Author Topic: Europa League 5ª giornata: Paços de Ferreira-Fiorentina 0:0  (Read 1297 times)

Offline Chiesa

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Capitan Marvin

Se la scelta del capitano si fosse basata sull’anzianità in squadra, non sarebbe toccato a lui farlo, arrivato a Firenze meno di un anno fa, precisamente nel mercato di gennaio. Di titolari arrivati in maglia viola prima ce n’erano diversi, da Mati Fernandez ad Aquilani, da Roncaglia a Tomovic e volendo anche Matos (al primo anno in prima squadra ma con un passato gigliato negli anni di settore giovanile). Alla fine però, in assenza di Pasqual, Gonzalo Rodriguez e Pizarro, entrato solo nella ripresa, la fascia è finita sul braccio di Marvin Compper.

Vero che la partita di ieri sera aveva un valore relativo, con la Fiorentina che già si era guadagnata il passaggio del turno di Europa League e che l’avversario, il Paços de Ferrarira, non fosse tra i più stimolanti possibili, ma si trattava comunque di una vetrina europea e di una conferma delle sue qualità di giocatore e di uomo spogliatoio. Perché il tedesco non è un titolare di questa Fiorentina, eppure è riuscito ad imporsi come uno dei tanti leader riconosciuti del gruppo, basando la sua esperienza in viola sul rispetto verso i compagni di squadra e l’esempio che offre loro ogni qualvolta è chiamato in causa, su un terreno di gioco così come dietro a un microfono dove mostra anche a parole un’intelligenza invidiabile.

Ora anche l’investitura ufficiale da parte di Montella, rappresentata dalla fascia al braccio consegnatagli per la prima volta in questa stagione nota piacevole di una partita non bella, ma che certifica il riconoscimento anche del difensore tedesco in qualità di punto di riferimento della rosa.

LORENZO BENEDETTI
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Ilicic e Cuadrado, le due facce della Fiorentina

Cuadrado e Ilicic sono stati, per motivi opposti, i personaggi della partita. A scriverlo è La Gazzetta dello Sport. Lo sloveno doveva iniziare da questa gara il suo percorso di «riabilitazione» tecnica dopo i malanni fisici. Largo a destra, ha provato a cercarsi spazi, ha corso, ha sbracciato. Ma ha ottenuto solo un confuso oscillare sulla fascia. Dopo la prima stagione italiana, di lui è rimasta un’inspiegabile involuzione. E non può essere solo la posizione la causa dei suoi mali. Per contro, Cuadrado produce un gioco sorridente, è una vitamina nelle gare dal carattere debole, come questa. Ha sferzato la partita, sebbene non l’abbia decisa come in Romania col Pandurii. Montella sa quello che il colombiano gli può dare. L’ha voluto gestire e torna a casa con un punto solo. Che alla fine è persino generoso.

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