Cuore a palla e scaramanzie ecco il giorno da ricordare
Se chiedi a Daniele Pradè come se la sente, lui fa una pausa e poi trasforma la voce in un soffio: «Aho, so’ carico». E anche Firenze è carica. Perché secondo le fasi lunari e il calendario antigobbo, in data astrale 20 ottobre 2014 è prevista la sublimazione karmica del tifoso viola. In parole povere: cuore a palla, farfalle nello stomaco (grosse come pipistrelli, però) e la voglia di urlare al cielo un forza viola da far venire giù tutto. Per scaricare l’ansia, tanto per cominciare. E perché qui il verbo giusto è friggere. Lo capisci per strada, ci vai a sbattere contro appena imbocchi le vie del web. «Il prete è andato a benedire la casa della mamma. Le ha detto: vale anche per domani sera, stia tranquilla». Ecco uno status che spiega molto. Che poi il molto, in una qualsiasi enciclopedia medica, va catalogato alla voce «tachicardia ». O ansia da tutto in una notte con reflusso di scorie antiche: tipo scudetti rubati, finali ad Avellino e ognuno aggiunga quello che gli pare.
Come Martino, bibliotecario, che riassume così il suo vivere pre-match: «Non vedo l’ora che arrivi. Come l’esame più difficile dell’università, un matrimonio, un processo, un’operazione chirurgica». L’accoppiata matrimonio-operazione vale un bravo terapista. Sì. Sbrighiamoci con questa storia. Giochiamola questa benedetta partita. E ripartiamo da quel gol di Gomez.
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