Author Topic: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3  (Read 5597 times)

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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #104 on: 05/04/14, 19:13 »
De Magistris: “Cori contro i tifosi del Napoli vergognosi”

«Vergognosi i cori contro i napoletani». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, condanna i cori della tifoseria della Fiorentina contro il Napoli, in occasione della finale di Coppa Italia tra le due squadre. «È inaccettabile – commenta – con quello che è accaduto fuori, con un ragazzo ferito gravemente e in ospedale, che si siano messi a fare cori contro i napoletani»

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ieri sera era all’Olimpico, come tanti tifosi, per assistere alla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. «L’informazione che è arrivata a noi in Tribuna autorità – dice – era che l’episodio del ragazzo ferito non avesse a che fare con la partita».

«Immagino che sia una comunicazione che è stata fatta veicolare con responsabilità perché per circa 30-40 minuti si è temuto il peggio, che la partita non si giocasse e che potessero esserci gravissimi problemi di ordine pubblico, si sono accavallate una serie di notizie molto confuse fino al cuore della notte».

«Non so perchè non abbiamo avuto altre informazioni – aggiunge – ed è stato spiegato che l’episodio gravissimo non aveva a che vedere con le tifoserie e per questo motivo ci si è convinti a giocare. Era l’argomentazione delle 21.30 il resto lo affidiamo a questura, prefettura, magistratura, al Coni e agli organismi competenti».

«Quando sono arrivato allo stadio mi sono trovato a pochi metri da incidenti, tumulti, un’atmosfera che non ha nulla a che vedere con una festa».

Il sindaco aggiunge di essere stato in compagnia di Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, con il quale «in quei momenti concitati, abbiamo parlato della situazione».

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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #105 on: 05/04/14, 19:18 »
Un tempo per uno ma non basta il rientro di Rossi

Se un giorno vi chiederanno com’è stata la stagione 2013/2014 della Fiorentina, raccontategli la storia di questa finale. Praticamente un Bignami di quello che è stato. Qua non vi raccontiamo del triste contorno. Quella è un altro triste capitolo. Qua vi diremo del calcio giocato, se quella di ieri vinta dal Napoli 3-1, si può considerare (comunque) una partita di pallone. L’attesa, il sogno, la sensazione di essere (perennemente) ad un passo da qualcosa di grande. Poi, però, ci si mette la sfortuna. Infortuni, squalifiche, assenze. Mancava Gomez, ovviamente, non c’era Cuadrado, Pepito non poteva giocare dall’inizio (è entrato al 28’ della ripresa). E poi Neto col dito infortunato, Borja con la tendinite, Gonzalo recuperato da una tonsillite, Mati Fernandez a mezzo servizio. Quella dell’Olimpico, in pratica, era una squadra di reduci. Fiaccati da mille vicende, ma con tanto, tanto cuore. (…)

Largo a centrocampisti, trequartisti e via di possesso palla. Da centrocampo in su, la Fiorentina dell’Olimpico, è una specie di squadra di calcetto. Piedi buoni, qualità e zero punti di riferimento. Almeno nelle intenzioni. Pizarro in cabina di regia. Ai suoi lati Aquilani e Vargas. In pratica, senza mediani. E poi Borja Valero. Un po’ mezzapunta e un po’ centravanti ombra. Davanti, Joaquin e Ilicic. Un esterno e un trequartista. Del resto, come diceva Guardiola? Il centravanti è lo spazio. (…) E’ il 71’, e quando Rossi entra l’Olimpico trema. Di emozioni, per i tifosi viola, di paura, quelli del Napoli. Gli ultimi dieci minuti (con gli azzurri in dieci) sono un assalto. Basta schemi. Solo passione. E voglia di crederci. Fino al gol di Mertens che chiude questa incredibile stagione.

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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #106 on: 05/04/14, 19:19 »
Le statistiche tecniche della finale

Il possesso dà ragione alla Fiorentina, ma tiri e pericolosità premiano il Napoli che vince la Coppa.



Grafico tratto dal sito della Lega Calcio
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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #107 on: 05/04/14, 19:21 »
“Vi ammazzo tutti” e spara fuori nella folla

Spari e pistole, come in Sud America. Un ragazzo, Ciro Esposito, 27 anni, in fin di vita per una partita di pallone, altri nove feriti, e uno stadio intero ostaggio di se stesso e della propria isteria per ore.
A Roma ennesima giornata di follia, ormai incredibilmente ordinaria, comincia lontano dallo stadio Olimpico, nel pomeriggio, a una manciata di ore dal fischio d’inizio della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. E precisamente nei parcheggi di Tor di Quinto dove, secondo i piani predisposti dalla questura, i tifosi del Napoli avrebbero dovuto parcheggiare le loro automobili.
Succede però che una ventina di loro, forse dopo essere venuti a contatto con alcuni poliziotti, abbiano travolto un chioschetto della zona, gestito da un noto ultrà della Roma, Daniele De Santis. A Tor di Quinto De Santis lo conoscono tutti. Ecco, quel gruppo di tifosi napoletani, ieri pomeriggio, ha preso di mira il chiosco sbagliato. Quello che accade dopo è affidato al racconto di alcuni testimoni oculari. De Santis, visibilmente alterato viene visto affrettarsi verso alcuni gruppi di ultrà azzurri: «Abbiamo visto questo ragazzo enorme, grassissimo e pelato — raccontano — era ubriaco, barcollava, ma urlava come un pazzo “vi ammazzo tutti, vi ammazzo tutti”. La cosa strana è che era solo e, da solo, si stava dirigendo contro una schiera di tifosi del Napoli ». Con sé aveva un piccolo arsenale di bombe carta e fumogeni. Continua il racconto dei testimoni oculari: «Non sappiamo dire quanti colpi abbiamo sentito sparare (sul posto la Digos ha repertato sei bossoli) perché in quel momento tra fumogeni e bombe carta e grida non si capiva più niente. Né possiamo dire che sia stato lui. Sappiamo solo che dopo pochi minuti l’abbiamo visto tornare di corsa, terrorizzato».
Cosa sia successo, chi sia stato a premere il grilletto è ancora da accertare. De Santis, al momento, è il principale indiziato anche se, interrogato dalla polizia, ha negato di essere stato lui a sparare (…). A terra, non lontano da dove saranno ritrovati i 6 bossoli, vengono soccorsi tre uomini, uno ferito alla mano, uno al braccio, l’altro in fin di vita. Continuano i testimoni: «Dopo un po’ abbiamo visto De Santis che tornava di corsa. Continuava a inveire contro i napoletani, e quelli lo inseguivano urlando, saranno stati una ventina. L’hanno raggiunto, l’hanno sopraffatto e l’hanno riempito di botte. Se ne sono andati quando hanno visto che era a terra e non si muoveva più». A quel punto, da un edificio lì vicino, una casa di produzione cinematografica, la Ciak, è uscito un uomo che ha provato a soccorrere il ferito, portandolo in salvo all’interno. «Dopo pochi minuti, però, abbiamo sentito un frastuono». Erano altri tifosi del Napoli che tornavano per fare giustizia, stavolta in cinquanta: la loro ira era montata a dismisura di fronte alle prime tragiche notizie sullo stato di salute di Esposito.
Hanno spaccato i cancelli e sono entrati. «Hanno cercato di ammazzarlo in tutti i modi, l’hanno preso a calci, pugni, bastonate. Gli hanno rigirato le caviglie e spaccato le gambe. A un certo punto, uno ha preso in mano un carrellino montacarichi giallo, di quelli che si usano per i colli pesanti durante i traslochi, e l’ha colpito alla testa». Quando nuovamente De Santis non dava più segni di vita il gruppo ha abbandonato il Ciak, non prima di ammonire il proprietario, l’uomo che aveva prestato il primo soccorso: «Se mio fratello muore — ha detto uno degli aggressori, con evidente accento napoletano — Io torno qui e ti ammazzo pure a te».
La polizia è arrivata pochi minuti dopo e ha posto sotto sequestro l’intera area. Dopo una breve perquisizione è stata trovata anche la calibro 7,65, era in un bidone della spazzatura. «L’ho messa lì io — ha spiegato uno dei testimoni — L’ho notata nel cortile e ho pensato che se l’avessero trovata quelli del Napoli ci avrebbero sparato a tutti».
Nel frattempo le ambulanze hanno circondato la zona: Esposito ferito al petto è stato portato via di corsa all’ospedale più vicino, insieme agli altri feriti; De Santis privo di sensi è arrivato in un altro pronto soccorso con fratture ovunque, le gambe spezzate e un trauma cranico.
Inizia un giro di telefonate tra prefettura e questura, e alla fine si decide: la partita si gioca comunque. La tensione come un’onda entra tra gli spalti dell’Olimpico, il fischio d’inizio tarda 45 minuti. Vietato dare informazioni nel corso del match sulle condizioni del ragazzo colpito da un proiettile che è rimasto incastrato nella colonna vertebrale. Il capitano del Napoli Marek Hamsik, arrivato sotto la curva nord per parlare con i tifosi, è finito sotto un fitto lancio di petardi. Uno di questi ha sfiorato un vigile del fuoco, che è caduto a terra stordito ed è stato portato via dai colleghi per essere medicato. Un commento su tutti alla giornata, quello del presidente del Senato Pietro Grasso: «Spesso il malessere sociale trova queste occasioni per esplodere in una violenza senza senso, che non possiamo accettare. Bisogna reagire, evitare che si ripetano».
Alle 21.45 la finale di Coppa Italia inizia in un clima surreale, con i fischi all’inno di Mameli cantato da Alessandra Amoroso.

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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #108 on: 05/04/14, 19:21 »
Il Napoli ha vinto, ma il calcio italiano ha perso

Ci mancava solo l’invasione di campo a fine gara dei tifosi napoletani, non consentita ovviamente dal regolamento, a mettere fine ad una giornata di calcio che ha visto il Napoli aggiudicarsi la Coppa Italia, ma in cui, a perdere, è stato l’intera sistema calcio italiano.
Stasera all’Olimpico si sono palesati i limiti di chi governa (o almeno tenta di farlo) il calcio italiano.
Dall’inizio ritardato della gara per 45 per motivi ignoti, all’episodio di Hamsik che, mentre andava a dare spiegazioni ai supporter partenopei (per quale motivo tra l’altro non si sa), i tifosi partenopei stessi riempivano di fumogeni e petardi centinaia di dirigenti presenti nei pressi del capitano del Napoli (colpendo, tra l’altro, un vigile del fuoco).
Dall’ok all’inizio della gara dato dal capo ultrà del Napoli (ovvero Gennaro “Genny a carogna” De Tommaso, che mostrava in bella vista la maglietta che inneggiava all’assassino dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Maglietta, tra l’altro, ben inquadrata anche dalla tv di stato) alle affermazioni “schifate” del presidente del senato Pietro Grasso che voleva anche abbandonare lo stadio ad un certo punto della serata.
Dallo smarrimento visibile nelle espressioni dei più alti dirigenti federali (presidente del consiglio compreso), ad un arbitraggio visibilmente condizionato dalla situazione decisamente insostenibile (basta ricordare il gol annullato ad Aquilani ed il secondo giallo evitato ad Inler, con Orsato che mette visibilmente mano alla tasca con i cartellini per poi non estrarre niente, se non in seguito per l’ennesimo brutto intervento del centrocampista azzurro).
Dall’invasione, come anticipato, di moltissimi tifosi napoletani, a fine partita che non doveva essere certamente consentita dagli steward presenti, agli stessi tifosi partenopei che hanno tentato di devastare le reti delle porte dopo essere andati a cercare il contatto sotto la curva occupata dai tifosi della Fiorentina.
Il Napoli ha vinto la sua quinta Coppa Italia, ma il calcio italiano (di fronte alle due cariche più importanti dello stato), oltre ad avere perso sul campo il quarto posto europeo, adesso ha perso definitivamente la “faccia”.
E la cosa più brutta è che il baratro, per adesso, sembra non avere il fondo…

ROBERTO VINCIGUERRA
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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #109 on: 05/04/14, 19:26 »
Vista dalla..Sud: “Al di là del risultato, uno schifo”

Tifosi NapoliLa nostra giornata di “sport” comincia alle 12: ci rechiamo a prendere il nostro pullman per il match che abbiamo bramato per una settimana intera; c’è Fiorentina-Napoli a Roma, finale di Coppa Italia. Si beve, si canta, si ride: tutto sembra rispettare i canoni delle nostre attese e ci divertiamo parecchio. Poi i primi intoppi, le prime strane notizie: a un autogrill rimaniamo fermi per quasi tre ore imbottigliati tra dozzine e dozzine di pullman; “Secondo me non si arriva in tempo, speriamo bene” – “Dice hanno sparato a uno” – “Roma è completamente bloccata”. La radio ci informa che un tifoso del Napoli è gravissimo: gli hanno sparato; in noi sale una discreta tensione. A passo di lumaca riusciamo ad arrivare a Roma verso le 20.15 circa: “Bella organizzazione del c***o”. Veniamo lasciati a 20 minuti a piedi dall’Olimpico, camminata che siamo costretti a fare senza alcun tipo di scorta.

A un quarto d’ora dall’inizio ufficiale del match riusciamo finalmente ad entrare: in mezzo a una calca inimmaginabile troviamo un posto riservatoci da alcuni nostri amici giunti a Roma in macchina. “Dice non si gioca”: alle 21 passate niente si muove e regna la disinformazione. La curva del Napoli “accoglie” una delegazione di steward con torce e fumogeni, si vocifera che non ci sarà tifo e che il ragazzo napoletano nel frattempo è morto all’ospedale: caos più totale; solo più tardi sapremo che tale “Genny ‘a carogna”, in qualità di capo ultrà del Napoli e figlio di un boss della camorra, ha deciso che si può giocare, ma senza cori. Arrivano sotto la curva Sud Pradè e Macia: parlano con i capi ultrà della Fiorentina; sembra che anche il tifo viola non canterà. A questo punto si formano i due partiti del “canto” e del “non canto”, mentre il disgusto prende largo e ci fa quasi venire voglia di abbandonare lo stadio: in tutto questo non viene letto alcun comunicato, nessuno viene informato di niente. Quando tutto sembra far pensare a un rinvio, ecco che le squadre entrano sul terreno di gioco in ritardo di tre quarti d’ora: “È uno schifo”.

Dopo un riscaldamento improvvisato di 10 minuti scarsi, la partita ha inizio in un clima surreale: nessuna coreografia, nessun coro da parte dei tifosi del Napoli, qualche canto sparuto e non organizzato dei tifosi viola; semplicemente un disastro. Quasi in maniera apatica seguiamo il match: dopo 10 minuti siamo già sotto ad opera di Insigne; passano altri 5 minuti e ancora Insigne raddoppia. 2-0 e il clima adesso è ulteriormente atipico: abbiamo l’impressione di vivere un incubo; “Sembra tutto un grande scherzo”. I nostri rispondono d’orgoglio e riescono ad accorciare le distanze con Vargas: la curva esplode, crediamo alla rimonta. I capi ultrà viola tornano a dirigere i cori: finisce definitivamente l’incertezza tra il canto e il silenzio. Nel finale di primo tempo Aquilani segna: tutti ci saltano addosso e finiamo a terra, ma noi cerchiamo disperatamente di fare intendere che il guardalinee ha la bandierina alzata e il gol è stato annullato. Orsato fischia due volte: questo strano primo tempo si chiude sul 2-1 in favore del Napoli.

“Mai vista una cosa del genere, da vergognarsi”: l’intervallo lo passiamo a domandarci il perché di tutto quello che è accaduto prima della match, soprattutto come può essere ammissibile che prima di una partita di pallone possano verificarsi cose del genere. Comincia il secondo tempo e i nostri cercano disperatamente di trovare il pareggio: “Non si tira mai!”. Dopo un tiro di Mati Fernandez che sfiora la traversa, ecco l’ingresso di Pepito Rossi: la curva accoglie il suo ritorno al calcio giocato con boati e cori. Poco dopo rosso per Inler: “Dai crediamoci!”. “Dai Josip vai..!”, ma Ilicic manca una colossale occasione da gol a tu per tu con Reina e la speranza svanisce: “Dimmi te come si fa a sbagliare una roba del genere..!”. Il sogno si infrange definitivamente su un contropiede del Napoli che porta Mertens in rete: 3-1 e aspettiamo soltanto il fischio finale. Fine: la “grandissima” serata dell’Olimpico viene “coronata” dall’invasione di campo finale dei tifosi del Napoli che, pericolosamente, aizzano la Sud con gesti poco ortodossi: per fortuna nessun tifoso viola ha ugualmente la sciagurata idea di entrare sul terreno di gioco. Mestamente ce ne andiamo via dallo stadio delusi, oltre che dal risultato, da ciò che abbiamo visto prima e dopo la partita: sicuramente uno spettacolo disgustoso e sconcertante che purtroppo (e probabilmente) non avrà mai giustizia.

ARTURO LEONCINI
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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #110 on: 05/04/14, 19:27 »
Pradè: “Ieri hanno vinto i tifosi della Fiorentina”

Queste le parole di Daniele Pradè allo stadio Franchi per l’allenamento della Fiorentina: “Il calcio in mano agli Ultras? Da uomo di calcio dico che non è stato bello ma non voglio entrarci dentro perchè è una cosa troppo grande che riguarda le Istituzioni e non mi piace addentrarmi in queste cose.

L’umore del Presidente Della Valle? Noi siamo stati bravi e dobbiamo esser bravi a dargli forza ed entusiasmo. Le parole di Andrea Della Valle di ieri sera a fine gara lo dimostrano: quando si perde un trofeo è facile perdere entusiasmo e le sue parole a me ed Eduardo Macia ci hanno riempito di orgoglio. I momenti precedenti alla partita? Siamo stati penalizzati per 40 minuti dove non si capiva cosa succedesse. Anche il Napoli è stato penalizzato da questa cosa come noi, ma i nostri ragazzi sono stati penalizzati maggiormente perchè non era una cosa che ci riguardava e non riuscivamo a capire. Ne abbiamo risentito di questa cosa soprattutto nei minuti iniziali della partita.

Ieri ci sono stati due vincitori a Roma: uno in campo che è il Napoli per la prestazione data e una sugli spalti che è la tifoseria della Fiorentina”.
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Re: Coppa Italia (finale): ACF FIORENTINA-SSC NAPOLI 1:3
« Reply #111 on: 05/04/14, 19:28 »
Dopo la sconfitta: analisi a mente fredda

Perdere brucia, una finale ancora di più. Voglio però lasciar perdere tutto il marciume successo prima durante e dopo la partita. Abbiamo già visto e letto tanto e abbiamo avuto modo di schifarci di certi atteggiamenti e personaggi che sono e resteranno impuniti, e aggiungo purtroppo. Adesso a mente fredda vorrei fare una riflessione costruttiva per contribuire a migliorare la squadra viola che ancora non è riuscita a portare un trofeo nella sede dellavalliana.

Andrea Della Valle è convinto di poter restare ad alti livelli e di migliorare le prestazioni di una buona squadra ma che a mio giudizio tanto più di quanto fatto quest’anno non potrà mai fare anche se potrà disporre di un attacco che quest’anno ha avuto solo sulla carta. Juventus e Roma sono superiori decisamente, il Napolio è alla portata ma si rafforzerà complici i soldi dei diritti tv provenienti dalla Champions League. Milan e Inter non possono languire nello stato vegetativo di questa stagione.

Nasce la necessità di migliorare soprattutto quei reparti e settori del campo dove abbiamo accusato evidenti lacune.

Cosa salvare

Sicuramente l’attacco titolare, quello che abbiamo visto in cartolina, composta da Rossi e Gomez che però hanno alle spalle un Matri che tornerà a casa e due giovani come Matos e Rebic che hanno bisogno di giocare e due giocatori come Joaquin e Ilicic che possono giocare da seconda punta ma mai come centravanti d’area. Serve quindi un ariete collaudato che possa sopperire alle assenze di Rossi e Gomez, uno come il Tanque Denis per intendersi. Bravo con fiuto del gol ma che non nutra smanie da protagonista.

Da tutelare il centrocampo in toto composto da 5 ottimi calciatori (Pizarro, Aquilani, Borja, Mati e Ambrosini), magari da rinforzare con un calciatore dotato di palleggio fine e qualche chilo di muscoli.

In difesa ovviamente confermare Gonzalo e forse Savic a cui continuerei ad affiancare maciste Diakitè solo per la posizione centrale.

Cosa migliorare

Sicuramente gli esterni difensivi che possono essere dei buoni comprimari per competere ad alti obiettivi ma hanno dimostrato alcuni limiti. Vargas si sta riprendendo ma impiegato da mezzala non mi convince affatto, Pasqual è reduce da un’annata non esaltante e sulla destra né Tomovic e neanche Roncaglia sono esterni di ruolo.

A centrocampo è necessario prepararsi alla sostituzione di Pizarro che nella seconda parte della stagione è tornato a buoni livelli, ma che non può avere la continuità dei bei tempi.

Le incognite

Resterà o no Juan Cuadrado? E’ un giocatore unico, non sostituibile capace di trasformare al volo il 4-3-3 in 3-5-2 e viceversa. Con lui in rosa Montella può variare gli schemi a piacimento, senza di lui si deve puntare su un modulo standard per sfruttare i punti forti rimasti in rosa: le due punte e un centrocampo con tante mezzali e pochi esterni di ruolo. Per cui credo al momento non si possa prescindere dal 4-3-1-2.

SAVERIO PESTUGGIA
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