Author Topic: Viola Club Gorizia  (Read 919 times)

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Viola Club Gorizia
« on: 01/13/13, 02:04 »
La Fiorentina incontra il Viola Club Gorizia ed il Viola Club Sacile

A Udine, presso la sede del ritiro, i gigliati hanno incontrato in serata i rappresentanti del Viola Club Gorizia e del Viola Club Sacile.

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Re: Viola Club Gorizia
« Reply #1 on: 04/19/16, 16:11 »
Viola Club Gorizia a VN: “Io Alessandro un leccavalle tutta la vita”

Alessandro Goretti, quando e come nasce il Viola Club Gorizia a 380 chilometri da Firenze?
“L’ho fondato io nel 1995 con l’attuale presidente Fabio Innocenti. Lui ex arbitro e io giocatore nei dilettanti abbiamo scoperto durante una cena la comune passione viola. Il club ha vari soci in tutto il Friuli, dopo di noi sono nati gli Inviolabili Sacile nella provincia di Pordenone con cui organizziamo a volte dei ritrovi”.
Quanti siete e da chi è composto il Viola Club Gorizia?
“Lo zoccolo duro è composto da una sessantina di persone ma arriviamo in alcuni anni anche a punte più alte, avendo molti soci sparsi per la regione. La nostra sede è una catapecchia rimessa a posto dai nostri soci, chi fa l’idraulico chi l’elettricista. Erano due stanze quasi in stato di abbandono ma adesso abbiamo tv e proiettore tipo cinema. Il mio babbo è toscano. La mia storia di tifoso viola è identica a quella di altri soci. E continuiamo, con i nostri figli e nipoti, a tramandare la stessa passione calcistica. Al nostro viola club, poi, è iscritto anche il sindaco di Gorizia Ettore Romoli”.
Un aneddoto?
“Quando abbiamo fondato il club vennero Antognoni, Cinquini e  la signora Valeria Cecchi Gori di cui conservo un ottimo ricordo. Una curiosità poi è che io sono cresciuto a Borgnano frazione di Cormons da dove partì per l’Argentina il bisnonno di Batistuta, Domingo”.
Quanti sarete domani allo stadio e quante trasferte fate in media a Firenze?
“Anche se la partita è di sera, saremo minimo in quaranta, ci troviamo direttamente davanti allo stadio, per noi è la partita dell’anno come quella con la Juventus. Ogni campionato almeno cinque partite in gruppo veniamo a Firenze a vederle, poi ci sono alcune trasferte ormai classiche per noi come quella di Verona”.
Il ricordo più bello a Udine?
“Un tasto dolente perché sono state spesso botte. Ne ho due però davvero belli. Nell’anno del quasi scudetto ‘81-‘82 con l’invasione dei fiorentini e i gol di Bertoni e Graziani. E quella tripletta di Batistuta con la successiva corsa di Malesani in pantaloncini sotto la curva: l’apoteosi”.
Un pronostico per domani?
“Visto che lo stadio di Udine è nuovo, cambia la cabala e il cuore dice vittoria per noi. A proposito dello stadio questo di Udine è un gioiellino. Quando vengo al Franchi, a volte immagino la gente fiorentina in uno stadio come questo: sarebbe una bolgia. Quando sono in curva a Firenze penso che è bello l’ambiente ma si vede male e così non ti godi davvero la partita. Forse i politici dovrebbero fare qualcosa di più per avere lo stadio. Da lontano è difficile capire le polemiche sui Della Valle”.
Meglio Pozzo o Della Valle?
“Che domanda. A Pozzo tanto di cappello per la gestione. Per loro il calcio è davvero un’azienda avendo tre squadre con cui ci guadagnano. Leggo sui siti fiorentini di leccavalle e checche isteriche. Ecco, io sono un leccavalle tutta la vita. Qualche errore sicuramente lo hanno commesso, ma al di là di quello fatto su Benalouane quale difensore avrebbero dovuto prendere allora al mercato di gennaio? L’unica cosa che posso rimproverare ai Della Valle casomai è che non fanno trasparire la loro passione”.
Che ne pensi di Sousa?
“È un grande allenatore, però è come quello che si mette con una ragazza quando è già fidanzato con un’altra. Con noi è andata così, non vorrei succedesse adesso lo stesso ma a nostro danno”.

Paolo Mugnai
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Re: Viola Club Gorizia
« Reply #2 on: 10/22/16, 20:57 »
Viola Club Gorizia a VN: “Io, Fabio, sto con Sousa”

Domani sono vent’anni. Come festeggerete la ricorrenza, Fabio Innocenti, ex arbitro e calciatore dilettante ma prima di tutto presidente del Viola Club Gorizia?
“Faremo una piccola festicciola per il ventennale. Dopo l’assemblea, un pranzetto nella nostra sede ricavata da uno scantinato tanti anni fa e poi guarderemo la partita col proiettore sul maxi schermo, come ogni domenica quando non siamo allo stadio. Saremo una quindicina ma come soci siamo in media una sessantina”.
Come nasce il Viola Club?
“Nel 1995 i primi incontri con Alessandro Goretti, un altro simpatizzante viola. Ci siamo contati, ritrovati, poi nel ’96 abbiamo concretizzato il tutto con la fondazione ufficiale del Club con atto notarile. È stato bello avere creato un gruppo di persone accomunate dal tifo, si è creata un’amicizia anche al di là del comune tifo viola. Abbiamo conosciuto tanti tifosi in giro per l’Italia e fuori. Come quella volta nel 2001 in Coppa quando trovammo il centro di Innsbruck colorato di viola e tifosi gigliati anche dal Liechtenstein”.
Come si diventa tifosi viola a 380 chilometri di distanza da Firenze?
“Il mio babbo era toscano, di Pistoia che non è un’area molto viola, ma fin da piccolo mi piaceva tifare così. Quando si andava a Firenze si comprava qualche spillina, la bandierina viola, piccole cose, non c’era il giro attuale dei gadget. Pur non andando allo stadio a Firenze, andavo alle amichevoli di precampionato ad agosto con i miei genitori a Massa, Lucca, Viareggio. Una passione nata nell’infanzia ma anche per essere un po’ contro gli amici tutti strisciati. Per non essere allineato”.
Un pronostico per domani?
“Col cuore, non ci sono dubbi. La vedo però difficile, siamo ancora convalescenti, non c’è fluidità, siamo un po’ involuti. Dovremmo essere più rapidi, rischiare l’uno contro uno, la velocità, la profondità. Abbiamo perso la rapidità di giocata”.
Colpa di Sousa?
“Sousa mi piace come persona e allenatore. Lo scorso anno c’erano possesso palla e verticalizzazione, ma adesso andiamo a sprazzi, senza continuità, con troppi black out. Sousa mi sembra preparato sotto l’aspetto tecnico e atletico, ci sono stati pochi infortuni muscolari quindi la preparazione è stata buona. Credo che lui faccia un po’ di tentativi per dare una scossa alla squadra, stia cercando qualche azzardo, ma nel calcio contano i risultati. È girata anche male in alcune partite, come contro il Milan e il Torino e quei due gol balordi a Udine. Credo che faccia anche qualche esperimento ma un allenatore è giusto che provi. Lui mi piace perché è capace di fare passi indietro, basta vedere che adesso Babacar gioca mentre prima no. Io sto con Sousa”.
Com’è la Fiorentina vista da lontano?
“Ogni tanto ho un piccolo rammarico per le eccessive critiche verso la società, per il braccino, il poco amore. Io non condivido le critiche di una certa parte dei tifosi. Ricordo che negli anni settanta ci si salvava a due giornate dalla fine, con tanti abbonati in più. Da quando ci sono i Della Valle, quando giocano contro la Fiorentina gli altri tifosi sono tutti preoccupati, cosa certamente avvenuta qualche volta anche con Cecchi Gori. Comunque, con questa società, questa squadra negli ultimi anni è sempre andata in Coppa”.









Paolo Mugnai
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