con il tifo che si spacca tra contestatori e “pacifici”: “Andate a lavorare!” – “Ma che senso gl’ha fare tutto sto casino, e si sapeva che si sarebbe volati fori!”. Mentre la partita scorre per inerzia, arriva all’improvviso un calcio di rigore: Ilicic va sul dischetto, ma il pubblico accompagna la battuta con un prolungato “oooh” ed esplode alla vista del pallone sopra la traversa; “Bravo, f*****o vai!” e qui la contestazione tocca il suo apice. Gli olè sarcastici ai passaggi dei nostri sono l’emblema dello stato d’animo di molti tifosi viola: un insieme di ilarità, polemica e rabbia porta a cori di vario genere; si va da “E 6-2 perchè no?” a “M’innamoro solo se / vedo segnar Bastistuta” per poi passare a “Rui / balla la portuguesa”. La partita non ha più un senso, la Fiorentina continua a manovrare il pallone in automatico attorno all’area del Siviglia senza creare reali pericoli: alla fine arriva il fischio finale e il disappunto monta, con gran parte del pubblico che contesta e un gruppo più ristretto di coraggiosi che applaude: “Fate ridere!” – “Ma che senso c’ha fassi di male così..?”.

La gente se ne torna a casa a testa bassa, delusa dalla prestazione dei viola e amareggiata dal clima di contestazione creatosi tra squadra e tifosi: “Te tu c’hai da difendere il quinto posto adesso, io c’andrei piano con contestazioni o simili” – “Venvia sono stati degli indegni! Come fai a giocare una partita in quel modo?” – “Secondo me c’è qualcosa con non funziona alla base, a livello di società”. E mentre fiumi di parole si sprecano e si arrovellano su una Fiorentina purtroppo a pezzi, cala il sipario su una serata da dimenticare, ma che purtroppo lascerà il segno: “Mi sa che ‘un si pòleva…”.

ARTURO LEONCINI
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Catarsi viola. E ora, da dove ripartire?

Gomez contro Montella, Montella contro i tifosi, i tifosi contro la società. Tutti contro tutti. La resa dei conti della Firenze calcistica è iniziata alle 21:32 di ieri sera, quando lo 0-2 di Carriço ha fatto capire a tutti che non ci sarebbero stati né riscatto e né orgoglio nella serata del Franchi. Ci penserà poi Montella nel post partita a far saltare definitivamente il tappo. “Questa non è la nostra dimensione”. Possibile, anche se incompatibile con la volontà del tecnico viola di caricare di aspettative la gara di ieri già dal post partita di Siviglia. Una delle mille riflessioni dell’ultima, insonne, notte viola. E ora, da dove ripartire?

Dall’epilogo di ogni catarsi, innanzitutto: la chiarezza. Sull’avvenire di Montella e sul significato delle sue parole. Sulle intenzioni della società, fino alla volontà di ogni singolo giocatore. Ma se in questo momento ognuno di noi avesse in mano le redini del futuro viola, come fermerebbe questo stillicidio? E soprattutto: come ripartirebbe dal primo di luglio per affrontare nel migliore dei modi la prossima stagione? Nel momento più delicato delle ultime tre stagioni viola, CHIEDIAMO AI NOSTRI LETTORI DI ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE a riguardo lasciando un COMMENTO a fondo pagina.

ALESSIO CROCIANI
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Pucci a VN: “La dimensione di Firenze? La spieghi Montella”

Se l’eliminazione con il Siviglia andava messa in conto (anzi, era quasi certa), ciò che non è andato giù ai tifosi viola ieri sera è l’ennesima sconfitta. Non aver lottato e poi quelle dichiarazioni di Montella nel dopo gara. Dopo ore di riflessione, il presidente dell’ACCVC Filippo Pucci – a Violanews.com – chiede spiegazioni. E lo fa senza mezzi termini: “Ieri abbiamo fatto un atto di fede – dice Pucci – e in molte altre città questa reazione non ci sarebbe stata. Dopo un 3-0 e una prestazione pessima, non è facile riempire lo stadio. Noi lo abbiamo fatto, il Franchi era una bolgia. Il problema è che questa squadra da un mese e mezzo prende 2-3 gol a partita, offre prestazioni scadenti e dopo 20 minuti l’atmosfera che si era venuta a creare era già inutile”.

Sulla contestazione, Pucci è chiaro: “Usiamo ironia, l’ironia fiorentina che da sempre ci contraddistingue e che forse qualcuno non capisce. Di fronte ad una situazione del genere si può fischiare e non c’è niente di male. Forse Montella non ricorda cosa succede a Roma e Napoli, dove ti aspettano dopo la partita e sono problemi”.

Sulle parole di Montella: “C’è da tirare un bel sospirone prima di parlare. Lui dice che non siamo consapevoli della nostra dimensione? Benissimo, allora ci venga a spiegare qual è. Le parole ad effetto non servono a niente, non risolvono il problema. Non serve un chiarimento da parte della società, vogliamo un chiarimento da Montella. Si è esposto lui, siamo noi a dire che non c’è riconoscenza e ora vogliamo una risposta. Ho sentito Montella affermare che la Fiorentina ha dato più di quello che ha ricevuto, sono perplesso: non è così, a questa squadra è stato concesso tutto. Dopo aver buttato via la partita con la Juve in Coppa Italia, abbiamo applaudito. Abbiamo festeggiato la qualificazione contro la Roma, non era niente di straordinario. Siamo fatti così”.

Su Gomez e il rapporto con Montella: “Non entro dal punto di vista tecnico, non sono a conoscenza delle dinamiche dello spogliatoio però c’è tutta una serie di cose che non tornano. Le frasi di Montella e il suo atteggiamento non vanno bene. Ho l’impressione di uno che vuole rompere, che vuole andare via. Noi siamo sereni. Molto sereni. Non c’è bisogno di prendere in giro i tifosi, di usare frasi ad effetto poco chiare. Vuole andare via? Se ne vada, basta dire la verità, comunicarlo alla città. A volte basta avere il coraggio delle proprie azioni. Spero proprio che adesso lui risponda”.

NICCOLO’ GRAMIGNI
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Montella parli in modo diretto, prima che sia tardi

“I tifosi non hanno capito la nostra dimensione”. E ancora “I giocatori non meritavano i fischi, forse perderemo qualcuno di loro dopo stasera”.
Ci fermiamo qui. Non ha senso andare oltre. Le parole di Vincenzo Montella – nel dopo gara di Fiorentina-Siviglia – sono difficili da digerire per chi tifa Fiorentina.

Il tecnico viola è stato chiaro, si è esposto ed ha lasciato sottintendere che la squadra ha raggiunto il massimo, che non si può far di più con questo gruppo.
Può aver ragione, essere ambiziosi è giusto e anche Firenze vorrebbe vedere la propria squadra trionfare. Sempre.

È la modalità che stride, così come la tempistica. Dopo aver preso 5 gol dal Siviglia, c’è soltanto da lavorare. C’è da ricostruire, prima che qualcosa si rompa e definitivamente. Montella si è reso conto che, con gli attuali investimenti, non si può andare oltre e vorrebbe provare a vincere a Napoli, Milano, Roma? Lo dica apertamente, con la piccola precisazione che solo il Napoli ha alzato qualche trofeo ultimamente.

Non si può sparare nel mucchio, è troppo facile. Adesso il tecnico chiarisca queste semplici domande. Quale dimensione ha davvero la Fiorentina? Per quale motivo il pubblico non può esprimere il proprio dissenso dopo lo spettacolo non certo esaltante di ieri? Montella è davvero convinto di rimanere?
Risponda, prima che sia tardi e che l’equivoco diventi qualcosa di grave e irrimediabile.
Firenze ama alla follia la propria squadra, esprime il proprio amore riempiendo lo stadio dopo un 3-0 all’andata. Firenze ha avuto veri campioni. Firenze non chiude i giocatori dentro lo stadio. Firenze non aggredisce. Adesso però serve un chiarimento diretto e sincero.

L’amore porta alla follia. A volte però ci si può anche allontanare. Per non sentire certe provocazioni.

NICCOLO’ GRAMIGNI
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Pradè: “C’è grande sintonia con i tifosi, non roviniamo tutto adesso”

Il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè interviene sul sito ufficiale del club: “E’ stata una nottata dura. Quando hai queste sconfitte è così. Lo sport può essere amarissimo, ma la mattina ci si sveglia e bisogna ripartire nel modo giusto. Quando si trae un bilancio della stagione pensi che hai giocato 57 gare, vuol dire che sei al massimo delle tre competizioni. Essere nelle prime 4 dell’Europa League è stato un successo. Abbiamo fatto dei passi avanti, non è tutto da buttare. Il nostro gruppo è serio e sano, faremo degli accorgimenti ma sotto il punto di vista della serietà non si può certo dire nulla. I tifosi? Critiche o sberleffi alla fine lasciano il tempo che trovano. L’empatia e l’unione che c’è tra tifoseria e squadra non deve finire così. Andiamo avanti insieme, abbiamo fatto molte cose perché fermarci? Ora dobbiamo raggiungere l’Europa. C’è da dire anche siamo usciti contro una grande come il Siviglia. In Coppa Italia invece ci ha eliminato la Juve che è in finale di Champions League. Al pubblico dico che siamo troppo belli e uniti, sia con la società che con la squadra. Restiamo uniti. Questo è il solo appello che posso fare”.
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