Author Topic: Europa League 5ª giornata: EA Guingamp-ACF Fiorentina 1:2  (Read 1166 times)

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Anche Le Roi Platini avrà apprezzato

Piacere: Fiorentina. Presentarsi così davanti a Platini, con due gol nel primo quarto d’ora, è stato veramente un saluto di alta classe, complimenti. Lassù in Bretagna, due bracciate ed ecco la Manica, la Fiorentina era impegnata nella Europa League, torneo che non fa perdere il sonno, e semmai neanche l’appetito, ma è sempre un bel viaggiare. A proposito di viaggi, la Viola sarà domenica prossima a Cagliari, altro mare, altra partita, e avrà davanti il portiere Alessio Cragno, nato a Fiesole nel ’94 e con un inizio di carriera nella Polisportiva Sieci e poi nel San Michele Cattolica Virtus.

In altre parole, uno dei nostri, sia pure dall’altra parte. Onore a lui. In Bretagna la Viola presentava alcuni giocatori della seconda fila, sia detto per la cronaca e non per una classifica di merito. Uno era Richards, l’inglese di Birmingham, che come nome di battesimo è Micah (importante, quella lettera acca) un altro era Marko Marin, sempre molto atteso, e un altro ancora Tatarusanu, consueto portiere di coppa. Marin ha segnato subito, Babacar ha raddoppiato. Poi l’arbitro ha scelto di testa sua con quel rigore per i francesi alla fine del primo tempo, e Basalta espulso. Era inevitabile che Montella facesse alcuni cambi nella ripresa, con la squadra rimasta appunto in dieci. Sono entrati Cuadrado e Savic. Però sembrava assurdo, e forse lo era veramente, che la Viola stesse un po’ sulle spine (linguaggio non proprio tecnico, vero?) contro un avversario senza dubbio onesto, per carità e che difatti ha colpito la traversa, ma non molto di più.

E’ anche vero, o più vero che mai, la Viola era in minoranza. Insomma, prima gli avversari greci, poi bielorussi, ieri francesi. Via tutti. La Viola si fa guardare con ammirazione in tutta l’Europa, da squadra di punta. Se ieri sera Platini dentro di sé non ha detto bravissima, o almeno brava, lo avrà per lo meno pensato, e come pensa bene lui…

Giampiero Masieri – La Nazione
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Moviola: Eskov sbaglia tutto

Sul Corriere dello Sport si analizza la partita dell’arbitro russo Eskov e la moviola di Guingamp-Fiorentina. Nel primo tempo ammonisce giustamente Aquilani per un fallaccio su Mathis, ma non segnala un intervento deciso su Babacar nella trequarti francese. In chiusura di primo tempo arriva uno degli episodi chiave, vale a dire il calcio di rigore fischiato per fallo di Basanta su Marveaux. Il difensore argentino forse sfiora l’attaccante francese, che cerca di appoggiarsi a lui e, non trovandolo, si lascia cadere platealmente. Eskov si lascia ingannare e indica il dischetto.

Nel secondo tempo nessun episodio fino al 35′, quando il direttore di gara nega un rigore ai francesi. Savic spinge Schwartz in area e lo atterra, ma stavolta il russo non ravvede contatti fallosi e lascia correre. Rivedibile anche il fallo di Tomovic su Diallo al limite dell’area, mentre è netto il fuorigioco del senegalese e il gol viene giustamente annullato. Inesistente, invece, il fallo di Savic sullo stesso Diallo; nella circostanza il montenegrino viene anche ammonito.

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Marko Marin, il folletto che ricorda Pepito Rossi

Con la palla incollata al piede sembra quasi un folletto, pronto a incunearsi nelle difese avversarie senza che nemmeno se ne accorgano. E anche la sua prima volta dall’inizio è stata un po’ così: nemmeno il tempo di prendere le misure, toccare qualche pallone, che Marko Marin era già con le braccia alzate a esultare per il suo primo gol in assoluto con la maglia della Fiorentina. (…)

Tipo schivo, ancora in difficoltà nel comunicare se non attraverso l’inglese, Marin per il momento sta parlando con il campo. E con quei colpi che ricordano, in casa viola, le intuizioni di un altro campione arrivato a Firenze per ritrovarsi: Giuseppe Rossi. Come Pepito, la facilità nel giocare di prima, nel vedere il movimento dei compagni e ovviamente quella nel gestire il pallone tra i piedi, ne fanno uno dei giocatori con maggiore qualità a disposizione di Montella. Che ieri, per qualche minuto, gli ha chiesto anche il sacrificio di giocare sulla linea dei centrocampisti, con la Fiorentina in dieci uomini. Un ruolo che Marin, nonostante non abbia certo un fisico da incontrista, ha ricoperto con grinta e volontà fino a quando l’Aeroplanino lo ha richiamato in panchina.
Convincente, dunque, la prova di Marin fa ben sperare per il proseguo della stagione anche se difficilmente Montella lo riproporrà dal primo minuto contro il Cagliari, domenica prossima. (…)

Corriere Fiorentino
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La squadra ha battuto due colpi

Dalla Bretagna arrivano due squilli confortanti, la Fiorentina continua nella striscia positiva di Verona e lo fa con un’altra squadra, ma con identica mentalità. Questo per dire che Marin si sta ritagliando una fetta consistente nella considerazione di Montella dopo aver passato un anno disgraziato per via degli infortuni. Il fantasista tedesco entra in partita da subito e fa vedere buoni numeri. Accanto a lui Babacar brilla di luce propria, protagonista in molte delle azioni di attacco. Anche la difesa ha tenuto abbastanza bene, nonostante l’espulsione di Basanta.

Quel che lascia perplessi è il cambio di atteggiamento mentale dopo il doppio vantaggio: la Fiorentina ha mostrato di accontentarsi, pensando già al viaggio di ritorno, il che ha permesso al modesto Guingamp di restare in partita. Una grande squadra sa come addormentare la gara senza perdere troppo le distanze dall’avversario, mentre la Fiorentina ieri sera ha balbettato nel secondo tempo. Per carità, i numeri parlano chiaramente per i viola: primi assoluti nel girone, ampiamente qualificati dallo scorso turno e comunque protagonisti anche in Francia.

In questo contesto si inseriscono anche le voci di mercato, che vogliono la società viola a caccia del brasiliano Pato per gennaio, mentre il rinnovo di Neto sta diventando un problema. Il manager del giocatore ha smentito la corte di Roma e Liverpool, ma da Trigoria fanno sapere che il brasiliano è stato individuato come l’erede di De Sanctis. Staremo a vedere. Ieri sera il club manager Guerini ha detto di aspettarsi un gesto di riconoscenza da parte di Neto, allevato e poi lanciato nel grande calcio dalla Fiorentina di Corvino. Sull’integrità morale e professionale del ragazzo non abbiamo dubbi, ma il fatto che abbia chiesto un rinnovo sontuoso lascia aperto il dubbio a un repentino inserimento di Roma e Liverpool nella trattativa. Adesso sotto con il Cagliari.

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Platini: “Mi auguro che un’italiana vinca l’Europa League”

Intercettato dai microfoni di ‘Rai Sport’ a Guingamp, dove si era recato per assistere il match tra il club transalpino e la Fiorentina, Michel Platini ha parlato così dell’andamento delle squadre italiane in Europa: “Battendo il Malmoe, la Juventus ha fatto un bel passo avanti in Champions League. La Roma se la giocherà con il Manchester City e in Europa League le cose vanno bene – ha dichiarato il presidente della UEFA – l’Italia per il momento è arrivata ad un certo livello, poi vedremo più avanti. Auguro ad una squadra italiana di vincere l’Europa League così la Serie A avrà un posto in più in Champions”. (calciomercato.it)
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Nessun solista, brilla il collettivo: la strada è giusta

L’incipit del pezzo di Benedetto Ferrara, in edicola questa mattina su La Repubblica.

“È stata una partita strana, quella col Guingamp. La Fiorentina che chiude la partita con due gol segnati in meno di un quarto d’ora e l’arbitro che riapre tutto a un soffio dalla fine del primo tempo. Quindi l’inferiorità numerica e un po’ di sofferenza. Va detto che alla Fiorentina sarebbe bastato anche un pari, per passare prima ai sedicesimi. E questo dimostra che la testa è quella giusta: in Europa questa squadra vuole andare avanti a testa bassa in cerca di gloria.

E anche se il gruppo è figlio del turn over il gioco funziona, al di là delle prove dei singoli. Stavolta nessuno brilla in maniera clamorosa, però il collettivo fa il suo dovere e fa felici i suoi tifosi con la vittoria e con quel gol di Marin che vale una buonissima notizia. Il ragazzo c’è: ha dribbling e vede la porta. Nella testa di Montella potrebbe essere lui la seconda punta ideale da affiancare a Gomez (o a Babacar, ancora in gol)”.
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FOTO VN I titoli dei quotidiani francesi

“Tutto si giocherà a Salonicco” titola Le Tèlègramme. All’interno troviamo le dichiarazioni del tecnico del Guingamp Gourvennec, che non è soddisfatto della sconfitta ma riconosce il valore della Fiorentina. “Abbiamo commesso tante ingenuità, facendoci infilare due volte, ma nel secondo tempo abbiamo giocato meglio”, commenta il tecnico francese. Les Sports, invece, parla di “Guingamp speranzoso” facendo riferimento alla partita tra PAOK Salonicco e Dinamo Minsk, che ha visto la vittoria dei greci.









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Badelj in crescita a Guingamp

Tra le note positive della trasferta di Guingamp c’è sicuramente Milan Badelj, protagonista di una partita positiva. Schierato ancora una volta davanti alla difesa in veste di vice Pizarro, il croato è apparso in crescita e più nel vivo della manovra, dettando i tempi giusti alla squadra e facendola girare con ordine. Non è un caso che le azioni dei due gol siano partite dai suoi piedi. In occasione della rete di Marin ha verticalizzato all’improvviso per Babacar, pescando il compagno sulla linea del fuorigioco e tagliando fuori la difesa francese. Poi, con una splendida apertura ha servito lo smarcato Vargas sulla fascia sinistra, dando il là al raddoppio del giovane senegalese.

Tempi da regista, ma anche doti da interdittore. Nei settanta minuti giocati, infatti, Badelj ha effettuato cinque contrasti vincenti recuperando palla e consentendo alla squadra di spezzare le offensive avversarie. Dati che, uniti all’87.8% di precisione nei 41 passaggi effettuati, giustificano i giudizi positivi che la stampa fiorentina gli ha riservato quest’oggi: 6,5 per Gazzetta, Corriere dello Sport e La Nazione, 6 per il Corriere Fiorentino, mentre l’unica bocciatura (5,5) è de La Repubblica.

Badelj non è il nuovo Pizarro, ma nemmeno il bidone dipinto da alcuni tifosi o addetti ai lavori. La prestazione con il Guingamp, avversario comunque tutt’altro che irresistibile, è un passo in avanti verso uno standard di prestazioni adeguato al ruolo di sostituto del cileno. Un segnale della crescita del venticinquenne croato, che via via sta metabolizzando il passaggio dal calcio tedesco a quello italiano. Quando Montella lo riterrà definitivamente pronto per una maglia da titolare, allora Pizarro non dovrà più fare gli straordinari e la Fiorentina avrà in rosa un calciatore utile alla causa. Quel momento è sempre più vicino.

STEFANO FANTONI
Twitter @stefanto91
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