Author Topic: Ambrosini: “Lascio la Fiorentina, grazie Firenze”  (Read 124 times)

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Una conferenza stampa per svelare il proprio futuro. Il centrocampista della Fiorentina Massimo Ambrosini, accompagnato dall’agente Moreno Roggi, ha parlato da Villa Olmi. Queste le sue parole:

“Sono qui per dire che la mia avventura con la Fiorentina finisce. Ringrazio tutta Firenze. E’ stato un anno meraviglioso. Mi sono tolto molte soddisfazioni, ho incontrato gente fantastica. Ho avuto compagni unici.
La Fiorentina ha fatto altre valutazioni rispetto alle mie. Mi dispiaceva andar via senza ringraziare. Da un punto di vista umano e professionale è stato un anno bello. Adesso mi prendo un periodo per riflettere sul mio futuro. Un altro anno in Italia sarebbe particolare. Ho chiuso col calcio italiano. Non mi sono stati comunicati i pensieri della società. Abbiamo deciso di prendere altre strade. Non penso di non essere stato rispettato. Sono rimasto stupito per la seconda parte di stagione, mi sarei aspettato un epilogo diverso. Ma ho una certa età e mi posso aspettare di tutto. Col mister non ci sono state divergenze.
La questione dei soldi l’avremmo affrontata in un secondo momento, ma non ce n’è stato bisogno. Mi sono sorpreso per alcune scelte tecniche, ho visto che non ricevevo più l’attenzione di prima nella seconda parte di stagione. Questa società mi ha fatto vivere una bellissima esperienza, più di quanto pensassi. Volevo solo ringraziare la città di Firenze e il club.

Se ho sentito società estere? Ancora no. Voglio prendermi una pausa. Compio 37 anni tra dieci giorni, ci devo pensare bene. Nella vita può succedere di tutto. Non è giusto dire ’vado a giocare a prescindere’. Sto bene fisicamente. Come ha detto Zanetti, smettere quando uno è al top, è una delle cose migliori.
Mi sarebbe piaciuto giocare qualche partita in più, come la finale di Coppa Italia, ma è normale per un giocatore.
La Fiorentina ha fatto un grande campionato, nonostante gli infortuni di Rossi e Gomez. Abbiamo messo dietro squadre con rose maggiori della nostra. I miei rapporti con Montella sono buoni.  E’ un allenatore con le sue idee e il suo carattere. Mi auguro si tolga grandi soddisfazioni. La Fiorentina ha un gruppo fantastico, ero molto legato ai giocatori.

Tornare al Milan per un ruolo dirigenziale? Non lo so. Quando sono tornato a San Siro contro il Milan mi ha fatto piacere l’affetto dei tifosi rossoneri.
Il centrocampo della Fiorentina è di assoluta qualità. Negli ultimi mesi abbiamo cambiato modulo, per questo mi aspettavo di giocare di più.

Cambiasso mio eventuale sostituto? La Fiorentina ha le idee precise. Questa società ha una programmazione chiara, nel calcio moderno è un aspetto raro.

Chi mi assomiglia di più? Vecino, fisicamente, è pronto per fare un bel campionato, ma in una rosa come la Fiorentina i giovani emergono difficilmente. La Fiorentina ha esigenze di certo tipo, è difficile affidarsi ai giovani.

Rossi al Mondiale? Chiaramente non sarà al cento per cento. Può fare la differenza anche se non è al meglio. Gli faccio un grosso in bocca al lupo. Prandelli vorrà valutarlo dal vivo, il mondiale è una competizione molto particolare.

Cuadrado? Non so se la società riuscirà a trattenerlo. Molto dipende dalle risorse economiche. Se vendi Cuadrado, hai i soldi per comprare altri giocatori di primo livello.

La situazione al Milan? Bisognerebbe starci dentro per capirla. Non ho un’idea. Auguro loro di trovare la giusta serenità per tornare a lavorare per bene.

Seedorf? Per un allenatore il tempo è fondamentale. Queste valutazioni, però, non spettano a me. Sono stato felice di aver giocato Milan-Fiorentina, anche se non ero al meglio.
L’Italia ha il centrocampo più forte del mondiale secondo me. Se troverà un’identità di gruppo, andrà lontana.

Se ho sentito Della Valle? Sì, domenica dopo il Torino. Si è sempre comportato bene con me, mi ha fatto sentire a casa“.

STEFANO NICCOLI
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Il saluto del guerriero

The end. Massimo Ambrosini lascia la Fiorentina. L’ormai ex viola ha scelto il bellissimo scenario di Villa Olmi per salutare la società gigliata. Un addio che era nell’aria, diventato ufficiale nel pomeriggio di martedì 20 maggio. “Mi sono tolto molte soddisfazioni, è stato un anno meraviglioso. Ho avuto dei compagni unici. Ringrazio Firenze”, ha detto il biondo centrocampista. Parole forti e decise che testimoniano quanto l’ex Milan si sia saputo integrare nello spogliatoio e che faranno sicuramente piacere ai tifosi. Nonostante ci sia stato solo una stagione alla Fiorentina, Ambrosini è diventato uno dei beniamini della gente, grazie alla sua grinta e determinazione. Qualità che l’hanno reso uno dei migliori incontristi italiani degli ultimi vent’anni.

Quando fu annunciato la scorsa estate, molte persone erano dubbiose sul suo acquisto. Non solo per il passato in rossonero, ma anche per la condizione fisica, viste le trentasei primavere. In poco tempo ha smentito gli scettici, diventando, nella prima parte, uno dei punti fermi di Montella, addirittura forse più funzionale di David Pizarro. Un vero e proprio muro, difficilmente superabile. Come, ad esempio, a San Siro contro l’Inter, vicinissimo al gol in pieno recupero e uno degli ultimi ad arrendersi. Oppure in Ucraina contro il Dnipro in Europa League. Su un campo pesante e ai limite della praticabilità, fu lui a risolvere il match con un imperioso colpo di testa – il suo pezzo forte – e a regalare alla Fiorentina tre punti fondamentali per la qualificazione. Gli infortuni, purtroppo, ci hanno messo lo zampino. Da gennaio, infatti, è iniziata una nuova stagione per il pesarese, poco utilizzato e, soprattutto, poco preso in considerazione da Vincenzo Montella. “Nella seconda parte mi sono sorpreso di alcune scelte tecniche, nonostante il cambio di modulo. Mi aspettavo di giocare qualche partita in più, come la finale di Coppa Italia”. Una critica nei confronti del tecnico campano? No secondo Ambrosini perché i rapporti col mister sono sempre stati buoni. Probabilmente sarà così, ma queste parole si trasportano dietro un “alone di mistero”. Un po’ come successo con Luca Toni nel 2013.

Comunque sia, la sua è stata un’annata più che positiva. Non ha fatto la storia della Fiorentina, ma i tifosi viola si ricorderanno sempre con piacere il nome di Massimo Ambrosini. Un professionista esemplare.

STEFANO NICCOLI
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