Author Topic: Europa League 1/8 (ritorno): Fiorentina-Juventus 0:1  (Read 5556 times)

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Mazzone: “Stasera succederà di tutto”

La gara di Europa League tra Fiorentina e Juventus sarà molto importante per entrambe le squadre. Ai microfoni di tuttojuve.com ha parlato in esclusiva uno dei più grandi e famosi allenatori italiani, Carlo Mazzone, per un’analisi sulla sfida

Che partita vedremo a Firenze?

Sarà una gara tra due squadre che sanno giocare a calcio e che si vorranno di certo superare. Obiettivamente potrà succedere di tutto, quindi non azzardo nessuna previsione, il risultato dell’andata lascia tutto aperto.

Sarà anche lo scontro tra due bravi allenatori

Conte e Montella sono due ragazzi bravi e auguro loro una bella carriera. Personalmente conosco bene Conte perchè lo allenai a Lecce, ricordo che ebbe un grave infortunio ma riuscì a riprendersi e a recuperare diventando un grande giocatore, adesso sta convincendo anche da allenatore e sta costruendo una carriera importante. Entrambi i tecnici sono molto validi.

Crede che la stanchezza possa essere determinante in un calendario così fitto di appuntamenti?

Io non credo, perché tutti e due i tecnici sono preparati e hanno una rosa ampia, in particolare la Juventus, che gli permette di poter attuare turnover. La stanchezza in questo periodo non diventa importante, di solito la si sente verso la fine della stagione all’incirca tra aprile e maggio, dal punto di vista fisico e di stress emotivo penso che le due squadre non soffriranno.
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Juventini sull’Arno «La nostra passione fa sopportare tutto»

Il rischio di subire qualche “labbrata” – come si dice in zona – è costante; guai a farsi vedere con una sciarpa bianconera in giro. E quando si va al Franchi per la partita, il rischio di ritrovare l’auto danneggiata – ci assicurano – è altissimo. Per non parlare, ma questo è il meno, degli sfottò e le accuse quotidiane… Eppure, il tifoso bianconero in Toscana è razza dura a morire. Anzi, prolifera. A questo punto, la domanda sbagliata è: ma chi glielo fa fare? Nessuno, ovvio. E poi c’è quella giusta, di domanda: cosa glielo fa fare? E allora la risposta sgorga spontanea: «La Juventus! Per la Juventus codesto e altro. Perché io gliel’ho detto alla mi’ moglie, prima di sposarla: sappi che io sono già fidanzato. Con la Juventus. Non ti tradirò col corpo, ma con la mente, per i colori bianconeri…», come racconta Donato, presidente dello Juventus club Doc Firenze Le Signe.
PRUDENZA Quel che è certo, è che per conservare la razza, occorre un giusto mix di coraggio, forse incoscienza, di certo regionevolezza e prudenza. Perché una frase sbagliata detta al momento sbagliato in riva all’Arno sembra poter costare davvero cara. «Eggià perché ci sono quelli che scherzano – prosegue Donato -, che la buttano sul ridere. Ma ci sono anche quelli, parlo dei tifosi viola, che son subito pronti a reagir male. L’anti-juventinità, a Firenze, è un fenomeno davvero dilagante. E’ incredibile: prima di chiedere cos’ha fatto la Viola, chiedono “che han fatto i gobbi?”. Qui il nome “Juventus” non si può neanche pronunciare. E se provi a ragionare, a chiedere perché, la risposta è una sola: «Perché i vu rubate!». Mah… Figuratevi con che stato d’animo s’è vissuta questa vigilia d’Europa League. Per noi è una partita, ma per loro è la partita. Eventualmente, da rinfacciare finché si campa».
SCRITTE Non che a Prato la situazione sia tanto diversa, tutt’altro. Gianmarco è il presidente dello Juventus Club Doc Prato bianconera. «Un club di gente tranquilla, gente per bene. Fatto anche di donne, anziani, bambini. Eppure ci è capitato di ricevere lettere minatorie, di trovare scritte infamanti sulle mura della sede del club. Purtroppo qui è così: ci sono quelli che se dici mezza parola di troppo, partono con le mani alzate. Davvero, a volte ci si inimica a fare battute. E se per un commento calcistico devi prender due labbrate… Meglio evitare. Anche se noi non ci nascondiamo, siamo orgogliosi della nostra passione: a Prato, poi, grazie a Paolo Rossi ce ne sono tanti di juventini. Dunque, avanti convinti anche se è davvero un dispiacere subire certe situazioni. Soprattutto perché si passa il limite: sulla sede ci hanno scritto il solito, vergognoso, -39. Neanche per i morti c’è rispetto… E badate bene: io non difendo solo i nostri caduti, mi dissocio anche dai cori contro la tragedia di Superga ad esempio. E’ una questione di rispetto».
L’APPELLO Concordano al club di Castel Fiorentino. «Noi siamo a distanza “di sicurezza” da Firenze, un paese tranquillo. Però anche qui il discorso è il solito: amici e colleghi viola prima guardano cos’ha fatto la Juve, e solo dopo guardano il risultato della Fiorentina. Quanti di noi allo stadio? Questa volta pochi, quasi nessuno: perché 50 euro in curva per andare nello spicchio “formaggino” sono un furto, troppo! Staremo a soffrire davanti alla tv, al club. Speriamo bene». Anche perché, e qui il coro è unanime: «Se passiamo noi il turno, ce la godiamo per una, due settimane. Ma se per caso finisce male, allora ci tocca soffrire per 3-4 mesi».

tuttosport
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RADIO BLU: la programmazione di oggi

La programmazione sportiva di Radio Blu prevede come sempre al 15° minuto di ogni ora le “Pillole di Pentasport” (eccezion fatta per le 15,45) e poi alle 18 “Pentasport” fino alle 20. ” Anteprima Pentasport” dalle 13 alle 14.30 farà sentire poi a Firenze la voce dei tifosi chiamati ad un filo diretto giornaliero che sarà visibile anche su televiola.tv.
La redazione di Radio Blu è presente anche su twitter (cercatela a @blupentasport). Informazioni sulla programmazione del giorno, sulle notizie più importanti e sulla programmazione del giorno.

Oggi a partire dalle 17.45 diretta da di Fiorentina-Juventus
« Last Edit: 03/20/14, 16:41 by Chiesa »
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Troppa euforia, i giocatori viola si blindano

Ultima raffica di Fiorentina-Juve dopo l’overdose di calcio parlato, scritto e soprattutto immaginato: la partita è un sollievo dopo l’incrocio lungo undici giorni, fra sfottò, tensioni e sillabe scannerizzate alla ricerca di polemiche. Che però non ci sono state: dal tweet juventino sulla bistecca in poi, la sobrietà sembra aver preso il sopravvento. Trattasi probabilmente di tregua temporanea.
Scorrerie comunque in molti campi, compreso quello dello spionaggio: l’albergo della Juve era così segreto che da metà pomeriggio una ciurma viola aspettava il pullman nero-notte per offrire ai giocatori bionconeri una quota standard di sberleffi. Firenze carica a pallettoni. La Juve — fa capire chiaramente Conte — considera l’Europa League un surrogato deludente della Champions.
Essere qui è un ripiego, non un piacere: e gli ultimi minuti di Istanbul (Galatasaray promosso) fanno ancora più male del gol preso da Gomez nell’andata degli Ottavi.
Esattamente il punto di vista opposto rispetto a quello viola, perché Fiorentina-Juventus si potrebbe giocare anche nel torneo dei bar e l’attesa sarebbe simile. Forse è provincialismo? Considerazione che non incide sul comportamento di Firenze. Avverte però Pasqual: «In giro c’è troppa euforia, il pareggio che abbiamo ottenuto non ci autorizza a essere sereni. Per questo io e i miei compagni ci siamo estraniati, abbiamo letto zero e ascoltato ancora meno, cercando di restare concentrati»: così il capitano, a nome della squadra.
Perchè se la Fiorentina giocasse portandosi dietro l’adrenalina della città sarebbe a rischio antidoping per eccesso di carburante. Parla Pasqual insieme a Montella, anche se non è sicuro che oggi il capitano giocherà. Le ultimissime considerano in vantaggio Vargas, del resto Pasqual risponde con una battuta a chi gli chiede cosa gli prova ad essere vicino alla presenza numero 300 con la maglia viola: «Mah, l’allenatore mi ha lasciato fuori anche il giorno del mio compleanno…». Montella lì accanto sorride (…).

Angelo Giorgetti – La Nazione
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Sempre inferno o paradiso, la rivalità con la Juventus

È il momento che aspettavamo da quando un capriccioso sorteggio previde questo scontro fatale (…). Personalmente avrei preferito giocarmi il passaggio di turno contro un gruppo straniero, anche forte, che so spagnoli di Siviglia o inglesi metropolitani. Non certo per paura del nemico che viene da Torino, ma per avere un tocco internazionale in più (magari con un’istruttiva e giosa trasferta in una città d’arte ). Invece niente pianti, c’è toccato la Juve, che si ripropone con la monotonia di una stagione non amata; ma almeno, la fiamma di un’antica ostilità esclude il rischio della noia (tre volte in 10 giorni sono tante).

Meglio chiarirlo, il risultato di stasera è più imporante per noi, che in campionato siamo in lotta fra un (arduo) terzo posto o più in basso verso il 6° gradino (se la fine del campionato non andrà bene). La Juve del tesissimo Conte invece, salvo incredibili imprevisti, si sta avviando verso il terzo scudetto consecutivo (maledizione), ed è avanti a noi di 27 punti (75 contro 48), insomma una voragine. Per questo mister Conte mente sapendo di mentire quando dice che i viola sono favoriti. Praticamente mette le mani avanti e sibila come un cobra prima dell’attacco. Per favore non diciamo sciocchezze e non alimentiamo illusioni: sono i superbi bianconeri in testa ai pronostici. L’uno a uno conquistato all’andata con un improvviso volteggio di Gomez, è un emozionante punto di partenza non una barriera di ferro. Tecnici e tifosi concordano: la Fiorentina di Montella per costruzione e mentalità non è adatta ad attaccarsi a uno zero a zero. Una certa fragilità della difesa è il frutto di un tipo di giocate. E quindi anche oggi ce la giocheremo, prendendoci le nostre responsabilità, correndo i nostri rischi (…).

La rivalità fra le due squadre, rafforzata di recente da vivaci dialoghi fra gli esponenti più alti delle due società, è antica. I ragazzi di oggi vivono, giustamente, l’audace presente; i trenta-quarentenni risalgono alla stagione 1989-’90 quando Roby Baggio fu dolorosamente venduto proprio ai bianconeri; e, in sovraprezzo, ci fu una doppia finale. Per l’appunto europea, che non voglio neppure ricordare. Quelli un po’ più maturi risalgono al maggio 1982, con lo scudetto perduto all’ultima giornata dai viola, fra Cagliari e Catanzaro. Ma noi vecchi sappiamo bene che la rivalità esisteva anche negli anni cinquanta (quando spesso i viola arrivano davanti ai bianconeri) per motivi geografici o se preferite sociali. Firenze era (è) assediata da piccole città, in verità non brutte (Pisa, Siena e via dicendo) e da zone rurali che tifano Juventus e detestano, non senza rancore, la Fiorentina. Così nelle curve dello stadio, quando non eravamo proprio pacifici ma grazie a Dio meno violenti e i popoli si mescolavano, capitava di respirare aria di campagna («profumo di stalla» dicevano i fiorentini altezzosi) nelle domeniche in cui la Juventus veniva a giocare al Campo di Marte. Diciamo che l’antipatia era legittima difesa davanti al rustico assalto.
Potrei continuare a rievocare giorni esaltanti: tipo il secondo scudetto diventato matematico proprio a Torino l’11 maggio del 1969 (0-2, gol di Chiarugi e Maraschi, come sinfonia). Ma non è il tempo di memorie, né belle né brutte. Conta soltanto stasera: come disse Butch Cassidy all’amico Sundance Kid, quando erano circondati da un esercito nemico, tentiamo una sortita.

Claudio Carabba – Corriere Fiorentino
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Fiorentina-Juve, terzo set come in Coppa Davis

Vi proponiamo una parte dell’articolo di Luigi Garlando per La Gazzetta dello Sport: l’edizione integrale all’interno del quotidiano in edicola.

Europa League, ma sembra Coppa Davis. Stasera Fiorentina e Juventus cercano il match point al quarto set. Il primo l’hanno vinto i viola in campionato (20 ottobre al Franchi, 4-2); il secondo i bianconeri, nel ritorno (9 marzo allo Stadium, 1-0); il terzo, andata di coppa, è finito in parità a Torino (1-1). E’ una sfida che vivrà di emozioni tutte sue, una notte da dentro o fuori, ma i depositi dei tre set precedenti peseranno.
Vincenzo Montella e Antonio Conte, come Renzo Tramaglino alla fine dei Promessi Sposi, scampato a vicende travagliate, avranno recitato i loro «ho imparato» e avranno progettato di conseguenza la partitissima di stasera (…). Per qualità (Fiorentina) e intensità (Juve) offriamo all’Europa il nostro meglio. L’augurio è che la rivalità feroce ci risparmi il peggio.

REDAZIONE
Twitter @Violanews
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Una città intera in curva

Mentre Firenze freme e non aspetta altro che il fischio d’inizio, Andrea Agnelli e Andrea Della Valle cominceranno questa lunga giornata pranzando assieme in un lussuoso hotel appena fuori dal centro storico accompagnati dall’ad bianconero Giuseppe Marotta e dal presidente esecutivo viola Mario Cognigni. Diego Della Valle invece è annunciato per questa sera in tribuna. Al di là del menù e di cosa mangeranno (una ‘fiorentina’ ben cotta?), il pranzo fra Agnelli e Della Valle può assumere davvero un significato che va oltre le buone maniere del pre-partita europeo. Perché se da una parte c’è una frattura evidente a livello politico-economico, dall’altra può ricomporsi un rapporto a livello di politica sportiva visto che Juve e Fiorentina paiono condividere la stessa voglia, gli stessi obiettivi e le stesse modalità sul perché e sul come cambiare il calcio.

APERTI E CHIUSI

Intanto Firenze oggi si sveglierà e comincerà il suo giorno come sempre, solo che questo è speciale. C’è Fiorentina-Juventus e per questo motivo non può essere un giorno normale. Molti negozi chiuderanno prima e c’è chi già lo ha annunciato con tanto di cartello-avviso: «Chiuso per Fiore-Juve». Alcuni ristoranti e pizzerie hanno deciso viceversa di aprire in anticipo proprio per ospitare chi questa sfida preferisce vederla in compagnia. Bandiere viola hanno già cominciato a fare capolino dalle finestre e dai balconi. I club di curva Fiesole e di curva Ferrovia da ieri hanno messo in vendita 10.000 bandierine viola a 3 euro per intensificare l’effetto-bolgia e convogliare il ricavato in una maxi coreografia da preparare per la finale di Coppa Italia.

MOBILITAZIONE

Anche ieri c’era la fila davanti ai botteghini: alla fine saranno almeno 33.000 gli spettatori al Franchi, non l’esaurito per le varie restrizioni e l’alto costo dei tagliandi. Al momento ci sono ancora 7-8000 tagliandi di cui 3000 in curva Ferrovia. Fin dalla mattina scatterà il servizio d’ordine con 300 agenti di rinforzo e controlli accurati ai caselli autostradali e in zona stadio.

Brunella Ciullini – Tuttosport
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Ci sarà anche DDV che arriverà all’ultimo minuto

Non fa mai sapere molto dei suoi movimenti, come al solito. Ma Diego Della Valle stasera sarà della partita. Il patron della Tod’s dovrebbe arrivare in elicottero all’ora della merenda, che la squadra consuma in albergo, intorno alle 17. Per suo fratello Andrea, invece, la giornata viola è molto più lunga: oggi alle 13 a Villa Cora, sul viale dei Colli, è previsto il pranzo ufficiale Uefa dei dirigenti delle due squadre. Possibile che ADV si incontri con Andrea Agnelli: a quanto pare, i rapporti fra le società sono tornati normali.

La Nazione
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