Author Topic: Europa League 1/4 finale (andata): Dinamo Kiev-ACF Fiorentina 1:1  (Read 3997 times)

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Gomez, ora o mai più: serve uno scatto per evitare l’addio

Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Luca Calamai analizza il momento di Mario Gomez:

Supermario ha finito i bonus. Per l’acquisto più importante e più caro della gestione Della Valle la doppia sfida di stasera contro la Dinamo Kiev rappresenta un passaggio decisivo. O l’ex stella del Bayern Monaco lascia il segno, oppure a giugno potrebbe essere ceduto. Tempi duri per Mario Gomez. Il bomber tedesco continua a essere un oggetto misterioso e un corpo estraneo nel progetto tattico della Fiorentina. A giugno scatterà un aumento di stipendio che supererà i 4 milioni anche se una parte, va ricordato, viene pagata dagli sponsor. Sempre secondo il giornalista della rosea gli italiani Immobile, Destro e Zaza sarebbero i principali candidati per sostituire Gomez in caso di partenza: il primo non sta vivendo un’esperienza felice in Germania così come il secondo al Milan. Sull’attaccante del Sassuolo invece peserà la scelta che il club farà sul suo futuro insieme alla Juventus.

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Sentite Lucescu: “Dinamo favorita sulla Fiorentina”

Sul Corriere dello Sport-Stadio troviamo un’intervista a Mircea Lucescu, attuale tecnico dello Shakhtar, che sta vivendo una situazione particolare per ciò che sta accadendo in Ucraina. “E’ un campionato di guerra” dice Lucescu. Su Dinamo-Fiorentina, il tecnico romeno è chiaro: “Io vedo in semifinale gli ucraini. Perché? Hanno esperienza, storia internazionale, un fattore che conta. Lo stesso vale per la Dnipro contro il Bruges, come valeva per il Metalist contro la Samp quattro anni fa. Possibile insomma che una squadra ucraina arrivi in finale. Noi contro la Dinamo ci giocheremo contro il 26 aprile. (…) La società è cresciuta molto, ha un centro sportivo di primo ordine che di sicuro la Fiorentina non ha. Ha finalmente un’accademia di giovani che sta dando i suoi frutti. (…) Yarmolenko? Può essere un giocatore di livello internazionale, ha delle qualità: è forte, ha corsa, velocità di base. Ma può essere bloccato, perché prevedibile: gli mancano fantasia e tecnica superiore. La squadra è stata affidata a Rebrov, con cui collabora uno spagnolo, Raul Ruiz Gonzalez Riancho”.

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Duttilità, il dodicesimo uomo in campo a Kiev

Il grande esodo di tifosi verso Kiev non ci sarà: la distanza, il costo e le difficoltà burocratiche hanno spinto non più di 170 supporters a partire verso l’Ucraina, di cui uno da Helsinki come raccontava il Corriere Fiorentino stamani. I viola giocheranno in uno stadio gremito di tifosi della Dinamo e questa volta il dodicesimo uomo i ragazzi dovranno trovarlo da soli. La Fiorentina vorrebbe tornare in città col bottino pieno e per riuscirci in campo andrà la migliore formazione possibile. 3-5-2 o 4-3-3? “Poca importa” ripete spesso Vincenzo. I moduli servono giusto riferimento, ciò che conta è capire come si muove la squadra nelle due fasi.

La squadra scenderà in campo con calciatori che possono garantire entrambi gli schieramenti tattici di partenza, sarà l’impostazione della partita a spingere il tecnico ad effettuare gli accorgimenti. Questo atteggiamento è figlio di un meticoloso lavoro che lo staff viola ha effettuato nel corso dei mesi. L’esempio più lampante è Joaquin: l’esterno spagnolo ha imparato col tempo i movimenti per garantire maggiore copertura in fase di non possesso. Il risultato? E’ tornato titolare inamovibile da mesi. Stasera a Kiev la sua posizione in campo, al pari di quella dell’altro esterno Marcos Alonso, sarà una delle principali chiavi tattiche della gara.

STEFANO ROSSI
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Il doppio ex Kanchelskis: “La Fiorentina giocherà una partita attenta”

Stasera in campo Dinamo Kiev-Fiorentina nell’andata dei quarti di finale di Europa League. Al portale ucraino Matchday ha parlato Andrej Kanchelskis, doppio ex della sfida. Le sue parole: “È difficile prevedere la tattica e la strategia di gioco di Montella. Le squadre italiane sono in grado di difendersi bene e storicamente le formazioni dell’Est Europa hanno sofferto contro di loro. Non sarà facile per la Dinamo. A mio parere la Fiorentina a Kiev giocherà una partita attenta in fase difensiva, soprattutto dopo le due sconfitte consecutive per 3-0. Penso che lo staff tecnico viola presterà grande attenzione per uscire dal match con un buon risultato. Tuttavia, sono sicuro che Rebrov e i suoi collaboratori abbiano studiato bene i viola e quindi sapranno come rompere la loro difesa”.

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Formazione viola: Pizarro torna titolare, Neto ce la fa

La Nazione, La Gazzetta dello Sport e Corriere Fiorentino ma anche Repubblica e Corriere dello Sport sono d’accordo: stasera la Fiorentina scende in campo con il 3-5-2. Nello schieramento scelto da Montella per affrontare la Dinamo Kiev in porta ci sarà Neto che ha superato i dolori all’anulare della mano sinistra. Davanti a lui Tomovic, Gonzalo e Savic a formare il pacchetto arretrato. Gli esterni di centrocampo saranno Joaquin a destra e Alonso a sinistra con Pizarro regista e i due interni Mati e Badelj. Davanti fiducia a Mario Gomez e Salah.

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Montella contro Rebrov, la prova del nove… in panchina

Entrambi nati nel giugno del 1974. Entrambi grandi attaccanti negli anni ’90. Entrambi allenatori giovani e in rampa di lancio. Vincenzo Montella e Serhij Rebrov hanno molto in comune e stasera si troveranno per la prima volta di fronte da quando siedono in panchina. Un confronto inedito tra due tecnici molto diversi, ma che, come accennato in precedenza, condividono molti aspetti. A cominciare dall’anno di nascita. Il 3 giugno ’74 a Horlivka, nella regione ucraina di Donetsk, nasceva Rebrov; quindici giorni più tardi e a 3.274 chilometri di distanza veniva alla luce Montella. Per entrambi il debutto prima della maggiore età, uno all’Empoli e l’altro allo Shakhtar Donetsk, l’inizio di carriere luminose.

Rebrov trova la propria dimensione in una grande del calcio europeo, la Dinamo Kiev, con cui gioca per ben undici stagioni raggiungendo risultati di ogni tipo: nove titoli nazionali, sei coppe nazionali e una supercoppa a livello di club, cui si aggiungono cinque riconoscimenti individuali. Un mito del calcio ucraino, che ha trovato fortuna anche al di fuori dei confini nazionali, come testimoniano le vittorie con Rubin Kazan e Fenerbahce e, non ultima, l’esperienza inglese con Tottenham e West Ham. Da calciatore ha chiuso nell’Arsenal Kiev, poi l’inizio, un po’ per caso, della nuova vita da tecnico, subentrando nell’aprile 2014 al connazionale Blokhin, altro mostro sacro, e ottenendo la conferma definitiva dopo la vittoria nella coppa nazionale.

La storia di Vincenzo Montella, invece, è cosa nota. L’esordio a Empoli, l’esplosione in cadetteria al Genoa, l’affermazione nella serie maggiore con la Sampdoria, quindi i successi con la Roma e l’accoppiata scudetto-supercoppa nel 2001. Un talento simile, se non superiore, a quello di Rebrov, che però da calciatore ha raccolto molto meno nel corso della propria carriera, complice anche una concorrenza, individuale e di squadra, di diversa qualità e quantità. Anche da allenatore, finora, la bilancia pende dalla parte del tecnico della Dinamo. Montella, infatti, tra Roma, Catania e Fiorentina non ha ancora sollevato al cielo un trofeo, andandoci molto vicino la scorsa stagione in Coppa Italia.

Stasera sarà il primo di due confronti interessanti. Il 3-5-2 mutabile in corso d’opera in 4-3-3 del tecnico viola contro il dogmatico 4-2-3-1 dell’ucraino. Tiki-taka all’italiana contro muscoli, fantasia e velocità. Due modi diversi d’intendere il calcio, che finora hanno condotto al medesimo punto, ovvero ai quarti di finale di Europa League. La Dinamo Kiev ha affrontato avversari di spessore inferiore a quelli della Fiorentina e ha saputo costruire la propria fortuna all’Olimpisky, la propria tana, in cui hanno fatto bottino pieno con cinque vittorie in altrettante partite. Montella e la Fiorentina cercheranno di violare il fortino inespugnabile.

STEFANO FANTONI
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Mareggini a VN: “Dinamo forte, ma la Fiorentina ha imparato la lezione”

Tra poche ore la Fiorentina gioca a Kiev in una gara molto importante e non solo perché in palio c’è la qualificazione alla semifinale di Europa League (anche se è bene precisare che c’è un ritorno al Franchi tutto da giocare): è una gara fondamentale a livello morale, dopo le sconfitte contro Napoli e Juventus.

Violanews.com ha contattato l’ex portiere della Fiorentina Gian Matteo Mareggini per un commento sulla sfida di stasera.

Favorita la Fiorentina?

“Arrivati a questo punto non ci sono favoriti, di certo la Fiorentina ha tutti i mezzi per fare una grande gara ed uscire indenne da Kiev. Serve la mentalità giusta ma sono convinto che la doppia sconfitta è servita a qualcosa, stasera i viola avranno una grinta incredibile. La squadra di Montella ha imparato la lezione”.

Cosa teme della Dinamo?

“Temo la loro organizzazione tattica e in più il fatto che giocano davanti al proprio pubblico. Tempo fa le squadre ucraine erano piene di problemi, adesso invece il quadro è cambiato. Un’altra squadra forte è il Dnipro, la Fiorentina ne sa qualcosa”.

Come si spiega la sconfitta con la Juve? E quella con il Napoli?

“Penso ci sia stato un calo fisico e psicologico, dopo un mese eccezionale come quello di marzo, qualcosa hanno lasciato. Peccato che il calo sia arrivato proprio in una gara fondamentale, quella con la Juve: è una partita da cancellare. Nessuno però ha sottolineato che i viola erano stanchi anche perché avevano giocato con la Samp su un campo pesante, avevano speso molto”.

Capitolo portieri: Neto ancora titolare, sarà così fino al termine della stagione?

“Stavolta la gestione all’interno del gruppo è stata positiva. Neto ha dimostrato di non essere condizionato, sta facendo bene e per me a questo punto può anche arrivare al termine della stagione. Tatarusanu, invece, ha fatto capire di poter fare il titolare: può recuperare con calma e prepararsi mentalmente per la prossima stagione, visto che farà il titolare. Vedo grande serenità da questo punto di vista e non è poco…”.

NICCOLO’ GRAMIGNI
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VIDEO: Dragovic contro Gomez, la sfida 2.0

Aleksandar Dragovic e Mario Gomez, tre anni dopo di nuovo contro. Il difensore della Dinamo Kiev e il tedesco hanno un conto in sospeso, datato 13 marzo 2013. Era il ritorno degli ottavi di Champions e il centrale austriaco difendeva i colori del Basilea, Mario invece segnava a raffica con il Bayern Monaco. Quella sera la partita giocata in Baviera terminò 7-0 per i padroni di casa. Gol di Muller, doppietta di Robben e non uno, non due, non tre ma ben quattro gol di Mario Gomez. Nella gara di andata la formazione svizzera aveva vinto per 1-0, al ritorno la musica cambiò totalmente.

All’epoca Dragovic aveva appena 22 anni e proprio in queste ore ha ricordato al quotidiano svizzero Blick quel precedente con il numero 33 viola: “Ero molto giovane quando giocammo quella partita, ho imparato tanto da quella esperienza. Gomez? E’ un grande campione, un calciatore di classe mondiale anche se adesso qualcuno non lo ritiene più tale”. Nelle immagini che seguono vi proponiamo il riassunto di quella partita con i gol di Mario Gomez sperando che sia di buon auspicio…


STEFANO ROSSI
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