Vista dalla Fiesole: “Un Neto da sogno: è finale!”Sopra ai motorini si sposta una città intera: un caotico traffico segna il pre-gara di Fiorentina-Udinese, ritorno delle semifinali di Tim Cup. Per puro caso ci troviamo proprio davanti al pullman della Fiorentina: l’arrivo della squadra è accolto dai clacson dei tifosi e dai fischietti indiavolati dei vigili urbani. Arriviamo in zona Franchi: tanta, tantissima gente colora il piazzale di fronte alla Fiesole; “È da stamani che penso a questa partita”-”Stasera vale tanto, troppo”. Passati i tornelli ci accorgiamo che la gente ha risposto in massa agli appelli della società: spalti gremiti e bandiere al vento creano un’atmosfera suggestiva. “Cantare 90 minuti” recita lo striscione esposto verso la curva: stasera è una serata che nemmeno i tifosi possono sbagliare. Un boato inatteso nella lettura delle formazioni: “Mario…”-”GOMEZ!”; il numero 33 viola si avvia verso la panchina in mezzo ai cori della gente. Baraonda di colori e suoni, fumogeni e canti: finalmente le squadre scendono in campo sulle note di Narciso.
Fischio d’inizio, si parte. I nostri subiscono in avvio con l’Udinese che batte due calci d’angolo di fila. Cerchiamo subito di riprenderci: “Stasera è tutto un patire, te lo dico io”; l’impressione è che sarà una vera e propria battaglia. Lancio di Pizarro, sponda di testa di Joaquin e Pasqual vola con un sinistro acrobatico a rete: come il capitano, ci lanciamo in mezzo alla folla vibrante di gioia e adrenalina; “Pasqualino..

Grande Pasqualino!”. Quarto d’ora scarso e Viola già in vantaggio. Joaquin ci riprova, ma Scuffet mette in calcio d’angolo. Continui ribaltamenti di fronte: l’Udinese è sempre pericolosa e Di Natale ci prova in rovesciata. Dopo un siluro di Mati di poco fuori, rischiamo grosso con il solito Di Natale che a tu per tu con Neto calcia alto: “È andata di nulla, questi palloni li sbaglia una volta ogni quattro anni…”. Siamo in difficoltà, l’Udinese preme e la Fiorentina sembra bloccata: “Oh ma icchè si fa, sveglia!”. Miracolo di Neto: Gabriel Silva va alla conclusione a botta sicura, ma il brasiliano gli dice no con riflessi felini; “Grande Neto!”. Passata la mezz’ora, i brividi: Di Natale di testa colpisce il palo alla destra dell’estremo difensore viola; “A ‘sto giro ci s’ha avuto c**o”. A cinque dalla fine riusciamo ad alleggerire la pressione: Joaquin spara un missile addosso a Scuffet che para in qualche modo; “Ma guarda questo pischello come se la cava..!”. Con ansia e fatica riusciamo ad arrivare sull’1-0 alla fine dei primi 45 minuti: “Io ragazzi un secondo tempo così non lo riesco mica a reggere!”. Intervallo: giocatori e tifosi riposano dopo una prima frazione spossante.
“Speravo ci fossero altri 5 minuti di pausa, sono stanchissimo”; le due squadre rientrano in campo e sono pronte a darsi battaglia per un altro tempo. Non passa nemmeno un minuto che sfioriamo il raddoppio: tiro di Joaquin deviato da un difensore, ma Scuffet para ancora; “Ora però questo pischello ha rotto le scatole, che s***o!”. Dopo un pericoloso calcio di punizione battuto da Di Natale, i nostri ricominciano a spingere: precisissimo lancio di Pizarro per Cuadrado; il colombiano lascia partire un missile terra-terra che si va a stampare sulla faccia interna della traversa. È un tripudio: ci facciamo due file di seggiolini con la “bazza” stringendo tra le mani giubbotti di amici e sconosciuti. Lo stadio si infiamma, tutti cantano e la finale di Roma sembra sempre più vicina. Anche dalla Maratona partono dei cori, anche in tribuna coperta ci si alza in piedi a cantare: apoteosi. L’Udinese prova a spingere, ma gli uomini di Guidolin non riescono a pungere. Neto difende a dovere la sua porta su una conclusione di Allan: “Norberto sta giocando un partitone”. Siamo ormani vicini al 90′ e gli avversari tentano il tutto per tutto: “Vediamo quanto c’è di recupero”. 6 minuti. 6 giri di lancette nei quali succede di tutto. Prima giallo a Cuadrado che, diffidato, salterà la finale, poi rosso a Badu. Manca pochissimo: Muriel riesce a involarsi verso la nostra porta e scarica una conclusione violenta; Neto respinge a una mano, sul pallone arriva Nico Lopez che colpisce di testa, ma il portiere brasiliano è sempre lì e para a terra. “SEEE, SEEE!!”, lo stadio esplode come per un gol: Neto ha salvato la finale. Ancora Neto insuperabile: fantastica uscita su Domizzi; il difensore bianconero protesta e viene espulso.
È finita: la festa può cominciare. Un potentissimo “forza viola alè” risuona in tutti i settori dello stadio. “Grandi ragazzi! Vi si vole bene!!”; in campo tutti abbracciano Neto, la foto forse più bella di questo Fiorentina-Udinese. “Neto! Neto! Neto!”, ecco i cori per il brasiliano che, come i suoi compagni di squadra, esulta sotto una Fiesole estasiata: “Stasera si gode!”. E così, tra sciarpe e drappi viola, la festa si sposta in strada con rumorosi caroselli, a sottolineare che la prima finalista di Coppa Italia è la Fiorentina. Adesso una città intera soffre e si appassiona, sperando nel buon esito della finale di maggio: ora, però, Firenze vuol far solo festa.
ARTURO LEONCINI