Come cambia l’umore da un 1-1 all’altro
Stesso risultato, umore opposto. Nel giro di distanza la Fiorentina ha ottenuto un doppio 1-1 tra Europa League e campionato, ma le prospettive sono molto diverse tra loro. Se l’1-1 col Tottenham aveva il sapore di una vittoria, visto il valore dell’avversario, il fatto di giocare in trasferta nell’ottica del doppio confronto e di aver rimontato lo svantaggio iniziale, il pari col Torino sa di beffa autentica. Perchè l’occasione era importantissima per accorciare nuovamente sul Napoli – in attesa della gara di stasera – e rimanere aggrappati al treno per il terzo posto, rispondendo alla vittoria della Lazio. E poi perchè la Fiorentina ha dominato per quasi tutta la partita, rischiando anche molto sui contropiedi avversari, ma cercando fino alla fine il gol della vittoria. E quando l’ha trovato, ad appena 5′ dalla fine, ha letteralmente buttato via il risultato subendo un clamoroso contropiede su risultato di vantaggio. Ingiustificabile.
Colpe di Montella? Difficile dargliene per l’episodio del pareggio, perchè a 5′ dalla fine sta ai giocatori in campo avere la maturità di gestire la palla e di non concedere regali del genere agli avversari. Forse il tecnico ha esagerato con il turnover iniziale, 8/11 diversi e un modulo mai sperimentato prima sono scelte azzardate, che testimoniano come l’allenatore viola abbia deciso di dare la priorità all’Europa League. Questo è un dato di fatto, ma è altrettanto giusto riconoscere che la Fiorentina avrebbe comunque meritato la vittoria e se gli episodi non fossero girati male (vedi rigore sbagliato, espulsione non data, ingenuità finale sull’1-1) saremmo qui ad elogiare Montella come era accaduto col Sassuolo. Ricondurre tutto al risultato è riduttivo, anche se l’amarezza è tanta ancora oggi. E l’occasione persa rischia di pesare tremendamente nella rincorsa ad un piazzamento europeo.
SIMONE BARGELLINI
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