Così SuperMario è tornato il gigante dell’area
Supermario è lì, come un gigante, nel mezzo alla difesa dell’Udinese. Concentrato ma obiettivamente arrugginito dopo essersi rimesso in moto dall’ennesimo infortuno. Se alla Fiorentina però, serviva la sua scossa, beh il programma di Montella ha subito una bella variazione di tema. Tutto questo solo e soltanto nel primo tempo, ovvio. Perché è stato sufficiente il ritorno in campo dopo l’intervallo, una decina di minuti di gioco ed ecco che SuperMario è tornato ad essere il bomber giusto. Doppietta nella porta dell’Udinese e partita ribaltata.
Lotta con le spalle alla porta, si sbraccia per richiamare palloni, sgomita mentre Danilo e Piris cercano di bloccargli la strada che il tedesco vorrebbe aprirsi nella direzione dell’area piccola. Missione, questa, quasi impossibile. Gomez aveva fatto di tutto per essere presente a questa partita. Una questione (anche) di orgoglio personale per evitare che qualcuno continuasse a far circolare lo spiffero che per lui, alla fine, sarebbe stato meglio tornare dopo altre due settimane di riposo (o quasi), grazie alla sosta per la Nazionale. E aveva fatto bene a insistere, a cercare di convincere Montella che quella voglia matta che si teneva dentro di riprendersi una maglia e di ricominciare a segnare era un qualcosa da sfruttare. A tutti i costi.
Il gigante SuperMario ha così preso per mano la Fiorentina, ha archiviato quel primo tempo da sbadigli e si è messo a fare quello che più gli piace e gli riesce meglio: i gol. La firma sulle reti segnate a Udine è così il risultato personale migliore che il tedesco ha voluto confezionare per l’allenatore e per Firenze. Il modo giusto per ribadire che nella corsa alla Champions, come in Europa League o in direzione della finale di coppa Italia, lui c’è e vuole essere il protagonista, per troppo tempo costretto a esultare per una vittoria dei compagni da quella poltroncina in tribuna.
La Nazione