Il sorriso e le domande di Ginevra lo aiuteranno a dimenticare il motivetto della Champions. «Con la Fiorentina fuori dall’Europa avrò più tempo da dedicare a mia figlia. Voglio vederla crescere giorno dopo giorno. Certe emozioni valgono più di qualsiasi gol». Cuore di papà. Alberto Gilardino è una persona semplice. Nessuna polemica, nessun gossip, nessun atteggiamento da divo. Ha incassato, senza reagire, anche la mancata convocazione per il debutto della nazionale di Cesare Prandelli. Rendendo «normale» una scelta strana. Ora, però, chiarisce: «Voglio essere il centravanti dell’Italia che parteciperà ai prossimi campionati Europei. Quindi...».
(Gila sugli altri bomber: Toni, Pazzini, Pato&co.)
E la Fiorentina?
«Noi vogliamo tornare in Europa. Ma niente proclami. Per il momento mi godo la compattezza e l’entusiasmo che si è creato dentro lo spogliatoio».
La Snai quota a 10 Gilardino capocannoniere.
«Stavolta non mi sbilancio sui "numeri". Porta male».
Cosa l’ha colpita di Mihajlovic?
«Lui pretende il rispetto delle regole. E degli orari».
Dovrete aspettare novembre per ritrovare Mutu.
«Adrian ha una voglia matta di tornare in campo. Scontata la squalifica rivedremo il vero Mutu. Il problema è non perdere posizioni in classifica nei primi due mesi di campionato. Se teniamo all’inizio poi ci sarà da divertirsi. A novembre metteremo Mutu nel motore e nel 2011 ritroveremo Jo-Jo».
L’infortunio di Jovetic è stato un brutto colpo.
«Ma l’esperimento D’Agostino rifinitore è stato sorprendente. Sa una cosa? Quest’anno la Fiorentina ha tanta gente dal sinistro facile: D’Agostino, Vargas, Pasqual e, soprattutto, Mihajlovic. I mancini sono gente di qualità».
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