Vigilia di Udinese-Fiorentina. Nella sala stampa del Franchi si è presentato come di consueto Vincenzo Montella. Le parole dell’allenatore viola.
“La squadra ha già dimenticato la vittoria di giovedì. La mentalità vincente va acquisita pensando a vincere la partita successiva. Domani ci giochiamo qualcosa di veramente importante per il campionato, va dimenticato tutto il resto. Inseguiamo sogni gloriosi, non possiamo più permetterci di sbagliare. È il nostro dovere essere competitivi su tre fronti. Ce lo siamo conquistati, è una responsabilità verso noi stessi. Non ci facciamo travolgere dall’euforia, la lasciamo ai tifosi, anche se a giuste dosi ci può far bene, senza perdere l’equilibrio.
Salah sta facendo cose straordinarie, l’altra sera meritava il gol. Si è integrato bene in squadra, ma è proprio il gruppo che ha sta giocando bene raggiungendo la giusta mentalità. L’unità d’intenti c’è sempre stata, la crescita netta è un percorso che parte da lontano. Che sia un gruppo sano e unito lo si è visto dai primi giorni. Pizarro sta bene, si è allenato con la squadra ed è convocato. Per quanto riguarda la Nazionale cilena, non so se cambieranno idea. Diamanti è cresciuto di condizione. Contro il Milan ci furono ci scelte diverse, soprattutto legate alla condizione. Lui è un calciatore importante, è disponibile, non è cambiato niente da quando è arrivato.
La squadra ha sempre dimostrato una continuità nella crescita, anche con qualche stop. Ci aspettiamo che le altre squadre studino i nostri punti deboli. La squadra è cresciuta nella gestione della partita. Giocando con Salah possiamo permetterci di giocare in un altro modo, aspettando e ripartendo. La formula vincente è mettere le qualità del singolo a disposizione della squadra, valorizzando ogni calciatore senza snaturarlo.
La Fiorentina più bella? Non lo so. Io mi diverto allenare questi calciatori e vedere le partite, già questa è una vittoria, ma a me non basta e nemmeno al gruppo dovrebbe bastare. Adesso è il momento di accelerare e di concentrarci sul presente, testa all’Udinese.
Per quanto conosco Di Natale credo non si farà influenzare da nessuno sul ritiro. È un grande calciatore, ha qualità importanti, ma l’Udinese è un collettivo interessante. Andiamo su un campo in cui da calciatore mi ha dato grande soddisfazione, ma da allenatore no. Domani sarà difficile al di là di Di Natale. Con Stramaccioni il rapporto di amicizia è rimasto intatto. L’Udinese è una squadra estremamente compatta, con giocatori di temperamento e fisicità, pericolosa sui calci piazzati. Sa soffrire, temo le giocate in velocità in attacco e negli esterni, è una squadra completa nella sua dimensione.
La squadra ha un modo di giocare continuo in casa e fuori. Talvolta in trasferta è più facile. Sia io che i calciatori sentiamo la forte appartenenza della città, è un orgoglio e una responsabilità.
Gomez? Un paio di settimane di stop non sono tante quando hai un livello di condizione elevata come la sua. Non so quanti minuti ha nelle gambe, ma è completamente a disposizione.
La sosta è necessaria per staccare mentalmente e ricaricarci, anche perché poi fortunatamente c’è un altro ciclo di partite intense. A volte dispiace fermarsi nel momento migliore, ma è necessario fermarsi. Babacar sta bene, ma deve crescere e il mio compito sarà quello di aiutarlo a farlo. Questo è un gruppo sano sotto tutti i punti di vista, che ha vinto poco in relazione alle potenzialità. È uno spogliatoio che sa di poter raggiungere degli obiettivi con determinate caratteristiche. C’è tanta voglia di vincere da parte mia e loro.
Dispiace che i nostri tifosi non possano seguire la squadra in trasferta, il coinvolgimento è fondamentale in questo sport. Alla fine di questo ciclo mi sento motivato, fortemente motivato. La trasferta in Ucraina non mi preoccupa dal punto di vista logistico, invece mi preoccupa la squadra: è in grande forma, ha eliminato formazioni importanti. È un sorteggio più difficile di quanto si possa pensare”
STEFANO FANTONI
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