NELLO SPOGLIATOIO volano segrete percentuali su chi indosserà i guantoni, non per fare il pugile ma il portiere, ruolo incerto assai per ingorgo di bravure. Dopo cinque anni Frey rischia di non essere più titolare, ma in attesa di comunicazioni ufficiali — Mihajlovic è tornato in versione riflessiva — il toto interno dà ancora in vantaggio il portiere francese. Sessanta a quaranta, secondo i bookmakers viola.
IN REALTÀ la situazione è questa: Mihajlovic si era quasi chiarito le idee dopo Valencia (grande partita di Boruc), ma ha deciso di prendersi ancora una settimana di tempo. Rispetto per Frey, che nelle ultime cinque stagioni è stato fra i protagonisti più luccicanti e merita per questo un occhio morbido di riguardo; del resto la sua partita a Londra contro il Tottenham è stata molto buona (anche se la risposta di Boruc è arrivata undici giorni dopo a Valencia).
IL RISULTATO di tutto questo è che i due portieri viola si stanno preparando come se dovessero giocarsi una finale mondiale, o poco meno, perché l’escluso resterà in panchina con prospettive di ammuffimento. Niente turnover, infatti, perché nel calcio il tiraemolla per chi difende il rettangolo verticole ha portato sempre discutibili risultati. Il prescelto sarà per sempre, a meno ovviamente di deficit imprevisti nonostante la fiducia.
La notizia di mercato di ieri è «interna» e riguarda la conferma di Babacar. Nessuno in effetti lo aveva messo in vendita, ma la doppia strigliata di Mihajlovic («Certe volte si allena come se dovesse farci un piacere, se continua così non mi serve») aveva sollevato molti dubbi. La società e l’allenatore hanno in realtà deciso di confermare la fiducia al giovanissimo senegalese. Che potrebbe essere affiancato (come nel caso di Frey e Boruc) da un concorrente di primo livello per il ruolo di vice-Gila. Cioè Lucarelli, che potrebbe arrivare in prestito negli ultimi giorni del mercato, seppure con un ingaggio di 1.750.000 euro.
Lunedì potrebbero esserci novità per Bolatti, richiesto dal Bordeaux. Il centrocampista è stato convocato dal ct Batista per l’amichevole fra Argentina e Spagna, il 7 settembre. Batista non sarà stato un fenomeno come Maradona, ma come allenatore si presenta meglio: ha convocato infatti Cambiasso e Zanetti, lasciati a casa da Diego.
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