Author Topic: Europa League 1/16 finale (andata): Tottenham-ACF Fiorentina 1:1  (Read 1939 times)

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Andrea Della Valle e il modello White Hart Lane

Il Corriere Fiorentino parla di Andrea Della Valle e di White Harte Lane. Lo stadio del Tottenham ha tutto per essere preso a modello dal club viola e Adv lo sa bene. In attesa di conoscere il destino dell’area Mercafir, anche la prossima estate potrebbero esserci interventi, magari coinvolgendo quei settori (come le curve) che fino a oggi sono state meno toccate dai lavori portati. Comunque, Adv confida di sbloccare la situazione relativa al nuovo stadio. Anche Nardella e Giani – presenti a Londra – hanno potuto toccare con mano l’importanza di un impianto come quello del Tottenham.

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Fiorentina, dall’Europa al salto finale. Cosa c’è e cosa manca

Viaggio nell’Euro-Fiorentina quello proposto stamattina sulle pagine di Stadio. Firenze che si è riconosciuta in Tatarusanu, detto il «freddo» ricordando il successo di Romanzo Criminale. In Salah che sta cancellando anche il ricordo dell’amatissima «vespa», Juan Cuadrado, che se ne è andato lasciando appunto trentacinque milioni in pegno e pure il prestito lungo dell’egiziano volante. Firenze, che dopo momenti di cartavetrata si sta totalmente riconoscendo in Montella che niente concede alla piazza, perché non vuole feste quando ci si deve approntare alle battaglie.

Proprio la gara di Londra ha confermato che mancano forse due soli scalini per far arrivare la Fiorentina sul pianerottolo delle Coppe che contano. Battaglia per il nuovo stadio, ma se non si sblocca la situazione anche pronti alla copertura del Franchi se la soprintendenza dovesse trovare uno spazio di trattativa. Poi l’investimento del tesoretto lasciato da Cuadrado, una buona parte di quei 35 milioni ottenuti dalla cessione a gennaio del colombiano.

Poi il risparmio, fondamentale, della cifra risultante dalla cessata proprietà di giocatori come El Hamdaoui, Lazzari, probabilmente anche Vargas, l’addio di Neto, Lupatelli, anche la possibile cessione di Ilicic. E poi? Ecco la disponibilità dei Della Valle, da Andrea a Diego, per l’ultimo scalino da salire. Trenta, quaranta, cinquanta milioni di euro, dalla famiglia padrona se davvero si individuerà la possibilità del salto definitivo. E’ questo che si aspetta anche Vincenzo Montella, un investimento per la grande Europa, per rilanciare il formidabile sogno vissuto a Londra, per diventare una certezza nelle Coppe.

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Dal patto di ferro ai nuovi arrivati. La rivoluzione firmata Montella

Felicità è un pareggio a White Hart Lane dopo un inizio da film horror. Felicità è scoprire che la tua squadra non solo non tracolla ma che invece piano piano cresce e prende il controllo della situazione. Al di là dei calcoli sul passaggio del turno, la verità è che partite come questa ti fanno bene al cuore e solidificano la cosiddetta autostima, termine di discendenza psicanalitica ultimamente molto in voga anche quando si parla di pallone e dintorni. Le ragioni di questo risultato importante sono molte, e sono di natura tecnica, mentale e ambientale. A iniziare dalla svolta caratteriale che il gruppo ha messo in campo dopo la mezza rivoluzione di gennaio.
IL CONFRONTO
Il caso Neto e la cessione di Cuadrado hanno costretto tutti a un confronto chiarificatore. Da una parte Montella ha chiesto ai suoi dirigenti di rinforzargli la rosa con elementi pronti e di qualità, dall’altro i giocatori, a cominciare da Pizarro, hanno chiesto un incontro per parlare del futuro immediato e del cosiddetto progetto. È a quel punto che i nodi che tenevano a freno il terzo anno di Montella hanno iniziato a sciogliersi.
Da una parte Pradè e Macìa hanno lavorato per chiudere alla svelta Diamanti e per infilare nell’accordo per Cuadrado il nome di Salah. Decisivo poi il faccia a faccia del gruppo con Andrea Della Valle e il patto reciproco di unità di intenti da ora alla fine del campionato. Da qui in poi l’umore è cambiato e il gruppo si è ricompattato dietro ai suoi obiettivi. Anche Montella ha cambiato stato d’animo: questa rosa gli piace. E non poco.
LA METAMORFOSI
Cambiare in corsa. Ecco cosa sogna di poter fare un allenatore: avere i giocatori giusti per trasformare la squadra a seconda delle situazioni. Così era accaduto contro l’Atalanta e così, in maniera ancora più clamorosa, è successo a Londra, quando Montella ha capito il 3- 5-2 creava buchi in difesa e impediva alla squadra di alzarsi per fare il suo gioco. Da quel momento in poi la partita è diventata un’altra storia.
Ma anche la TESTA, l’ESPERIENZA e il CORAGGIO…

(…)

L’articolo completo di Benedetto Ferrara in edicola con La Repubblica!
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