Mondiali: l’Italia ha già un titolo
Le immagini del resort incastonato tra foresta e oceano già fanno parte dell’attesa per l’esordio degli azzurri, evocano mollezze da tropico e qualche perplessità. Ma siamo davvero la nazionale che si tratta meglio in questo Brasil 2014? «In linea con le grandi del calcio mondiale», dicono alla Federcalcio, che fornisce tutti i numeri di Mangaratiba. In realtà le altre squadre di prima linea hanno opzioni di ritiro più economiche: o in alberghi comuni (senza l’isolamento assoluto voluto da Prandelli) o affittando ritiri di club brasiliani. E con 90 membri siamo di gran lunga la delegazione più numerosa. In ogni caso c’è da sottolineare che quelli spesi per gli azzurri non sono soldi pubblici, ma verranno scalati dal contributo che la Figc riceve dalla Fifa per questi Mondiali (9,5 milioni di dollari). Comunque vada sul campo, l’operazione Brasile finirà in utile, attorno ai 2-3 milioni di euro. Trecento euro a notte è il costo delle 90 stanze (singole) al Portobello.
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L’Inghilterra (64 stanze) ha scelto due piani di un ex cinque stelle decaduto a Rio, dove pare abbia spuntato 150-200 euro a notte. Ma deve pagare il campo di allenamento in altra zona della città, mentre per gli azzurri è incluso. Gli olandesi si trattano meglio, il caro Caesar Park a Ipanema, ma sono un cinquantina e hanno poche pretese. Spending review feroce per la Francia, confinata in un complesso a Ribeirão Preto, stato di Sao Paulo ma lontanissimo dalla capitale. Le stanze costano appena 90 euro a notte — rivela Le Monde — il quale ricorda le spese faraoniche nel resort lussuoso in Sudafrica, quattro anni fa.
Sobri anche i campioni del mondo: la Spagna ha scelto il ritiro dell’Atletico Paranaense, principale squadra di Curitiba, nel fresco sud del Brasile. Abitazioni singole ma semplici, da casa le furie rosse si portano appena prosciutto e olio. Non è stato reso noto il costo, ma è certamente inferiore a quello di una struttura turistica. Stanze prenotate 67. Unica e originale, infine, la scelta della Germania che si è praticamente comprata un resort appena costruito su una spiaggia dello stato di Bahia. L’operazione ha suscitato inizialmente qualche dubbio, ma pare sia stata un ottimo investimento perché la spesa verrà integralmente coperta dagli sponsor, e alla Dfb resterà in mano un interessante attivo patrimoniale. Giocatori e accompagnatori si divideranno le 13 casette del complesso. Anche i tedeschi sono assai meno degli italiani, appena in 62.
Corriere della Sera