Author Topic: Europa League 1/2 finale (andata): Sevilla-ACF Fiorentina 3:0  (Read 4698 times)

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PRIMA PAGINA: I titoli viola dei quotidiani


In copertina c’è “Viola che botta!”, con sottotitolo “Europa League, semifinale Fiorentina travolta a Siviglia: 3-0 Abitro disastro: negati due rigori Giovedì il ritorno al Franchi per passare serve un miracolo”. A pagina 2 “Incubo Fiorentina travolta”, con sottotitolo “I viola sprecano in avvio, poi è solo show del Siviglia. Due gol di Vidal e terza rete di Gameiro, ora si fa dura”. In basso “Gomez tradisce, Neto sbaglia, Salah non graffia”. A pagina 3 “Montella non si arrende «Possiamo farcela»”. A pagina 5 “Salah notte storta ma resta viola” e “Contro l’Empoli torna Gila in avanti”.


A pagina 6 “Fiorentina, notte da incubo Il Siviglia vede la finale”. In basso le pagelle dal titolo “Rico finta riserva, che asse Tremoulinas-Vitolo. Neto fa una follia, Alonso travolto in fascia”. A pagina 7 “Un vero e un falso nove Gomez a lezione da Bacca”. A pagina 9 “Montella non si arrende: E’ un risultato bugiardo Possiamo fare l’impresa”. A destra “Come on, Viola Pepito soffre in tv Che voglia di campo”.


Nella prima pagina del QS “Presi per le corna”. A pagina 2 “Sprofondo viola, choc a Siviglia”. A pagina 4 “Montella tira dritto: Credo alla rimonta”. In basso “La notte amara del bomber scomparso”. A pagina 5 “Borja non si accende mai E la mediana va in tilt”. A destra “La storia è passata ma non ha i colori viola”. In basso “Badelj, botta alla testa” e “Primo test estivo ad Arezzo”. A pagina 6 “Rui e Paloschi, si ricomincia da loro”. In basso “Il dopo-gara è sul web Nel mirino il tecnico e i big”, “Incendio all’aeroporto di Roma Niente volo per un gruppo di tifosi viola” e “Joaquin sogna: Potrei tornare al Betis”. A pagina 7 “ACF Firenze sogna il viola”.


A pagine 14 “La Fiorentina sparisce, il Siviglia si esalta, la finale è lontanissima”, con sommario “Reti sbagliate,incertezze in difesa:gli spagnoli vincono 3-0 più per gli errori dei viola che per meriti propri”. In basso “Alonso e Gomez, che disastro, ma nessuno è da sufficienza”. A pagina 15 “Fischi e amarezze per Joaquin, due invenzioni non bastano”.


A pagina 14 “Adesso serve un miracolo”. In basso “E il rogo bloccò a Roma centinaia di tifosi”. A pagina 15 “Joaquin, la notte maledetta”. In basso “Tanti sprechi, una disfatta”. A destra “Neto è una statua Mati sciupone Gomez deludente”.

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Un vero e un «falso» nove, Gomez a lezione da Bacca

Tra i tanti viola che tornavano in Spagna con in valigia i ricordi del proprio Paese (Marcos Alonso, Joaquin, Borja Valero), delle loro esperienze in Liga (Gonzalo Rodriguez, Mati Fernandez) o dei racconti dei nonni (Mario Gomez), non c’era un nome importante: Giuseppe Rossi. Uno che in Liga è cresciuto e si è affermato, uno che manca tanto a questa Fiorentina.
BRUTTO RITORNO Perché ieri in campo c’era una squadra che ha messo in mostra due centravanti, Bacca e Gameiro, e un’altra che ha passato la serata cercando disperatamente il suo. Quel Mario Gomez che ha radici in Andalusia e che come già gli era successo anni fa con lo Stoccarda è tornato nella regione dalla quale negli Anni 60 i nonni partirono per la Germania e dove sono poi tornati a vivere. La visita al Sanchez Pizjuan è finita male.
LA DIFFERENZA La Fiorentina ieri ha giocato bene, ha costruito e ha sprecato, tornando a casa senza il gol che avrebbe cambiato la faccia di questa semifinale. Un andazzo palesatosi subito, quando al 5’ Joaquin ha servito una gran palla a Mario Gomez e il tedesco di Spagna ha sparato il suo sinistro maldestramente alto. Poco dopo su un rapido contropiede l’altro centravanti in campo, il colombiano Carlos Bacca, con un gran movimento ha pulito e offerto al compagno Aleix Vidal la palla dell’1-0. E poi si è mosso bene, con intelligenza e costrutto tenendo in costante apprensione la difesa viola.
MEDAGLIA A DUE FACCE Bacca in questa stagione ha fatto 25 gol e 8 assist: partecipazione diretta in 33 reti. Piace al Milan: non è una sorpresa. Altra cosa, molto meno scontato, è capire se i rossoneri troveranno i soldi per portarlo a San Siro. Perché Bacca sembra vestire i panni del calciatore-vetrina del Siviglia: se arriva l’offerta giusta sarà venduto a un prezzo molto superiore a quello di acquisto. E quando è uscito, al suo posto è entrato Gameiro, che in 28 secondi col primo tocco ha segnato il 3-0. Questo francese gioca poco perché è chiuso da Bacca ma quando lo fa è assolutamente letale: 16 gol e 5 assist in poco più di 1.600 minuti, 9 reti e 2 assist entrando dalla panchina. Un professionista: nessuna lamentela, tanti gol per la squadra.
MARIONE E Gomez? Dopo l’errore iniziale è scomparso, limitandosi a rare apparizioni: una palla sbagliata, un’altra, un movimento non capito, tante pause, una cosa giusta, di nuovo l’oblio. Schiacciato da una responsabilità che non sopporta, nonostante l’illustre passato. Quest’anno «Marione» ha giocato 32 partite e ha fatto 10 gol, ma 5 sono arrivati tra fine gennaio e inizio febbraio (4 ad Atalanta e Roma in Coppa Italia) e nelle ultime 8 apparizioni ha segnato solo alla Dinamo Kiev, rete importante ma solitaria. In Europa 2 gol in 7 gare. Però Rossi è a casa a curarsi, Babacar infortunato, Gilardino non iscritto e così ieri in panchina c’era solo Ilicic, che ha fatto 3 degli ultimi 4 gol ma centravanti non è. Forse Montella potrebbe provare col «falso nueve», visto che quello vero fa una gran fatica.

Filippo Maria Ricci – La Gazzetta dello Sport
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La notte storta di Salah: l’unica nota positiva è fuori dal campo

Sul Corriere dello Sport si analizza la partita di Mohamed Salah. L’egiziano ha provato a non arrendersi, anche sul 2-0, pur marcato stretto dai difensori del Siviglia. Si è lamentato per un fallo da rigore non fischiato. Alla fine ha alzato bandiera bianca anche lui. L’unica nota positiva è fuori dal campo, con la permanenza in viola su cui sta lavorando la società. Il prestito dal Chelsea, infatti, sarà rinnovato. Tornando al rettangolo verde, Salah non segna dal 4 aprile scorso contro la Sampdoria e deve ritrovare se stesso. L’egiziano deve togliersi di dosso le tossine e resettare tutto, tornando il trascinatore delle prime partite in maglia viola.

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Ferrara: “Varsavia da sogno ad allucinazione”

Da Repubblica.it, un estratto dell’articolo di Benedetto Ferrara sul match di ieri sera:

“Prima Varsavia era un sogno, adesso al limite può essere una allucinazione. Il problema è che, con tre ferite da pallone sulla pelle, la Fiorentina ha perso in una botta sola le speranze di finale europea. Curare un 3-0 nel giro di novanta minuti non si chiama impresa, ma miracolo. Giusto non arrendersi ora, ma più giusto riflettere sul crollo di una squadra strana, di una Fiorentina che tiene i pugno la partita col Siviglia quasi un tempo senza però riuscire mai ad agire con l’arma della spietatezza. O, al limite, della concretezza. Errori clamorosi davanti alla porta, disattenzioni infantili in mezzo al campo: è davvero difficile spiegare questa squadra se non attraverso un concetto chiamato inconcludenza. “Abbiamo giocato un gran primo tempo, ma non siamo riusciti a fare gol”: le parole di Montella riassumono le caratteristiche tecnico-esistenziali della sua Fiorentina. Tra il fantasma di Gomez, il centrocampo leggerino messo in mezzo per tutto il secondo tempo e occasioni clamorose, calciate via non si sa bene come, viene fuori il ritratto di una costante incompiuta, una squadra che arriva tra le prime d’Europa e poi si fa spazzare via in un tempo senza quasi opporre resistenza”.

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Gomez, la notte amara del bomber scomparso

Su La Nazione Stefano Cecchi parla di Mario Gomez e il titolo è tutto un programma, “La notte amara del bomber scomparso”. Ieri lo aspettavano in tanti a Siviglia: i tifosi speravano in un suo gesto tecnico, in un gol che potesse dare speranze per la qualificazione. Lo aspettava Montella, “che ha continuato a dargli fiducia nonostante i troppi giri a vuoto”. Lo aspettavano i giornalisti tedeschi, lo aspettavano anche due emissari del Borussia Dortmund, arrivati fino in Andalusia per capire se Gomez potesse essere ancora un valido obiettivo di mercato. E invece è andata male. Un centravanti che non segna è sempre un’incompiuta, “un ingranaggio inceppato nella catena di montaggio di una fabbrica di calcio”.

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La serata di Joaquin, il più atteso dal Sanchez Pizjuan

Era l’uomo più atteso e il più temuto. Più di Gomez e Salah. Nei giorni scorsi si parlava a Siviglia e dintorni si parlava solo dell’arrivo di Joaquin, il ‘nemico’ col Betis nel cuore. Su La Repubblica si analizza la partita del numero 17 viola. Ricoperto di fischi ad ogni otcco di palla, Joaquin dopo soli cinque minuti è riuscito a mandare in porta Gomez, che poi non è riuscito a segnare. Poco dopo la rete del Siviglia e lui subito pronto ad incitare mentre i compagni si disperavano. Il leader emotivo e tecnico della Viola, che sforna un altro assist al bacio, stavolta per Mati Fernandez, e l’epilogo è identico al precedente. Propositivo in fase offensiva, rivedibile in quella difensiva, con Vidal che attacca e segna dalla sua parte e di Alonso, sfruttando il mancato raddoppio di marcatura. Al fischio finale è Siviglia 3 Fiorentina 0, i rojiblancos hanno vinto la battaglia e per Joaquin sarà un’impresa quasi impossibile ribaltarla nella sua Plaza de Toros, ovvero il Franchi.

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Diario andaluso di una sconfitta: la rassegna stampa da Siviglia

DIARIO DE SEVILLA



ESTADIO DEPORTIVO



AS



da Siviglia SIMONE BARGELLINI E ALESSIo CROCIANI
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Badelj al posto di Pizarro: una scelta tattica discutibile

Parecchi ieri si sono sorpresi nel leggere la formazione della Fiorentina e vedere, a centrocampo, Milan Badelj al posto di David Pizarro. La titolarità del Pek in una partita importante come quella del Ramon Sanchez-Pizjuan sembrava scontata. Montella, invece, ha spiazzato tutti mandando in campo il croato. Durante un’intervista rilasciata nel pre gara, il club manager viola Vincenzo Guerini ha spiegato così la decisione presa dall’aeroplanino: “Badelj ci offre molte garanzie dal punto di vista difensivo”. Una scelta, purtroppo, che non ha dato i suoi frutti perché, se nel primo tempo l’ex Amburgo aveva fatto più o meno il suo, nella ripresa è stato travolto dai giocatori del Siviglia. Da un suo disimpegno sbagliato a centrocampo, è arrivato il secondo gol di Vidal, quello che – a detta anche dello stesso Daniele Pradè – ha tagliato le gambe alla Fiorentina. In effetti, è stato proprio così. Da quel momento in poi – era il 51’ – Badelj non ci ha capito più nulla, andando completamente in tilt sul pressing forsennato degli uomini di Emery e perdendo molti palloni nel cuore della mediana. La squadra viola, di conseguenza, si è lasciata travolgere dai continui attacchi degli andalusi, mostrando poca lucidità e, soprattutto, concentrazione. Non si spiegherebbero altrimenti le marcature inesistenti in area di rigore su Vidal e Gameiro in occasione del 3-0 di quest’ultimo.

Al Ramon Sanchez-Pizjuan si è rivisto il Badelj della prima parte di stagione. In Spagna, il classe 1989 ha confermato che il regista davanti alla difesa non è il suo ruolo. Forse sarebbe stato meglio metterlo al posto di Borja Valero o Mati Fernandez. Montella ci ha messo del suo perché solo al 67’, quando il croato si è infortunato alla testa, ha deciso di toglierlo dal campo e inserire Pizarro. Un errore di esperienza, ma più probabilmente di valutazione tattica. A quel punto della partita, il Pek – nonostante la sua personalità e qualità – poteva fare poco visto il risultato e l’andamento del match a favore del Siviglia. L’ex Roma e Inter non aveva problemi fisici. Per questo, molti non hanno capito perché l’aeroplanino ci abbia rinunciato.

Tante, troppe cose ieri non sono andate per il verso giusto. Tra queste, anche la scelta di Montella di affidarsi, come play basso, a Badelj piuttosto che a Pizarro. A meno d’imprevisti, il cileno partirà titolare giovedì prossimo al Franchi, ma potrebbe essere troppo tardi fra sei giorni, anche se la speranza è l’ultima a morire.

STEFANO NICCOLI
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