Author Topic: Dilemma Frey-Boruc, i retroscena di una scelta  (Read 265 times)

Offline Chiesa

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Frey o Boruc, tormentone sulla linea di porta. Mercoledì sera, di fronte a quattro cronisti italiani temporaneamente emigrati a Valencia, Mihajlovic ci ha pensato qualche secondo prima di rispondere. Poi ha buttato queste parole in mezzo al gruppo, un piccolo fuoco d’artificio nel corridoio dello stadio Mestalla: «Ho già deciso chi sarà il portiere titolare, ma non posso dirvelo». Da lì in poi è cominciato il gioco delle interpretazioni, con previsioni divise più o meno sul cinquanta per cento.

Indizi pro-Boruc: la buona partita contro il Valencia (solo un errore in uscita, ma almeno quattro grandi parate, fra le quali una effettivamente grandissima in uscita), il tono dell’allenatore viola («Avevo già in mente una scelta, questa sera sono arrivate le conferme che aspettavo») e la faccia sorridente del portiere polacco, incrociato poco dopo dai cronisti.

Indizi pro-Frey: cinque anni quasi sempre a livelli alti, una partita apprezzabile contro il Tottenham, il sostegno dei tifosi viola. La possibile certezza pro-Boruc è tornata a essere un rebus quando, ieri mattina, non sono arrivate conferme sulla scelta definitiva di Mihajlovic.

L’allenatore viola - ultime notizie - si sarebbe preso ancora qualche giorno per valutare bene la situazione e soprattutto le conseguenze di una decisione così importante, essendo il ruolo di riserva del portiere al confine del prepensionamento, almeno per una stagione. Frey ha dalla sua la simpatia della maggior parte dei tifosi dopo cinque anni positivi, anche se a nessuno è sfuggito il suo rendimento deludente da aprile a maggio. Prestazioni del resto in linea con il pessimo finale di stagione viola. I rapporti fra la società e il giocatore si sono induriti dopo un’intervista rilasciata alla Gazzetta (Frey sembrava abbastanza convinto di andar via) e soprattuto quando il portiere francese ha criticato Corvino, «sempre alla ricerca di un portiere quando ci sarebbero altri ruoli da coprire più urgentemente».

L’arrivo di Boruc è stato la conferma che il direttore sportivo viola è andato per la sua strada: ad un prezzo ragionevolissimo (un milione e duecentomila euro) è arrivato uno dei cinque miliori portieri d’Europa, classifica di rendimento aggiornata a due anni fa, prima di un calo di rendimento motivato anche da difficoltà personali. Per un mese Frey e Boruc si sono sfidati in tutti gli ellenamenti e, a distanza, nelle partite giocate da titolari. La parata più difficile ora dovrà farla Mihajlovic.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=62064
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Re: Dilemma Frey-Boruc, i retroscena di una scelta
« Reply #1 on: 08/20/10, 15:45 »
**Frey o Boruc? Un dilemma (o no?) per il tecnico: cosa deciderà Mihajlovic? «Non è semplice avere due portieri di ottimo livello - replica Giovanni Galli, ex portiere e dirigente viola - e può essere un problema. I risultati che la Fiorentina ha ottenuto in questi anni sono legati tanto anche alle parate di Frey. Se ha sbagliato gli ultimi tre mesi della scorsa stagione, credo che gli vadano concesse tutte le attenuanti; non c’era molta chiarezza in società e sulla guida tecnica, aveva problemi familiari, oltre che qualche guaio fisico che si trascina da tempo, ma tre mesi così così non possono cambiare l’opinione su di un atleta che si è reso disponibile anche nello spogliatoio. Dall’altra parte, c’è un portiere che arriva da un club prestigioso e che difende i pali della propria nazionale ed è logico che sgomiti per giocare. Come mai Corvino ha deciso di prendere un portiere? La decisione è nata da un’antipatia che c’è tra il ds viola e Frey, l’ha detto chiaramente il dirigente che non gli erano piaciute alcune dichiarazioni del francese, a me è sembrata una ripicca. Mihajlovic ha il carattere per gestirli, però chi ha creato questa situazione dovrà essere anche a disposizione per aiutare l’allenatore nel corso dell’anno».

Da Giovanni Galli a Gianluca Pagliuca, ex numero uno di Inter, Samp, Bologna e della Nazionale. «Non è bello per Frey che sia arrivato Boruc. Credo che più che per demerito, la Fiorentina abbia deciso di prendere un altro portiere per qualche sua dichiarazione che non ha fatto piacere alla dirigenza. Magari Sinisa sa già, nella sua testa, chi è il titolare, però non vorrei essere nei suoi panni. Ma ce la può fare a gestire la situazione perché ha una grande personalità».

Più ottimista è Dino Zoff, che è stato anche allenatore della Fiorentina nell’era Della Valle: «Sono convinto che se Frey gioca come sa, sarà lui il numero uno viola. Le gerarchie nascono dalla forza dei giocatori e il francese ha dimostrato di essere importante. L’alternanza può in ogni caso giocare a favore della squadra, è sempre un vantaggio avere due ottimi portieri come loro».**
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