Un vero e un «falso» nove, Gomez a lezione da Bacca
Tra i tanti viola che tornavano in Spagna con in valigia i ricordi del proprio Paese (Marcos Alonso, Joaquin, Borja Valero), delle loro esperienze in Liga (Gonzalo Rodriguez, Mati Fernandez) o dei racconti dei nonni (Mario Gomez), non c’era un nome importante: Giuseppe Rossi. Uno che in Liga è cresciuto e si è affermato, uno che manca tanto a questa Fiorentina.
BRUTTO RITORNO Perché ieri in campo c’era una squadra che ha messo in mostra due centravanti, Bacca e Gameiro, e un’altra che ha passato la serata cercando disperatamente il suo. Quel Mario Gomez che ha radici in Andalusia e che come già gli era successo anni fa con lo Stoccarda è tornato nella regione dalla quale negli Anni 60 i nonni partirono per la Germania e dove sono poi tornati a vivere. La visita al Sanchez Pizjuan è finita male.
LA DIFFERENZA La Fiorentina ieri ha giocato bene, ha costruito e ha sprecato, tornando a casa senza il gol che avrebbe cambiato la faccia di questa semifinale. Un andazzo palesatosi subito, quando al 5’ Joaquin ha servito una gran palla a Mario Gomez e il tedesco di Spagna ha sparato il suo sinistro maldestramente alto. Poco dopo su un rapido contropiede l’altro centravanti in campo, il colombiano Carlos Bacca, con un gran movimento ha pulito e offerto al compagno Aleix Vidal la palla dell’1-0. E poi si è mosso bene, con intelligenza e costrutto tenendo in costante apprensione la difesa viola.
MEDAGLIA A DUE FACCE Bacca in questa stagione ha fatto 25 gol e 8 assist: partecipazione diretta in 33 reti. Piace al Milan: non è una sorpresa. Altra cosa, molto meno scontato, è capire se i rossoneri troveranno i soldi per portarlo a San Siro. Perché Bacca sembra vestire i panni del calciatore-vetrina del Siviglia: se arriva l’offerta giusta sarà venduto a un prezzo molto superiore a quello di acquisto. E quando è uscito, al suo posto è entrato Gameiro, che in 28 secondi col primo tocco ha segnato il 3-0. Questo francese gioca poco perché è chiuso da Bacca ma quando lo fa è assolutamente letale: 16 gol e 5 assist in poco più di 1.600 minuti, 9 reti e 2 assist entrando dalla panchina. Un professionista: nessuna lamentela, tanti gol per la squadra.
MARIONE E Gomez? Dopo l’errore iniziale è scomparso, limitandosi a rare apparizioni: una palla sbagliata, un’altra, un movimento non capito, tante pause, una cosa giusta, di nuovo l’oblio. Schiacciato da una responsabilità che non sopporta, nonostante l’illustre passato. Quest’anno «Marione» ha giocato 32 partite e ha fatto 10 gol, ma 5 sono arrivati tra fine gennaio e inizio febbraio (4 ad Atalanta e Roma in Coppa Italia) e nelle ultime 8 apparizioni ha segnato solo alla Dinamo Kiev, rete importante ma solitaria. In Europa 2 gol in 7 gare. Però Rossi è a casa a curarsi, Babacar infortunato, Gilardino non iscritto e così ieri in panchina c’era solo Ilicic, che ha fatto 3 degli ultimi 4 gol ma centravanti non è. Forse Montella potrebbe provare col «falso nueve», visto che quello vero fa una gran fatica.
Filippo Maria Ricci – La Gazzetta dello Sport