Sognando (di nuovo) la Champions, a colpi di turnover
The impossible made possible. Lo slogan di una pubblicità di qualche anno fa si presta benissimo a questa Fiorentina. Capace di interrompere il tabù San Siro nerazzurro nonostante quel finale in 9 uomini. Vittoria epica, che arriva a distanza di pochi giorni dalla grande partita con il Tottenham in Europa League. E i tifosi viola possono sognare. Anzi devono, perchè se non si sogna in questi casi, quando si dovrebbe farlo? E’ una Fiorentina che ha ingranato la marcia ormai da diverse settimane, praticamente senza sbagliare un colpo. Dalla sconfitta inattesa col Parma in poi sono arrivate 8 vittorie e 4 pareggi tra campionato e Coppe, con prestazioni quasi tutte di alto livello. Tutto sembra funzionare alla perfezione, se non fosse per il boom di recenti infortuni (che dipendono solo in parte dall’usura, visto che Babacar e Tomovic non hanno giocato tante partite di fila).
Un magic moment viola che va ricondotto soprattutto a Vincenzo Montella. Che ha fatto una scelta ben chiara e pure un po’ rischiosa: dare la priorità a Coppa Italia ed Europa League, rispetto al campionato. Le sue scelte di formazione sono state evidenti in questo senso, basti pensare a Mario Gomez, che nelle ultime 5 gare di Serie A ne ha giocata soltanto una, contro l’Atalanta: poi 0′ contro Genoa, Sassuolo, Torino e Inter. E come lui altri titolarissimi, come Joaquin, Pizarro e lo stesso Salah, sono stati spesso esclusi dalla squadra iniziale salvo poi essere chiamati in causa, quando necessario, a partita in corso. Rotazioni che però non sono sinonimo di impegno snobbato, anzi. Tanto che nelle ultime settimane il rendimento della Fiorentina formato campionato è stato strepitoso. Merito delle (ex) seconde linee, capaci di non far rimpiangere gli assenti, e dei nuovi acquisti di gennaio che si sono inseriti alla grande. Ma merito soprattutto dell’organizzazione che il tecnico viola ha saputo dare ai suoi, insieme ad una straordinaria consapevolezza nei propri mezzi. La strada per la gloria è ancora lunga, ma questa Fiorentina l’ha imboccata da grande squadra.
SIMONE BARGELLINI
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