Gazzetta: Eurocaos al Franchi, Viola con merito
Questo alcuni passaggi del racconto di Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport:
Non ci piove: Tagliavento, l’arbitro «ammanettato» da Mou e del fantasma Muntari, è stato il peggiore. Ma non scagiona il Diavolo, che vede allontanarsi il Napoli a +4: lo scontro diretto di domenica non prevede più l’ipotesi sorpasso. Il Milan è stato supponente e molle già nel primo tempo. In vantaggio al 14′ con Montolivo, non ha mai cercato con rabbia il k.o.. Nella ripresa si è lasciato schiacciare dalla Fiorentina in 10 e, dopo aver raddoppiato con Flamini, ha gestito il tesoro in modo sconsiderato. Lo spot è Ljajic che passa in rassegna mezzo Milan, come un capo di Stato, senza che nessuno intervenga, prima che Nocerino lo affronti e Tagliavento fischi il rigore. (…)
Oltre le colpe del Milan, ci sono i grandi meriti della Fiorentina che all’intervallo è conciata così: sotto di un gol e di un uomo, senza il cuore della difesa (Savic infortunato, Tomovic espulso), senza il suo uomo migliore (l’azzardo di Jovetic dura 45 minuti), con i nervi bollenti per il torto subito. Invece torna in campo serena e continua a fare la cosa che sa fare meglio: giocare la palla. Montella ha portato via 4 punti su 6 ad Allegri. Ai viola serviva la vittoria per alimentare il sogno Champions, ma visto come si era messa la giornata, non può lamentarsi. E comunque l’ Europa resta a tiro in questa florida stagione di rinascimento: un anno fa i viola annaspavano con 16 punti in meno.
(…) Al 39′ la partita rossonera pare spianarsi: El Shaarawy sgomma, Tomovic lo contrasta, il Faraone crolla, Tagliavento estrae il rosso. Troppo lontani dalla porta per parlare di chiara occasione da gol. A giustificare l’espulsione dovrebbe esserci l’intervento violento, ma Tomovic si sbraccia in corsa per prendere posizione, non c’è volontarietà. Così fischiò Tagliavento. Stadio livido, In tribuna d’onore scoppia l’inferno. Volano monete, sassi. Galliani nell’occhio del ciclone. Il sindaco Renzi accorre protettivo più che con Bersani. Le parti si scambiano accuse di responsabilità. I bambini presenti osservano sbalorditi. Non c’è nulla da imparare.
Nella ripresa si ferma Jo-Jo. Montella accentra Roncaglia e inserisce Romulo in fascia per coprire le spalle a Cuadrado, sollecitato da lanci lunghi, spinti dal vento, e più libero di attaccare. E’ la mossa chiave. La Fiorentina va avanti così, a testa bassa, anche dopo il raddoppio di Flamini, assistito da Montolivo: secondo sfregio dell’ex coccolato putto di casa (17′). Una squadra matura, qui, sul 2-0, fa sparire la palla o la porta lontana da Abbiati correndo con le gambe giovani del Faraone o del Balo. Invece un Milan indolente concede alla Fiorentina il 58,8% di possesso e le permette di costruirsi due rigori in 7 minuti. Ljajic e Pizarro fanno 2-2. (…)