Domani si chiude la campagna abbonamenti viola per la stagione 2010-11 e l’aria in casa Fiorentina non è allegra. I numeri sono bassi, troppo per la tendenza dei tifosi fiorentini. D’accordo, ci sarà una sorta di appendice fino a sabato 28 agosto (chiunque si recherà alla biglietteria di via dei Sette Santi potrà direttamente comprare una tessera), ma la partita vera e propria, come detto, si chiuderà domani e si potrà affrontare un quadro ufficiale. Fino ad oggi, infatti, solo dati ufficiosi e le cifre sono impietose: si parla di circa 13mila abbonamenti. Con uno slancio di ottimismo forse 14mila, ai quali andranno aggiunti le circa 2mila tessere omaggio di cui ogni club dispone per i vari indirizzi. Senza dimenticare che per la prima volta, dopo tantissimi anni, la Fiesole, cuore del tifo viola, non sarà esaurita (un calo in questo caso di quasi il 50 per cento di abbonati...).Un mezzo disastro? Pare di sì e le cause potrebbero essere molteplici.
Intanto bisogna fare un passo indietro: torniamo alla seconda stagione di Trapattoni a Firenze, quella della Champions League per essere chiari, annata ’99-2000. Gli abbonamenti superarono di poco quota 32mila. Una bella cifra per Firenze: il Franchi esaurito arriva a poco più di 40mila spettatori e la città non è una metropoli con i suoi circa 370mila abitanti. D’accordo, arrivano anche tifosi dal resto della Toscana e pure da fuori, ma Firenze non è Roma, nè Milano, Torino e neppure Napoli. Insomma,gli oltre 32mila abbonati dell’era del Trap rappresentarono un trionfo. Ma da allora è cominciata una lenta e inesorabile emorragia. Nel mezzo, estate 2002, ci fu anche un fallimento, con la Fiorentina disintegrata e creata a nuova vita ripartendo dalla serie C2: eppure, in quella stagione, 17mila (eroi) firmarono l’abbonamento. Ecco, se domani i dati ufficiosi per il prossimo campionato trovassero conferma nella realtà dei fatti, la Fiorentina di Mihajlovic avrebbe meno abbonati di quella di Ripa, Di Livio e Riganò in C2...
Parlavamo delle ragioni: certamente la crisi economica ancora viva nelle tasche degli italiani e la grande offerta televisiva (ormai tra piattaforme satellitari e digitali la proposta è completa) si mostrano come la causa principale della fuga dal Franchi. Masiccome l’emorragia abbonamenti investe, seppur con alcuni distinguo, la gran parte della società di serie A, è del tutto evidente che un altro motivo di disaffezione da “calcio live“ sia ascrivibile alla fatiscenza dei nostri impianti. Molti dei quali addirittura obsoleti. Il vecchio discorso: il tifoso viaggia attraverso l’Europa e quando si imbatte negli stadi inglesiotedeschi, tanto per restare ai più in voga, sente quasi un moto di nausea al pensiero di rimettere piede in un’arena calcistica italiana. C’è dell’altro? Beh, nelcaso specifico di Firenze esiste una sorta di sfiducia nei confronti della Fiorentina. Forse l’epilogo del campionato passato, con annessa la cattiva gestione del caso Prandelli, hanno minato una parte del sentimento dei tifosi viola. Non è un caso che Corvino - grande “annusatore“ dell’aria fiorentina - abbia proprio attraverso questo giornale lanciato una provocazione all’inizio di luglio: «Il giocatore che comprerei si chiama motivazione...». Corvino si era accorto tra i primi (o per primo rispetto agli membri della società viola) che qualcosa si era interrotto nel rapporto con la gente di Firenze. Niente di irreparabile, ma un certo disagio si avvertiva. L’anemica campagna abbonamenti di questa estate assemblerebbe tutte queste ragioni. E in più si potrebbe anche fare un’altra valutazione negativa: nelle ultime due stagioni - quella passata e l’altra precedente - la società viola avrebbe perso per strada 9mila abbonati.
Un decremento preoccupante anche per Filippo Pucci presidente del Centro di Coordinamento: «Certo, sono preoccupato. Mi rendo conto che possano convergere più cause per questa flessione di abbonati, ma bisogna assolutamente tamponare questa emorragia...». L’ultima valutazione è sulla tessera del tifoso, elemento che sta facendo discutere i tifosi di tutta Italia e anche a Firenze il «fronte del no» è particolarmente agguerrito e preparato in materia. Ci sono stati dibattiti e incontri, ma su questo tema a Firenze, rispetto ad altre città d’Italia, la tessera del tifoso ha comunque ottenuto una risposta che oggi viaggia vicina alle 25mila unità.A fronte, come detto, di un forte abbassamento della quota abbonati. Quasi un rompicapo estivo.
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