Author Topic: Europa League 1/16 (ritorno): Fiorentina - Esbjerg fB 1:1  (Read 1499 times)

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Report medico Pasqual

Al termine dell'incontro di ieri sera di Europa League, il calciatore Manuel Pasqual e' stato sottoposto ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una infrazione costale riportata a seguito del trauma contusivo occorso durante uno scontro di gioco .
L'eventuale disponibilità per le prossime gare verrà valutata in base all'evoluzione clinica

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Highlights: Fiorentina-Esbjerg 1-1 sintesi del match dei sedicesimi di Europa League

Guarda gli episodi salienti della gara di ritorno degli ottavi di finale di Europa League tra Fiorentina ed Esbjerg

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Rifinitura prima della Coppa, Andrea Della Valle segue l'allenamento

Ultimi ritocchi per i viola in vista della sfida con i danesi dell'Esbjerg. Questa mattina la squadra ha svolto una rifinitura al Centro Sportivo seguita da vicina dal Patron Andrea Della Valle

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Tutta la rabbia del Franchi per Borja

Ora basta, Firenze è stanca. E ieri sera ha urlato tutta la sua rabbia durante la partita di Europa League contro l’Esbjerg. Pochi tifosi, solo tredicimila, ma la voce della protesta si è sentita comunque. Quello che è successo a Parma, le quattro giornate di squalifica a Borja Valero, bruciano sulla pelle di una città che è stanca di subire torti arbitrali.

La lista è lunghissima e ieri sera, per la prima volta, il Franchi ha gridato il suo dissenso, anche se la contestazione vera sarà domenica sera, contro la Lazio. Lo stadio sarà pieno e i tifosi hanno già fatto sapere che la protesta sarà fortissima. Probabilmente inizierà fuori dallo stadio, prima della partita, e proseguirà dentro. Nel mirino il designatore Braschi, gli arbitri e la Lega calcio. Quello di ieri è stato solo il prologo.

E poi l’Europa non è il palcoscenico giusto, meglio il campionato, lì sì che si può fare un po’ di caos. Anche se le scorie di questi ultimi giorni sono entrate lo stesso al Franchi. “Borja Valero, c’è solo Borja Valero” ha urlato la Fiesole quando lo spagnolo è entrato in campo per il riscaldamento. Firenze è con lui. Come ha scritto su Twitter sua moglie Rocio Rodriguez: “A Careggi, nel fornaio, in farmacia, il uomo del corriere, tutti mi dicono che sono con @valero20 e gli sostengono. Questa è Firenze”. Già, questa è Firenze. Quella che ieri sera ha fischiato contro tutto e tutti e che è pronta a scendere in campo accanto a Della Valle per la difesa della sua (loro) squadra. Firenze non può più stare con la bocca chiusa. Dopo quello che è successo l’anno scorso, dopo quella Champions sfumata proprio alla fine, società, squadra e città hanno deciso di farsi sentire.

Applausi del Franchi quando lo speaker che legge le formazioni pronuncia il nome di Borja Valero. E dopo, quando è uscito Pasqual, la fascia di capitano l’ha presa lui. E’ lui il simbolo della rivoluzione civile di Firenze. Ed è suo anche il primo tiro in porta, che però non crea problemi. Si gioca. Ritmo lento, partita moscia e ogni tanto la curva Fiesole rialza la voce. Cori per Montella, e poi ancora contro i genitori di Braschi e la Lega calcio. Batte proprio lì il cuore della protesta. E, comunque, mica ci si può dimenticare della Juventus. “Stiamo arrivando, o gobbi stiamo arrivando” cantano gli ultrà che faranno ben due trasferte a Torino, il 9 (in campionato) e 13 marzo (Europa League). E ancora: “Chi non salta bianconero è”. Ma al centro del mirino c’è lui, l’arbitro Andrea Gervasoni, quello delle quattro giornate a Borja. La curva lo tartassa. “Pezzo di” e “Figlio di”. Gli slogan sono sempre gli stessi. Offese e rabbia. Contro gli arbitri (“Avete rotto il…) e anche contro la Nazionale (“Contro l’Italia, noi siamo contro l’I-PER talia).

Oddio, a essere sinceri il Franchi prova anche a spingere la Fiorentina, ma il risultato non è un granché. In campo va tutto piano, soprattutto Mario Gomez. Qualche applauso, ma non c’è adrenalina in questa partita. Tanto vale allenarsi un po’ per domenica sera, quella sì che sarà la partita della protesta. A dirigere Fiorentina-Lazio c’è Banti, arbitro di Livorno, quello che in Catania-Fiorentina non vide il calcione di Spolli a Matos, colpito alla testa. Stranezze del calcio. Come la scelta di Braschi (sarà un caso?) di designare Gervasoni come quarto uomo in Milan-Juventus. Un premio all’arbitro cattivo tanto per dimostrare chi comanda. E gira pure voce che il designatore vada in giro a parlare male di Montella. Sussurri e grida. La partita accelera, la Fiorentina pareggia e va agli ottavi. Non c’è altro. Soltanto gli applausi del Franchi per Borja, campione offeso. “Borja Valero, c’è solo Borja Valero…”.

la Repubblica
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Gazzetta: La Fiorentina fa una brutta figura

E ora la Juve. Tre sfide in dodici giorni. (…) L’Esbjerg è solo una parentesi sulla strada che porta ai rivali storici. Stavolta la Fiorentina non fa una bella figura. I viola vanno in vantaggio, a inizio ripresa, con la solita magia su punizione di Ilicic poi si addormentano. Al punto che i danesi riescono addirittura a pareggiare con un bel numero di Vestergaard. Finisce 1-1 ma la Fiorentina aveva già chiuso i conti nella gara di andata. L’1-1 viene salutato con indifferenza dai tredicimila tifosi presenti. Veleni e cori restano tutti per il designatore Braschi e la sua squadra.

(…)

Luca Calamai – La Gazzetta dello Sport
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La Nazione: Pronta l’overdose di rancori

Tre appuntamenti con la Juve in undici giorni, un’overdose di rancori dal 9 al 20 marzo fra Europa League e campionato: il match con Ejsberg serve alla Fiorentina solo per inaugurare ufficialmente la maratona bianconera in una serata in cui saranno fischiate le orecchie a Braschi e Gervasoni (i veri avversari della serata, pluricitati nei cori-sfottò). Più che una partita internazionale è stata perciò un’occasione molto viola per alzare la voce contro i vertici arbitrali, sostenere Borja Valero e prepararsi mentalmente all’incrocio infinito con la Juve. Occhi puntati anche su Gomez, titolare e ancora meno brillante delle sue scarpette verdi metallizate, nonostante un gol annullato per fuorigioco microscopico. Marione è ancora poco reattivo nei contrasti, ma pochissime palle gli sono arrivate per mettersi in mostra nel gioco aereo, il colpo migliore del suo repertorio. Apre la partita una punizione che Ilicic calcia con la stessa sapienza vista contro l’Atalanta, solo che questa volta il campo è opposto e l’avversario aggiunge modesto valore tecnico alla grande buona volontà. Pareggia nel finale Vestergaard, che fa secco Compper e batte Rosati con un colpo nell’angolo. Il risultato conta pochissimo.

(…)

Angelo Giorgetti – La Nazione
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Il ritorno di Ambro, diga in mezzo al campo

Ha ripreso le chiavi del centrocampo che, complici alcuni guai fisici, aveva rimesso nel cassetto a inizio mese (fermato per la verità anche a novembre per qualche guaio muscolare). Ma è come se non fosse mai uscito, perchè uno come Ambrosini non ha certo bisogno di rodaggio per essere una presenza determinante nei meccanismi dello scacchiere tattico di Montella. Anche ieri si è piazzato al fianco di Pizarro, coprendo il Pek con la consueta dose di dinamismo, e proponendosi dalle parti del portiere avversario, sfiorando il gol con un colpo di testa finito a lato di un soffio. ‘Ambro’, insomma, complice le squalifiche che hanno falcidiato la mediana viola, è un innesto importante per l’Aeroplanino che, semmai, dovrà essere bravo a dosare le forze dell’ex milanista. Ieri, infatti, al 15’ del secondo tempo l’allenatore viola, con la qualificazione in tasca, lo ha tolto, spendendo in campo il redivivo Bakic. Più che sufficiente la prova del numero 21 viola, sempre pronto a rompere il gioco avversario e ripartire con la consueta sagacia tattica, sostenuta da una tecnica invidiabile. Lotta Ambrosini, senza risparmiarsi anche quando la partita, magari, consiglierebbe prudenza, ma lui non si è mai risparmiato, giocando con la stessa intensità le partitelle infrasettimanali — poche per la verità considerato che spesso e volentieri è stato impegnato nella coppa più prestigiosa — che una finale di Champions League. Sostituzione necessaria perchè contro la Lazio ci sarà bisogno del suo contributo in un centrocampo che sarà orfano di Borja Valero e di Pizarro.

La Nazione
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Repubblica: avanti in Europa

E al prossimo giro la Juve. E l’Europa sarà meno Europa ma di sicuro più tosta. Il 13 marzo a Torino, il 20 a Firenze, col preludio di campionato compreso (9 marzo). Firenze prende un bel respirone e si prepara all’evento, a quegli ottavi che sembrano una finale e a un viaggio verso lo stadio che della finale vera sarà comunque protagonista. Strani incroci. Brividi, tormenti e rivalità segnate sul cuore.

Nel frattempo ecco un pareggino coi burrosi danesi (1-1) e molto sonno. Perchè la sfida con l’Esbjerg non è tanto diversa, come impatto emozionale (soprattutto il primo tempo), a un documentario sulla migrazione del tonno pinna gialla, una puntata di telecamere con focus sul congresso dell’Udc, a un video su youTube con tutte le strepitose giocate di Keirrison. Insomma, Fiorentina-Esbjerg, pensando allo spettacolo, era un prevedibile mezzo pacco. Perché c’era un 3-1 in Danimarca che aveva spogliato la sfida di ritorno di qualsiasi rischio, il che era decisamente una buona notizia per il passaggio del turno ma non la premessa per un partitone tachicardico. E meno male, comunque.

E meno male anche che Montella, per dare un senso al tutto e spirito ai tifosi presenti al Franchi, lancia Marione Gomez da titolare, cosa con precedenti sistemati in altre ere geologiche, tipo settembre 2013. Bella storia, dai. Cioè, insomma. Il tedesco deve trovare la condizione.

L’articolo integrale di Benedetto Ferrara su Repubblica in edicola!
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