Repubblica: Fiorentina grande cuore rovescia il risultato. E il Napoli ora è vicino
Al diavolo la stanchezza – scrive La Repubblica -. Al Diavolo la fatica. Al Diavolo quei maledetti infortuni che rendono tutto così difficile. Al Diavolo un primo tempo giocato malissimo, e un secondo fatto di tanta confusione e poca qualità. La Fiorentina, battendo il Milan, si è presa tre punti che pesano un quintale. E pazienza se stavolta lo spettacolo non si è visto. Anzi. Forse è meglio così. Son vittorie come queste che fanno la differenza. Quando l’ennesima occasione per accorciare su chi ti sta davanti sembra andata. Persa. E pace se la Lazio continua a vincere. La Champions resta lì, a quattro punti, e il Napoli (quarto) è ad un passo. I viola non mollano niente. Aggrappati a tutti i suoi obiettivi con tutte le sue forze. E forse con qualcosa di più. La partita di ieri, in questo senso, è stata esemplare.
Montella inizialmente ha scelto ancora la difesa a tre. Come giovedì scorso con la Roma. Un modulo che pareva abbandonato, e invece tornato prepotentemente di moda. Un modo, forse, per proteggere la squadra nel momento del bisogno. Non a caso la strambata (rispetto alla linea a quattro) è arrivata dopo le sberle rimediate con la Lazio. A cambiare, e ormai non è una novità, sono gli interpreti. Sei cambi, rispetto al pareggio di coppa, e un modulo (il 3-4-2-1) non inedito ma quasi. E si è visto. Il primo tempo della Fiorentina è stato un pianto. Poche idee, ritmo lento, e una fase difensiva più che rivedibile. Pronti via infatti, nella ripresa, fuori Richards e Aquilani, e dentro Joaquin e Badelj. Come dire. «L’era quasi tutto sbagliato, l’era quasi tutto da rifare».
Peccato che, dopo un buon avvio, la Fiorentina si ritrovi sotto. Proprio in quel momento però, dopo aver preso un Destro al volto che avrebbe steso un toro, la Fiorentina ha tirato fuori tutto quello che le era rimasto. Cuore, orgoglio, coraggio. Tutto. Più Joaquin. Prima l’assist per l’1-1 di Gonzalo Rodriguez, poi la rete del 2-1. Sei minuti da urlo. E pensare che ad un certo punto pareva disperso. Dimenticato da Montella e col cuore altrove. Forse in Spagna. E invece no. Ha aspettato, e quando è arrivato il suo momento ha cambiato il volto ai viola. Come ieri. E’ stato lui a far la differenza, certo, ma senza quello spirito sarebbe stato difficile ribaltare il risultato.
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