Pizarro-Borja valgono Pirlo-Marchisio
La domanda è questa: può un uomo-squadra rimanere tale anche se non c’è la squadra? Visto il primo tempo di Fiorentina-Juve Stabia, vista la formazione di sole riserve e ragazzi messa in campo da Montella e visto David Pizarro in mezzo a quel campo la risposta è sì. I leader, certi leader, restano tali anche se intorno c’è una specie di deserto. Ogni volta che la palla transitava dai piedi Pizarro il grigio della Fiorentina diventava colore e la manovra, pur senza mai raggiungere, e nemmeno sfiorare, i consueti livelli montelliani, prendeva forma, diventava interessante, incisiva e a volte perfino pericolosa. E’ vero che la Fiorentina senza Pizarro ha fatto 7 punti in tre partite (Bologna e Lazio due vittorie in casa, poi Torino pareggio in trasferta), ma è altrettanto vero che la sua presenza completa, arricchendola, l’idea di gioco della squadra.
Gli “alleati” sono arrivati nella ripresa e la Fiorentina è tornata se stessa. Quando Pizarro ha finalmente trovato Borja Valero a fargli da sponda tutto ha riacquistato una logica, un senso. I primi 10′ dello spagnolo, entrato al posto di Llama, sono stati spaventosi per ritmo, intensità e aggressività. In questo campionato Pizarro-Borja è l’unica coppia di centrocampisti centrali che può competere con Pirlo-Marchisio. Solo Ledesma-Hernanes si avvicina. E’ oltre Cambiasso-Gargano, oltre Inler-Behrami, oltre Montolivo-De Jong. Ha la miscela del calcio, la tecnica e la corsa, la visione di gioco e il pressing, il movimento e l’equilibrio, la personalità e il temperamento. Ha soprattutto la responsabilità del gioco di una squadra ed è una responsabilità che i due si dividono in parti uguali. A Pizarro e Borja Valero mancherà Aquilani per una o due partite e questo è un problema vero, perché l’ex Liverpool si era inserito subito sulla stessa linea dei due, completando un centrocampo che riempie gli occhi. Di più: al cileno e allo spagnolo aggiungeva anche un tocco di concretezza che, in una squadra a volte un po’ bellina ma anche, in certi momenti, un po’ tenera, fa sempre molto comodo.
Alberto Polverosi – Corriere dello Sport