Un pieno di autostima
Un’impresa, si dirà con scarsa fantasia ma con un tocco, anche due, di verità. La Fiorentina in nove ha sbancato la San Siro nerazzurra dopo anni di amarezze. Resistere a lungo, dopo il gol di Salah (ancora lui) in condizioni di inferiorità numerica significa molto nel percorso di autostima di questa squadra che ha cominciato nel migliore dei modi il durissimo periodo che la aspetta. L’impresa è costata parecchio, Babacar e Savic sono fuori uso per infortuni muscolari, ma la dose di fiducia che questa partita introduce nel morale della Fiorentina può essere di non trascurabile portata.
A ingigantire l’inferiorità numerica della squadra viola ha contribuito Montella con una decisione frettolosa e costosa quando ha speso il terzo cambio senza tenere conto delle condizioni di Tomovic, colpito alla testa e costretto a lasciare il campo. Ma in questo momento Montella è un generale di quelli che piacevano a Napoleone: fortunato. Se la vittoria fosse sfuggita in quell’interminabile recupero, la responsabilità sarebbe finita tutta, o quasi tutta, sulle sue spalle. Il carattere della squadra, un errore di Icardi e una fondamentale parata di Neto hanno conservato tre punti di grande e forse inattesa consistenza.
Non era facile vincere a San Siro contro un’Inter rilanciata, non lo era neanche in condizioni normali, figuriamoci nella situazione che si è creata nel finale che mai finiva. A parte l’eroismo, con o senza virgolette, di serata l’aspetto più interessante di questa Fiorentina è la facoltà di giocare in più modi, con più formazioni, con più moduli. La squadra di ieri non aveva che una lontana e amichevole attinenza con quella che aveva battuto il Tottenham, a parte l’ormai consolidata maniera di difendere, con quattro giocatori. Su questa base, che rimane comunque flessibile perché Tomovic e Pasqual spingono per consolidata abitudine, si è costruito il nuovo corso, con il contributo determinante Salah che ha una punta di velocità e un rapidità di esecuzione da grande attaccante. Accanto e attorno a lui è cresciuta la squadra. Tempi duri all’orizzonte, troppi infortuni, troppe partite. Ma le ultime due vittorie dimostrano che tutto è possibile. A volte basta crederci.
Sandro Picchi – Corriere Fiorentino