Author Topic: Il pagellone VN  (Read 155 times)

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Il pagellone VN
« on: 05/19/14, 22:50 »
LA DIFESA

NETO 7: Partito tra lo scetticismo generale, ha accusato la pressione ad inizio campionato con alcuni errori grossolani (vedi Grasshopper e Parma) che lo hanno fatto finire ancor più sotto accusa. Ma nel momento più difficile ha dimostrato un carattere da campione, facendo ricredere praticamente tutti a suon di prestazioni importanti. L’apice nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, quando il Franchi gli ha dedicato un coro spontaneo dopo una prova super. Cresciuto in personalità e continuità di rendimento, nel girone di ritorno tante partite da protagonista e pochissime sbavature. Considerando che ha ancora margini di crescita, c’è di che essere ottimisti per la prossima stagione.

ROSATI 6: Arrivato a gennaio in prestito, ha trovato spazio in queste ultime tre giornate. Malino col Sassuolo, ha lasciato comunque un segno – specie nella storia di Torino e Parma – con il rigore parato a Cerci al 93′.

LUPATELLI sv

RONCAGLIA 5: La sua parabola discendente, iniziata nel finale dello scorso anno, è proseguita costante quest’anno. E i numeri lo dimostrano, visto che in campionato ha giocato solo 13 volte, appena un terzo delle partite. In compenso è stato quasi sempre titolare in Europa League, ma nelle gerarchie di Montella è finito ormai tra le ultime posizioni, scavalcato anche da Diakitè. L’impiego da terzino non lo ha agevolato e ieri sera ha chiuso con un ingenuo fallo da rigore al 93′. Forse la sua ultima giocata da calciatore della Fiorentina.

TOMOVIC 6: Stagione tutto sommato positiva con 35 presenze complessive nonostante un periodo di stop per infortunio. Ha confermato ancora una volta che il ruolo di terzino puro non è esattamente il suo e ha passato qualche serata disastrosa come quella allo Juve Stadium o la finale di Coppa Italia. Ma resta un jolly affidabile in grado di adattarsi a tutti i ruoli della difesa, e di farlo con grande generosità.

GONZALO RODRIGUEZ 7,5: Confermarsi sui livelli dello scorso anno non era facile, lui ci è riuscito con un’altra stagione di altissimo profilo. Personalità, carisma, senso della posizione, tecnica, le sue caratteristiche le abbiamo ormai ben conosciute e sono indispensabili per il gioco viola. Così come non è roba da poco un bottino di 6 reti per un difensore. Solo nell’ultimissimo periodo ha pagato dazio e infilato pure qualche prestazione no, ma in un’annata da 48 presenze ufficiali gli si può anche perdonare.

SAVIC 6,5: Lui, invece, rispetto all’anno scorso ha abbassato un po’ lo standard medio. Soprattutto nella prima parte di stagione il montenegrino è sembrato meno solido, anche se non è mai incappato in periodi troppo negativi. Cresciuto di tono dalla metà del campionato in avanti, roccioso e attento, ha confermato di essere un difensore di ottimo livello.

COMPPER 5: Doveva essere il rincalzo di lusso, ma si è trasformato nel corso della stagione in una comparsa. 19 presenze stagionali di cui appena 9 in campionato e soltanto 4 nel girone di ritorno. In effetti quando è stato chiamato in causa si è quasi sempre macchiato di errori e sbandamenti pericolosi ed evidentemente in allenamento non è riuscito a conquistare Montella.

PASQUAL 6: Il capitano viola ha vissuto una stagione intensa, con un po’ di alti e bassi e pure qualche panchina per scelta tecnica. Meno continuo rispetto all’anno scorso, complice il triplice impegno, non è mai mancato sul piano dell’abnegazione alla causa, in campo e fuori.

DIAKITE’ 6-: Arrivato a gennaio in prestito, per dare una mano. Tutto sommato c’è riuscito, specialmente quando è stato impiegato da centrale, dove ha sfoggiato prestazioni positive. Più in difficoltà nel ruolo di laterale destro, ha dimostrato limiti evidenti dal punto di vista tecnico, ma in quanto a fisicità è secondo a pochi.

HEGAZI sv: Solo un in bocca al lupo dopo un’altra stagione da incubo.

SIMONE BARGELLINI
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Re: Il pagellone VN
« Reply #1 on: 05/20/14, 23:17 »
Il pagellone di VN: IL CENTROCAMPO

AQUILANI 6,5: Per lui una delle stagioni migliori sotto il profilo della continuità, con 44 partite senza nessun infortunio significativo. Già questa è una notizia. Sul piano del rendimento è cresciuto con l’andare della stagione come intensità e spirito di sacrificio, anche se questo talvolta lo ha penalizzato dal punto di vista qualitativo. In ogni caso il suo bottino realizzativo recita 7 reti stagionali, niente male, così come le risposte importanti date da regista basso, ruolo futuribile.

PIZARRO 6,5: Ha iniziato un po’ balbettante, forse sulla scia di un’estate leggermente movimentata. Nella prima metà di stagione le sue geometrie e le sue intuizioni sono mancate, ma strada facendo ha ritrovato smalto e il gioco di squadra ne ha beneficiato. Un buon finale di stagione e un ritrovato attaccamento alla maglia viola che potrebbe sfociare in un rinnovo.

BORJA VALERO 7,5: L’uomo simbolo della Fiorentina fin dall’anno scorso, il Pallone Viola 2013, ha ulteriormente cementificato il suo legame con Firenze e i colori viola. Un esempio in campo e fuori, pedina sempre imprescindibile per Montella anche se a differenza del campionato passato lo spagnolo ha accusato qualche momento di calo. Fisiologico, viste le 46 presenze che sarebbero potute essere di più senza quella maxi squalifica, una “macchia” che non avrebbe meritato. Borja ha tirato la carretta nella prima metà di stagione, quando la squadra stentava a brillare, poi ha accusato lo sforzo senza mai risparmiarsi, adattandosi anche ad un ruolo non suo come quello di trequartista. E stavolta anche il bottino di gol, 7 reti, è all’altezza della situazione.

MATI FERNANDEZ 6,5: Uno di quelli che è migliorato di più, sembrava un giocatore “fumoso”, è diventato un quasi titolare. Apporto prezioso il suo, condizionato da qualche guaio fisico nella seconda metà di stagione. Anche qualche gol pesante, come quello su punizione segnato a Parma al 94′.

AMBROSINI 6,5: Stagione dai due volti per lui. Decisamente superiore alle attese il suo contributo nei primi mesi, tanto da indurre Montella ad un certo punto a cambiare modulo per trovargli posto nel centrocampo a rombo. Nel suo score anche un gol decisivo in Europa League sul campo del Dnipro. Da gennaio in poi qualcosa è cambiato e, complici alcuni infortuni, l’ex milanista ha trovato sempre meno spazio nello scacchiere viola.

ANDERSON 5: Una delusione. Sembrava una di quelle operazioni ad hoc per la Fiorentina, un talento “appassito” da rilanciare. Invece il brasiliano non ha lasciato minimamente traccia, nonostante Montella avesse dimostrato fin dall’inizio di volergli dare fiducia, ma non è stata ripagata.

BAKIC 5: Ha avuto più spazio di quanto si potesse pensare, almeno in Europa League. E qualche chance in campionato. Ma ha dimostrato di essere ancora molto acerbo per vestire la maglia viola.

JOAQUIN 6,5: Ha svolto a pieno il suo compito di “riserva di lusso”, andando anche oltre complici le tante assenze in attacco. Lo spagnolo ci ha messo un po’ ad ambientarsi, poi è diventato una pedina utile sia come titolare che come subentrante. Una stagione arricchita dal gol storico alla Juve, oltre a quello decisivo per vincere al San Paolo col Napoli.

VARGAS 7: Mezzo punto in più, forse, rispetto al suo rendimento effettivo. Ma se consideriamo quali erano le premesse, ci sta tutto. Il peruviano ha saputo mettersi alle spalle un paio di annate sopra le righe, conquistando a poco a poco la fiducia di Montella. Meno guizzante rispetto ai tempi d’oro, Vargas ha messo al servizio della squadra tanta grinta e una duttilità che gli ha permesso di giocare terzino, esterno d’attacco e mezzala. Ma soprattutto i gol, ben 6 e tutti pesantissimi: a San Siro col Milan, in casa col Verona, in semifinale di Coppa con l’Udinese e poi col Napoli, riaprendo la finale anche se non è bastato.

WOLSKI 6-: Il passo in avanti rispetto all’anno scorso è stato evidente, almeno nella testa di Montella che gli ha concesso una quindicina di occasioni. Il polacco ha fatto intravedere colpi da campione, come nell’azione del gol segnato all’Atalanta, ma anche lunghe pause, sebbene giocare saltuariamente non sia semplicissimo. Sarebbe interessante vederlo per una stagione da titolare – in prestito – nella prossima stagione.

ILICIC e CUADRADO: Domani nella pagella dell’attacco.

SIMONE BARGELLINI
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Re: Il pagellone VN
« Reply #2 on: 05/22/14, 01:31 »
Il pagellone VN: ATTACCO e MISTER

GIUSEPPE ROSSI 9: Fenomenale Pepito. Decisivo fin dalle primissime partite, come se i due lunghissimi anni di stop non ci fossero mai stati. Senza Gomez, si è preso la Fiorentina sulle spalle senza permettersi quasi mai di tirare il fiato. E l’ha pagato caro. 16 gol in metà campionato, praticamente una rete a partita. Con l’apice di una tripletta alla Juve che è già un pezzo di storia viola. Un mostro, anche di umiltà. Uno così al Mondiale si porta anche al 50%.

CUADRADO 8: Difficile scegliere in quale categoria inserirlo, visto che in questa stagione ha giocato a centrocampo e pure in difesa, da terzino! Le cose migliori le ha però fatte come giocatore d’attacco, dove si è consacrato come uno dei giocatori più forti del campionato italiano. Duttilità ma non solo. Imprevedibile e immarcabile nell’uno contro uno, il colombiano è diventato prolifico anche sotto porta, tanto da chiudere la stagione con un bottino di 15 reti ufficiali, davvero tanta roba. A cui aggiungere le azioni, gli assist, i falli procurati. Talvolta un po’ troppo individualista, ha attraversato una fase centrale della stagione sotto tono. Ma uno così spacca le partite, e 35 milioni forse sono pure pochi.

MARIO GOMEZ sv: Il colpo grosso, il bomber di livello internazionale prima sognato e poi accolto come una star. Purtroppo il campo non l’ha quasi mai visto e le poche apparizioni (appena 9 da titolare) con 4 gol all’attivo – di cui uno pesantissimo – non bastano per esprimere un giudizio su di lui. Tutto rimandato alla prossima stagione quando da lui ci aspettiamo grandi cose.

MATOS 6+: Ad inizio stagione nessuno lo considerava ed era impensabile pronosticare oltre 30 presenze per lui. Invece ha saputo farsi trovare pronto quando c’è stato bisogno, e Montella ha continuato a dargli fiducia – quasi sempre a gara in corso – per tutta l’annata. Bomber di coppa, il brasiliano è mancato completamente sul piano realizzativo in campionato. E nel finale di stagione non ha sfruttato le chance che ha avuto a disposizione.

ILICIC 5: Annata molto inferiore alle attese, nonostante le 6 reti segnate tra campionato e coppe. Sprazzi di un potenziale sfruttato al minimo, in una stagione condizionata – nella prima parte – anche da alcuni fastidiosi infortuni. Poi però ha avuto occasioni in abbondanza e il suo apporto è stato insufficiente. E quando più contava, ha fallito, vedi le due clamorose palle gol contro Juventus (EL) e Napoli (finale di Coppa Italia) che potevano cambiare la stagione. Sua e della Fiorentina. Da uno pagato 9 milioni di euro era lecito attendersi molto, ma molto di più.

MATRI 4: A gennaio aveva promesso 10 reti ma dopo l’esordio scoppiettante è stato uno strazio. Gol facili gettati al vento, intere partite senza quasi toccare palla. Del giocatore ammirato fino a pochi mesi prima con la maglia della Juve neanche l’ombra, anzi ha finito per ricordare il Tanque Silva. Deve averlo pensato anche Montella che nell’ultimo mese, pur senza altri attaccanti, si è inventato di tutto pur di non farlo giocare. Peccato, perchè il suo acquisto era sembrato a tutti – noi compreso – il migliore possibile.

REBIC sv: Anche per lui il giudizio è rimandato anche se quei due gol segnati in una manciata di minuti totali fanno ben sperare.

MONTELLA 7,5: Per definizione confermarsi è molto più difficile di affermarsi. Lui c’è riuscito, centrando di nuovo il quarto posto, nonostante l’impegno infrasettimanale e – soprattutto – la maledizione infortuni che si è abbattuta sul Franchi. Pochi ci sarebbero riusciti al suo posto. Ha portato avanti la sua idea di un calcio sempre propositivo e offensivo, non sempre azzeccando le mosse (tipo con Cuadrado terzino) ma offrendo mediamente un gioco comunque apprezzabile. In qualcosa può ancora migliorare, compresa forse qualche dichiarazione, ma resta uno dei migliori allenatori in circolazione.

SIMONE BARGELLINI
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