Author Topic: Europa League 1/8 finale (ritorno): AS Roma-ACF Fiorentina 0:3  (Read 2095 times)

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Montella e quella doppia rivincita con la Roma

Vincenzo ha aspettato. Si è appuntato i giorni, si è segnato su un foglio i dettagli, chi e perché nell’estate 2011 e nel 2012 gli disse no, la panchina della Roma non è per Montella, troppo amico di Totti e De Rossi, troppi giocatori in rosa vuoi cambiare, troppo scontata sarebbe la scelta, meglio cambiare strada, Luis Enrique prima e Zeman poi. Vincenzo ha aspettato e poi ha colpito. Eccome se ha colpito, nella maniera più rumorosa, mandando all’inferno chi è seduto dall’altra parte. Ci ha messo un po’ per prendere le misure, perché tra Catania e Fiorentina sembrava quasi che i giallorossi fossero la sua bestia nera: tante sconfitte (6), qualche pareggio (4), mai una vittoria. Poi arriva la Coppa Italia: Roma eliminata, doppietta di Mario Gomez. Dici: una rosa in pieno inverno. Altro che: la Viola non si ferma più. E nell’Olimpico giallorosso costruisce un pezzo di futuro che regala solo sorrisi: Roma fuori dall’Europa League, fuori tutti. Dentro lui: due qualificazioni giuste giuste per quei due no sbattuti in faccia. Vendetta è stata, «e sì che fino a gennaio la Roma non l’avevo mai battuta, il destino è proprio strano», sorride l’allenatore.

(…)

La Gazzetta dello Sport
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La Curva Sud e una contestazione mai vista: “E se la Lazio vi supera…”

L’umiliazione patita contro la Fiorentina ha provocato qualcosa di mai visto prima tra i tifosi della Roma, con la Curva Sud che abbandona lo stadio nel primo tempo. Ma in realtà era solo la preparazione alla contestazione finale che covava. Già all’intervallo – riporta La Gazzetta dello Sport – molti ultrà erano usciti per provare ad avvicinarsi al cancello da dove escono i calciatori, ma un imponente cordone di polizia li aveva tenuti lontano. Gli striscioni e i cori sono stati tutti un programma: «Mercenari, cambiate mestiere», «Roma s’è rotta er cazzo, a presto…», «Levatevi la maglia», fino all’irridente «Ci vediamo in discoteca». A fine partita, poi, gli ultrà hanno convocato la squadra sotto la curva e i giocatori hanno acconsentito, per evitare guai peggiori, o quantomeno di restare chiusi nello stadio fino a notte. Alla gogna si presentavano De Rossi, De Sanctis, Astori, Pjanic, Iturbe, arrivava anche capitan Totti, senza dimenticare che Nainggolan, in tribuna insieme alla sorella Rjana, era stato bersagliato di critiche.

Assai più duri – riporta ancora La Gazzetta dello Sport – i toni della Curva a fine partita. «Vergognatevi, tirate fuori le palle, siete indegni della maglia che portate». Il tutto con l’invito a togliersi di dosso la maglia, scena che ha ricordato in qualche modo un Genoa-Siena dell’aprile 2012. Non solo. Iturbe è uscito devastato («Non vali tutti i milioni che hanno speso per te»), mentre alla fine delle bottigliette hanno colpito – senza conseguenze – anche De Sanctis e De Rossi. Pjanic, invece, colpito da un accendino, si è allontanato subito. Uno dei messaggi più forti partito dalla Sud, comunque, era riferito all’immediato futuro: «Se la Lazio ci supera nella corsa Champions, siete finiti…». Non basta. A fine serata alcuni tifosi provavano anche ad avvicinarsi di nuovo all’uscita dei calciatori, ma venivano scoraggiati dalle forze dell’ordine, che peraltro a mo’ di prevenzione avevano blindato anche Trigoria.



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UEFA: nella squadra della settimana ci sono tre viola

Dal sito dell’UEFA si apprende la squadra degli 11 migliori degli Ottavi di Finale di ritorno di Europa League. Nell’elenco compaiono tre giocatori viola: Basanta, Mati Fernandez, Salah. Ecco le motivazioni della scelta accanto ai loro nomi:

Difensore: José María Basanta (ACF Fiorentina)
Il centrale dell’Argentina ha segnato di testa nel trionfo viola in casa dell’AS Roma. Tanti i suoi meriti se la porta della squadra di Vincenzo Montella è rimasta inviolata: spettacolare una chiusura su Gervinho.

Centrocampista: Matías Fernández (ACF Fiorentina)
Insieme alla velocità di Mohamed Salah, è stato lui l’ispiratore del gioco d’attacco della Fiorentina contro l’AS Roma. Si è guadagnato il rigore del vantaggio e ha fornito il cross per il terzo gol.
Attaccante: Mohamed Salah (ACF Fiorentina)
Il nazionale egiziano ha fatto impazzire la retroguardia dell’AS Roma per tutta la serata e meritava la gioia del gol personale. Solo i legni glielo hanno negata.

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Roma umiliata, il coraggio di un gruppo capace di qualsiasi impresa

Prima degli aggettivi un’immagine: quella del gol di Alonso, quella del portiere che sbaglia e dell’esterno che lo pressa, anche se sembra una palla perduta. Qui capisci cosa sia la Fiorentina: un collettivo dai movimenti studiati, un animale coraggioso capace di qualsiasi cosa. Niente è casuale, il cuore è sempre collegato col cervello. Che arrivare ai quarti non fosse impossibile era chiaro a tutti, ma che la Fiorentina chiudesse la partita nel giro di un tempo no. E invece questo 0-3 all’Olimpico, questa lezione di calcio e di valori umani e sportivi, ci racconta una storia da brividi, quella di ragazzi coraggiosi e affamati, quella di un allenatore che parla poco e lavora molto. Niente proclami, molta ambizione. E così è diventata la sua squadra: feroce, umile, vera.

Il momento è magico. Queste sono onde lunghe e rare su cui surfare senza perdersi un istante di questa emozione. La Fiorentina non ha paura di niente. A volte soffre, a volte domina, a volte deve reinventarsi per ottenere ciò che vuole. Un gruppo capace di adattarsi a situazioni diverse: mentalmente, tatticamente, emotivamente. Montella è riuscito a costruire qualcosa che gli somiglia molto: se lui si guarda allo specchio vede la Fiorentina. Perché il tecnico e la sua squadra stanno crescendo insieme, in silenzio, cercando di vivere con spirito pragmatico questa lotta serrata su tre fronti.

L’articolo integrale di Benedetto Ferrara su Repubblica in edicola!
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Non svegliateci…

Un mese e mezzo da impazzire. Roba da non crederci per questa Fiorentina e i suoi tifosi. La Roma buttata fuori sia dalla Coppa Italia che dall’Europa League, con lezioni di calcio all’OIimpico, la Juve battuta allo Stadium, il Tottenham eliminato, senza dimenticare le vittorie con Inter e Milan giocando con mezze riserve. Tutto concentrato, dal 3 di febbraio ad oggi. Un’impresa dopo l’altra, un pieno di soddisfazioni per compensare una lunghissima serie di amarezze e sfighe. A Firenze sembra di sognare, ma è tutto vero. Una squadra stellare che vince, convince, a tratti persino stravince. E poi sa lottare e divertire, sa cambiare pelle e segnare con tutti i suoi effettivi (siamo arrivati a 21!).

Una squadra che, ne siamo certi, le altre 7 ancora in corsa per l’Europa League si augurano vivamente di evitare ai Quarti di finale. Perchè adesso sono gli altri che devono temere la Fiorentina, anche se – purtroppo – il traguardo è ancora lontano. Ma “certe notti” viola non si vedevano da anni, e tutte insieme così forse non si erano mai viste. Merito di Montella e di uno straordinario gruppo di uomini, prima ancora che di giocatori. Ma l’appetito vien mangiando e la speranza è che questo sia solo l’inizio, e che i festeggiamenti veri possano arrivare a fine stagione, con qualcosa di importante tra le mani. Intanto però non svegliateci…

SIMONE BARGELLINI
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Da Hugh Grant alla sindrome dell’eroe: storia di un gruppo vero

Vi è mai capitato di sentirvi colpiti da qualche particolare patologia e di ricercare informazioni sui sintomi per capirne la causa? A qualcuno sicuramente sì, ad altri no mentre altri ancora non lo vorranno ammettere. Fa parte del gioco, del resto ognuno crede di essere il miglior medico per se stesso. Nel caso della Fiorentina è più facile fingersi edotti in campo psicologico. La stagione in corso, caratterizzata da tante vittorie di battaglie sportive, non era nata sotto ottimi auspici e lo si era capito fin dal ritiro di Moena dove c’era qualche muso lungo di troppo. All’avvio del terzo anno del ciclo, quello in cui proverbialmente si dovrebbero raccogliere i frutti del seminato, la squadra appariva spenta, scarsamente cinica e legata al rendimento di un calciatore che era stato protagonista di una crescita esponenziale nel finale della scorsa stagione: Cuadrado.

Il colombiano, reduce da un interminabile tour de force cominciato a gennaio e chiuso col Mondiale brasiliano, ha perso lucidità mentre ha visto decollare il proprio conto in banca grazie al rinnovo imperioso sottoscritto col club. Qualche malumore nello spogliatoio ci sarà stato proprio per questo aspetto e le difficoltà si sono allargate qua e là sui campi di gioco. La tappa determinante della crescita del gruppo va trovata proprio nella cessione della ex vespa viola. Sì perchè il ragazzo aveva chiuso mentalmente la sua esperienza viola in estate, quando lo voleva il Barcellona e lui ricambiava il desiderio. La società lo ha realizzato con qualche mese di ritardo ed è riuscita con grande merito a fare di necessità virtù. Juan è partito ed è arrivato Salah, un giocatore dal sicuro talento ma desideroso di rilanciarsi dopo un’esperienza inglese opaca.

La Fiorentina, formata anche da giocatori maturi ed esperti, ha visto così cadere le proprie certezze e si è fatta scivolare di dosso quella sorta di patologia di Hugh Grant che non le permetteva di crescere e affermarsi, come avviene oggi ad alcuni quarantenni ancora troppo legati al focolare domestico. Di conseguenza si è sviluppata una sorta di sindrome dell’eroe che ha spinto tutti i giocatori a prendere consapevolezza dei proprio mezzi e a dare qualcosa di più. Gli esempi? Badelj e Joaquin su tutti che avevano iniziato la stagione con varie difficoltà. Adesso non resta che provare a diventare eroi veri e propri provando a vincere un trofeo come la società sta richiedendo da settimane. E vincere a Firenze, si sa, vale doppio…

STEFANO ROSSI
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Zeffirelli: “Squadra miracolosa, Firenze ha ritrovato l’orgoglio”

Il regista Franco Zeffirelli, tifoso viola, ha commentato la vittoria della sua squadra contro la Roma, in un’intervista su La Nazione. Queste le sue parole riportate da calciomercato.com: “Questa squadra è miracolosa, sono sbalordito dai risultati che sta ottenendo, si vede che finalmente le nostre preghiere e i nostri sogni sono stati esauditi tutti insieme. Firenze adesso ha ritrovato l’orgoglio sportivo che mancava da troppo tempo e il merito va a chi ha pensato il progetto fin dall’inizio. I Della Valle hanno fatto davvero un capolavoro”.

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