Author Topic: Europa League 1/8 finale (andata): ACF Fiorentina-AS Roma 1:1  (Read 1960 times)

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FOCUS VN Joaquin, un diesel al contrario

Inizia bene la gara di Joaquin ma col passare del tempo si affievolisce. Nei primi minuti di gara spesso e volentieri la Fiorentina manovra il gioco partendo proprio dalla destra e affidandosi alla sua abilità nell’uno contro uno. Tenta un paio di affondi palla al piede ed ottiene altrettanti corner: in un’occasione prova anche ad accentrarsi palla al piede ma viene fermato e non riesce a calciare verso la porta. Al 20′ ha l’unica vera e propria occasione personale della partita però è troppo defilato in area di rigore e anzi che tirare guadagna saggiamente un corner. Nella ripresa garantisce copertura ma non si rende mai pericoloso in fase offensiva. Prestazione nel complesso sufficiente ma poco brillante.

I numeri della sua gara:

Passaggi riusciti 16
Passaggi sbagliati 3
Palloni persi 2
Palloni recuperati 1
Falli fatti /
Falli subiti 1
Dribbling 3
Cross 3
Tiri in porta /
Tiri fuori /
Tiri respinti 1
Fuorigioco 1
Minuti giocati 90

STEFANO ROSSI
Twitter @StefanoRossi_
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La rivincita di Neto e Ilicic: da esclusi a eroi di Coppa

Ora è ufficiale, l’ottavo di coppa lo esalta. L’anno scorso ha mandato in porta Gomez allo Juventus Stadium, ieri invece ha preferito far da solo e fatto esplodere il Franchi. Josip Ilicic è uno dei volti della notte viola, esaltante fino al pareggio di Keita arrivato a un quarto d’ora dalla fine. Ma c’è ancora la partita dell’Olimpico. Dopo mesi di fischi e stenti, lo sloveno finalmente ha lasciato il segno nella stagione della Fiorentina, ironia della sorte usando l’arma meno efficace del repertorio: il destro. Che dire poi di Norberto Neto, osannato come un eroe dopo aver ipnotizzato l’ex dal cuore tenero Adem Ljajic: in tribuna i tifosi viola, gli stessi che lo avevano offeso solo poche settimane fa, si sono alzati per applaudirlo e ringraziarlo. La sua storia ormai è un film, perché da brutto anatroccolo, Neto si è trasformato in campioncino prima amato, poi odiato e poi di nuovo amato (…).

Leonardo Bardazzi – Corriere Fiorentino
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Vista dalla Fiesole: “Pareggio infame”

Dopo tanta attesa il giorno arriva: in un mare di agenti e sirene ci avviamo verso lo stadio; va in scena Fiorentina-Roma, ottavo di finale di Europa League. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, anche se, nonostante la Fiesole sia esaurita, lo stadio non mostra una gran quantità di pubblico: “Mah, non capisco, poteva esserci anche un po’ più di gente eh!” – “Infatti in queste occasioni andrebbe fatto i’ pieno”. Nelle fasi prima del match partono molti cori di sfottò rivolti ai tanti tifosi romanisti: “Guarda guarda, l’hanno pure messi in Ferrovia…ridicoli!” – “È pericoloso!” e purtroppo lo sarà. In alto le bandierine e parte la coreografia del popolo viola: il colpo d’occhio pare riuscire, il fatto è che il segnale sembra partito un po’ troppo in anticipo rispetto all’entrata in campo delle squadre; “O quanto si deve stare con questi cosi in mano??” – “Che si comincia??”.

Finalmente le squadre scendono in campo e la tensione sale: cori, bandiere e fumogeni fanno da sfondo allo schieramento delle due formazioni. Il match inizia e i nostri sembrano dominare il campo: prendiamo “a pallate” la difesa della Roma con Salah e Borja, mentre Ilicic e Pizarro mettono a lato dopo alcune azioni ispirate; “Gnamo che sono in difficoltà” – “Vai che gli si fa!”. E poi siamo già distesi sulle gradinate: Ilicic conclude di destro (!) all’angolino e la curva esplode di gioia in un moto trascinante in cui pochi riescono a stare in piedi; “Gnamo Josip!!”. Continua il nostro forcing e la Roma sembra in difficoltà, mentre nel frattempo lo stadio si trasforma in una bolgia: purtroppo assistiamo ad alcuni scontri in Ferrovia, anche se forse era facile aspettarsi qualcosa del genere già da prima; “L’è normale che poi vada a finire così, se tu li piazzi accanto ai nostri che vòi che non succeda qualcosa?”. La Roma è costretta a fare due cambi anticipati (“Bene sai”), la nostra spinta va affievolendosi e i nostri avversarsi vanno vicini al pareggio allo scadere del primo tempo: Neto salva su Florenzi, e sulla respinta Ljajic manda clamorosamente alto a porta quasi vuota; lo stadio esplode come per un gol (“Vaia Nutella costì!”). Successivamente Pizarro lascia il campo in anticipo per infortunio: la curva lo rincuora con applausi e cori personalizzati.

Finisce la prima frazione e per ora l’1-0 va benissimo: “L’importante è non pigliarlo”. La pausa finisce e siamo pronti a ripartire: “Dai eh, bisogna fare il secondo!”. Purtroppo però l’inizio di ripresa non è dei migliori: la Roma spinge sull’acceleratore e comincia a insidiare pericolosamente la nostra area. “Non ci credo, l’ha dato!” – “No dai, ma che c***o sta fischiando questo”: calcio di rigore per i giallorossi; “Boh, a me mi sembra che Neto sia uscito bene su Iturbe, cioè pulito, perché la palla si è spostata!”. Rigore dubbio tra mille polemiche, fatto sta che Ljajic va sul dischetto: ma Neto para e lo stadio ruggisce di gioia; “Bene sai! ‘F*****o arbitro del c***o!” – “San Giovanni ‘un vole inganni!”. L’ambiente si rianima e adesso spingiamo noi: Ilicic e Alonso ci provano, ma il pallone non vuole entrare; “Bisogna raddoppiare!!”. Ancora miracolo di Neto che esce dall’area per bloccare Nainggolan involato verso la porta: “Ma che sei scemo peddavvero?”. Guardiamo il tabellone e i minuti sono 32: lo sconforto ci assale mentre Keita esulta; la Roma ha pareggiato con un gol che sembra pure viziato da un fallo. “Porca miseria, ma tanto figurati se uno si doveva aspettare qualcosa, sempre f*****i all’ultimo!”: il rammarico è tanto, ci “risveglia” per un attimo una conclusione di Iturbe sopra la traversa; “Sta’ a vedere adesso si perde pure”. Nel finale la Roma perde tempo, mentre il pubblico se la prende un po’ con i giallorossi, un po’ con l’arbitro Lahoz: “Questo l’è un bell’idiota vai, peggio di quelli che ci toccano tutte le domeniche!”.

Dopo un misero recupero di 3 minuti (pochi, in relazione alle tante perdite di tempo), l’arbitro fischia e rimanda tutto al match di giovedì prossimo a Roma. “Mah, adesso io la vedo di molto ma di molto bigia…” – “Io non capisco come si possa arbitrare in questa maniera…a Webb contro la Rube, invece, gli si fece gli applausi, peddire!”. Nel finale ci dobbiamo sorbire anche un penoso spettacolino di Nainggolan che fa gesti irrisori alla Maratona: “Vaia scemo!!”. La gente torna a casa sicuramente amareggiata: con un 1-1 in casa e il ritorno da affrontare a Roma la contesa si fa ardua. “Sai icché ti dico? Questo l’è proprio un pareggio infame!”.

ARTURO LEONCINI
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Aggrappati, ancora, al Pek

C’è una Fiorentina con Pizarro e una Fiorentina senza Pizarro. E quasi sempre è meglio la prima. Funziona così ormai da tre anni per merito del centrocampista cileno, uno capace di orchestrare il gioco come pochi, e per demerito di Montella e della società, che nel frattempo non sono riusciti a trovare il modo per sostituirlo. E intanto l’anagrafe del regista segna 35 anni e mezzo, e la sua fragilità fisica è aumentata. Anche ieri l’uscita di scena del Pek ha cambiato volto alla partita: la squadra viola che aveva dettato i ritmi di gioco e tenuto in mano il pallino nel primo tempo (nella prima mezzora in particolare), nella ripresa ha lasciato l’iniziativa alla Roma, affidandosi a qualche spunto individuale. Nonostante l’ottima prova di Badelj, rivelazione positiva degli ultimi periodi: ma il croato, come gli altri centrocampisti, ha caratteristiche diverse che si esaltano insieme a Pizarro, e non al suo posto.

Non che senza il numero 7 la Fiorentina non abbia i mezzi per fare prestazioni importanti: basti, come esempio, la vittoria di Torino contro la Juve, in cui Pizarro non c’era. Ma dando uno sguardo al campionato si scopre che la formazione gigliata, senza il suo regista, stenta a macinare gioco e occasioni da rete. Anche quando sono arrivati pareggi o vittorie, la Fiorentina ha faticato a trovare la via del gol (1-1 in trasferta con Milan e Genoa, 0-0 in casa col Sassuolo, 1-0 a Bergamo con l’Atalanta). E quando il Pek, non al meglio, è subentrato solo nella ripresa, spesso le cose sono migliorate (a Torino con i granata, da 1-0 a 1-1 o in casa con l’Atalanta, da 1-1 a 3-2). Ecco perchè recuperare Pizarro per la gara di ritorno all’Olimpico – e per tutti gli altri importanti appuntamenti in calendario – sarebbe fondamentale. Ne sapremo di più nel pomeriggio. Se poi ci fossero anche Savic, Gomez & co… sarebbe ancora meglio.

SIMONE BARGELLINI
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L’ex giallorosso Lanna: “L’1-1 aiuta la Roma, ma la sfida è ancora aperta”

Di seguito le parole dell’ex giocatore giallorosso Marco Lanna ai microfoni di TMW: “L’1-1 aiuta la Roma, anche se la Fiorentina è una squadra che rimane molto forte. La sfida è ancora aperta, sono due squadre in grado di mettere in difficoltà chiunque. Il risultato per ora avvantaggia la Roma, bisogna vedere come riuscirà a gestirlo. Pizarro? È un giocatore che ancora fa girare qualsiasi squadra. Di questi tempi non è facile trovare un giocatore che interpreta il ruolo alla perfezione. Con la sua uscita tutta la squadra è calata perché è venuto a mancare il calciatore che detta i tempi”.
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Lucchesi: “Roma superiore alla Fiorentina, ma i viola possono passare il turno”

Queste le parole di Fabrizio Lucchesi, ex viola ed ex giallorosso intervistato in da tuttomercatoweb: “La Roma persiste con le difficoltà dell’ultimo periodo. E’ lenta e non riesce a sviluppare niente se non qualche invenzione dei singoli. Hanno il freno a mano tirato, sembrano smarriti. Hanno un organico forte come quello della Juventus ma non riescono ad esprimersi. Sono superiori anche alla Fiorentina, per questo si può dire che i viola ieri hanno fatto una partita importante. I primi 40 minuti li hanno giocati da manuale del gioco del calcio poi hanno avuto un calo fisico che ha permesso alla Roma di pareggiare. Se la Fiorentina fa bene a crederci? Sicuramente. Montella è stato bravissimo anche ieri e poi in Coppa Italia hanno già vinto nettamente. Se giocheranno come nel primo tempo di ieri la Roma deve già iniziare a preoccuparsi. E’ ovvio che non sarà facile, ma la Fiorentina ha tutte le carte in regola per passare il turno”.
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L’arbitro De Marco certifica: “La direzione di Lahoz non ha convinto”

L’arbitro Andrea De Marco ha espresso la sua opinione sulla prestazione di Mateu Lahoz, ieri sera direttore di gara in Fiorentina-Roma. Queste le sue parole nel corso del Pentasport: “Gli arbitri spagnoli, come quelli italiani, sono tra i migliori del mondo. Lahoz dirigerà il prossimo Classico spagnolo. Ieri, al di là degli episodi, in alcune fasi della gara non ha convinto molto, soprattutto dal punto di vista professionale. Il rigore su Iturbe? Il contatto c’è, non è inventato. E’ un episodio che farebbe discutere anche con la moviola in campo. Resta il fatto che la gestione della gara da parte di Lahoz non ha convinto”.
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