Noi diciamo subito: gioca Frey. Di sicuro resteremmo molto sorpresi di sbagliare, sorpresi e pieni di domande. Certo che a Firenze sta succedendo qualcosa di incredibile. In città c’è più accanimento che per il Superenalotto. Altro che sestina magica, qui si scommette su chi gioca domenica in porta: Frey o Boruc? I siti dei tifosi sono mobilitati, Violanews ha già dato i suoi responsi all’enigma trasformato in sondaggio ( leggi qui - vince Boruc con otto punti ma sembra che tra tremila votanti una bella parte arrivassero proprio da connazionali di Artur), fra i grandi portieri del passato invece tutti indicano Sebastien. Invece Smuda, ct polacco ha mandato il suo indiretto e interessato messaggio, chiamando Boruc per preconvocazione. Certo che il mondo del calcio è strano. Fino a pochissimo tempo fa Firenze sembrava atterrita dall’ipotesi di perdere Frey, intoccabile icona («Con i capelli di Frey, quante donne avrei» , è lo slogan del le curve con ritocco linguistico). Ora nessuno si scandalizza del paragone fra quello che per cinque anni è stato l’imperatore della porta viola e un giovanotto biondo, bravo, bravissimo come si è visto pure a Valencia, ma ultimo arrivato. Possibile che la memoria storica della Fiorentina sia così labile? Possibile che gli screzi del finale della passata stagione abbiamo annullato ogni ricordo di un portiere che tanto ha dato alla maglia viola? Confermiamo che noi siamo fra quelli che non hanno dubbi: gioca Frey, però tutto questo cancan inizia a provocare la nostra curiosità.
IL TITOLARE -Come si fa a disconoscere che Sebastien sia il titolare di quel posto? Non possono certo farlo i cronisti che negli ultimi cinque anni lo hanno indicato come il viola dal rendimento più costante ed elevato. Non possono farlo i tifosi che hanno speso per poter acquistare la sua vendutissima autobiografia. Ma allora cosa è successo? Perché è vero che di colpo la stella di Frey ha iniziato a brillare con minor intensità. Colpa del rapporto incrinato con i suoi compagni che non l’hanno votato quando si è trattato di nominare capitano e vice capitano della squadra (rispettivamente Montolivo e Donadel), colpa di Sebastien stesso che anche per questo motivo è parso prendere un po’ le distanze dai compagni? Colpa della sottile campagna sotterranea che dice: Frey cura più il rapporto con i giornalisti che fanno le pagelle che se stesso? Colpa di qualche dichiarazione rilasciata in Canada quando fece capire che andarsene non sarebbe stato un dramma? Colpa del fatto che sia suo l’ingaggio più ricco della Fiorentina e che quindi i viola non vedrebbero l’ora di tagliarlo? Oppure colpa di un suo certo ap pesantimento quando si tratta di uscire dai pali, frenato dai vecchi problemi al gi nocchio? Pur mettendo insieme tutte queste cose non si può arrivare a declassare Sebastien. E’ lui il titolare, ripetiamo, al meno fino a prova contraria. E non possono esserci dubbi perché mai nessuno li ha fin qui avanzati. Ma adesso ci sono Mihajlovic e Boruc? Pure questo è vero ma niente toglie alle considerazioni iniziali. Frey è il titolare e se Boruc in Spagna è stato bravo, pure Sebastien a Londra ha fatto bene. La differenza, accordiamola pure al polacco, al momento non giustifica il sorpasso.
L’UOMO- PRESSIONE -D’altra parte chi ha vissuto gli ultimi anni della Fiorentina non è la prima volta che sente dire:«Sebastien è bravissimo ma bisognerebbe avere alle spalle un altro portiere in grado di metter gli un po’ di pressione se no lui si siede...».
E parliamo degli anni appena passati. Mettere pressione. Certo che meglio di Boruc non ne vediamo. Dunque la scelta di Corvino non può certo essere messa fra le stravaganze del mercato. Cosa c’è meglio di avere un gran portiere? Avere due grandi portieri. Accettiamo le critiche di eccesso di abbondanza ma questo mica può essere un peccato mortale. Boruc, d’altra parte, è arrivato a Firenze per 1,2 milioni di euro (un affare) e può magari rappresentare un investimento per il futuro o una copertura totale laddove Frey dovesse trovare l’offerta irrinunciabile. Ma adesso parte da dietro. A meno che Sinisa non abbia visto qualcosa che nessuno di noi ha visto. Una rottura fra Sebastien e i compagni, un suo calo di convinzione? Ma lui ha sempre smentito. Deciso a tenere il centro della porta. E in questo caso Mihajlovic non crediamo cambierà di colpo le gerarchie storiche. C’è però una settima na per raccontare questa incredibile sfida.
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