Author Topic: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2  (Read 2191 times)

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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #32 on: 11/26/12, 17:41 »
La rivincita di Mounir, un anno dopo

Gli sono bastati due minuti per lasciare il segno. Centoventi secondi per ribadire che lui, Mounir El Hamdaoui, il gol ce l’ha nel sangue. E come a Milano, anche quello di Torino è una rete di grande qualità, da uomo d’area di razza che unisce tecnica e rapidità. Già, la rapidità. E’ proprio quella che mancava all’ex Ajax, alla ricerca della condizione migliore, spesso frenato, come durante la settimana scorsa, da piccoli contrattempi di carattere fisico. Infatti, solo la necessità di recuperare il risultato ha spinto Montella a gettarlo nella mischia, forse un po’ a sorpresa. Una mossa che ha premiato il coraggio del tecnico e ribadito quanto Pradè va ripetendo da un po’ di tempo a questa parte: «Noi gli attaccanti bravi ce l’abbiamo, anche in panchina». Come dargli torto. Ma torniamo all’olandese naturalizzato marocchino.

Il suo limite, secondo i media olandesi e anche qualche addetto ai lavori, sarebbe il carattere. Contenti loro. Qui a Firenze, però, nessuno se n’è accorto. Anzi. Basta guardare come viene sommerso dai compagni dopo ogni rete. Contro il Milan il primo ad abbracciarlo era stato l’egiziano Hegay. Ieri all’Olimpico è stato Cassani. Come dire, il gruppo è unito e rema tutto dalla stessa parte. Aspetto non secondario: proprio l’unità è il segreto che sta alla base di questa Fiorentina che diverte anche se non vince. Merito di giocatori come El Hamdaoui, apprezzato e sostenuto dai tifosi viola che ora aspettano un suo gol anche al ‘Franchi’.
Mounir è entrato in punta di piedi nello spogliatoio della Fiorentina che lui ha fortemente voluto. Tutti sanno che nel gennaio scorso solo un fax (quello della famosa fidejussione chiesta dalla società olandese) mai arrivato ha fermato il suo arrivo a Firenze, slittato poi di qualche mese. Una determinazione formidabile, quella nel volere la Fiorentina, ribadita nel non volersi piegare ai pregiudizi di Franck de Boer, l’allenatore-bandiera dei lancieri che lo aveva messo ai margini, nonostante le valanghe di reti segnate anche con la maglia dell’Az Alkmaar. E la scelta di trasferirsi in Italia si sta rivelando vincente, perchè chi ha il gol nel dna è capace di segnare ovunque.

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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #33 on: 11/26/12, 17:42 »
Toni annuncia: “Mi hanno dimesso”

“Buongiorno ragazzi, mi hanno dimesso stamattina tac negativa tutto a posto! Sono un po’ rinco ma non è una novità ahahaha. Mi hanno detto che abbiamo pareggiato!”, con queste parole scritte sulla sua pagina Facebook Luca Toni ha voluto rassicurare i tifosi sulle suo condizioni fisiche, dopo che ieri pomeriggio era stato costretto a lasciare il campo nel finale del primo tempo a seguito di uno scontro aereo col difensore del Torino Glik, anch’esso sostituito. Per il centravanti della Fiorentina dunque niente di preoccupante.
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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #34 on: 11/26/12, 18:11 »
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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #35 on: 11/26/12, 18:11 »
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« Reply #36 on: 11/26/12, 18:12 »
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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #37 on: 11/26/12, 18:22 »
La forza di un gruppo che continua a crescere

È andata. E tutto sommato è un buon punto. Per tanti motivi. Perché comunque sia sposta ancora più avanti la classifica. Essere secondi, anche solo per poche ore, è una bella sensazione. Anche se sappiamo bene che è ancora presto per fare bilanci. Però teniamoci almeno il piacere di sognare, e questo secondo posto è una bella botta d’orgoglio. Almeno fin che dura. Ma dentro quel punticino c’è soprattutto la forza di un gruppo che non molla mai. Le grandi squadre sono così, possono anche perdere ma non si arrendono. Mai. Forse la Fiorentina non è ancora una grande squadra, ma sta lavorando per diventarlo, e questo è un passaggio fondamentale. Crederci sempre. Lottare. Provarci. Giocare senza fare troppi calcoli, inseguendo il risultato anche a costo di regalare spazio ai tuoi avversari. La Fiorentina ha rischiato, ha preso due gol, però ha reagito. Ha tenuto duro, non ha mai perso la testa, non si è confusa le idee. Il suo è un calcio logico, razionale, in perenne equilibrio sulle idee tattiche del suo allenatore. Chiunque vada in campo. Contro il Torino mancavano Pizarro e Jovetic, poi si sono aggiunti Aquilani e Toni, ma la Fiorentina è rimasta se stessa.

C’è anche la serenità di Montella dentro il pareggio di ieri. Il tecnico non solo ha dato un gioco alla sua squadra, ma le ha trasmesso anche la sua tranquillità. Non è poco, perché anche nei momenti più difficili la Fiorentina non perde mai la dimensione delle cose da fare. E c’è anche il senso del gruppo in questi novanta minuti che si sono rovesciati due volte. Solo se hai uno spogliatoio unito ti puoi permettere di perdere quattro giocatori in una partita e mandare in campo due ragazzini, prima di tirare fuori El Hamdaoui. O di insistere con Savic e tenere fuori Tomovic. Oppure di scommettere su Mati Fernandez invece di fare altre scelte. Qui tutti sono funzionali al progetto. E nessuno protesta. Mica facile mettere insieme un gruppo così. Infine c’è anche un po’ di orgoglio nel pareggio di Torino. Quello di una squadra che non lo dice però allo scudetto ci pensa. Che ha voglia di tornare in Europa. Che sente di avere tra le mani un campionato meno complicato del previsto. L’obiettivo adesso è la Champions, ma se le cose girano bene ci si può spingere anche più in là. Dunque la Fiorentina convince anche quando sbatte contro un pareggio poco eccitante. Anche se brucia in un colpo solo molti dei suoi giocatori migliori. È un altro passo avanti fondamentale. Bisogna essere pragmatici per diventare vincenti. E a volte anche una partita così può segnare una svolta. Perché se cadi due volte e due volte ti rialzi, se soffri e lotti, e quando tutto sembra perduto, rimetti le cose a posto e poi provi anche a vincere, allora vuol dire che sei pronto per inseguire il tuo sogno di grandezza. Con convinzione, qualche certezza, e la forza di un gruppo che non molla mai.

Giuseppe Calabrese – La Repubblica
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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #38 on: 11/26/12, 18:24 »
Una Fiorentina da prendere sul serio

Stavolta il bicchiere è sicuramente mezzo pieno. La Fiorentina allunga la sua striscia positiva nonostante l’assenza di Jo-Jo, la squalifica di Pizarro, gli infortuni in corso d’opera di Aquilani e Toni e un Torino che a pochi minuti dalla fine della partita era in vantaggio. Montella porta a casa un punto d’oro che permette alla squadra viola di salire, almeno per una notte, al 2° posto in classifica. Un risultato inimmaginabile pensando a cosa era 5 mesi fa il pianeta-Fiorentina. Più o meno un foglio bianco. Diciotto giocatori dopo (oltre a un allenatore nuovo) la creatura della famiglia Della Valle è la vera sorpresa del campionato.

Dove può arrivare? Diciamoci la verità, prima della vittoria contro il Milan a San Siro, nessuno l’aveva presa sul serio. Ma ora chi vuole conquistare il titolo farà bene a non perderla di vista per almeno tre buoni motivi: 1) non è una squadra di ragazzini che hanno trovato il momento magico ma un gruppo di giocatori nel pieno della maturità con l’esperienza giusta (pensate a Borja Valero, Toni e Pizarro) per non perdere la testa neppure davanti al sogno-scudetto; 2) gioca il calcio più spettacolare del campionato, non è legata mani e piedi al rendimento dei suoi gioielli (senza Jo-Jo ha fatto 7 punti nelle ultime tre partite) e ha la freschezza di un talento come Cuadrado che continua a crescere di gara in gara; 3) ha alle spalle una proprietà importante e una città che, dopo essersi divisa tra guelfi e ghibellini ha ritrovato un pensiero comune.

 Ci potrebbero essere altri buoni motivi per segnalare a Juve, Inter e Napoli «l’allarme viola». Andrea Della Valle ha messo a disposizione dei suoi uomini mercato 10 milioni per regalare a Montella un grande bomber nel mercato di gennaio (l’obiettivo è Osvaldo) e quando il sindaco Renzi avrà concluso la sua battaglia all’interno del PD decollerà il progetto del nuovo stadio. Ci vorranno almeno due anni per assistere alla prima partita nel nuovo impianto ma questo progetto darà ulteriore entusiasmo (e prospettive economiche) al progetto complessivo. Restando agganciati al presente c’è un calendario che sembra un invito a sognare. Prima della boa di metà campionato la squadra di Montella affronterà in casa Samp, Siena e Pescara e in trasferta la Roma di Zeman e il Palermo. Con il ritorno in pista del vero Jo-Jo ci sono le premesse per arricchire in maniera importante la classifica aumentando l’autostima di un gruppo che, come ha dimostrato ieri contro il Torino, non ci sta proprio a perdere. A proposito: mentre Juve, Inter e Napoli combatteranno in Europa, la Fiorentina potrà preparare con calma ogni gara di campionato. Capito perché è bene prendere sul serio Jo-Jo e compagni?

Luca Calamai – La Gazzetta dello Sport
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Re: TORINO FC - ACF FIORENTINA 2:2
« Reply #39 on: 11/26/12, 18:26 »
FOCUS: Mati da 10 solo come posizione

Senza Jovetic Montella prova la carta a sorpresa in attacco, piazzando vicino a Toni Mati Fernandez, che proprio negli ultimi 25 metri dovrebbe essere abituato a giocare. L’esperimento, intrigante sulla carta, però non funziona. Il cileno nei 37 minuti giocati da numero 10 non incanta, e le giocate  vere si contano sulle dita di una mano. Il numero di palloni toccati non è neanche pessimo, ma l’ex Sporting non prova mai il colpo che fa la differenza, limitandosi ad un cross dalla destra e ad un uno-due volante sbagliato con Cuadrado. Per il resto solo giocate semplici ad allargare il gioco.

Il dato che salta all’occhio è l’1 nella casella dei tocchi di palla in area, Mati infatti gioca lontano dalla porta, si allarga, e lascia gli spazi all’inserimento di Aquilani, più pericoloso del cileno prima di essere costretto a lasciare il campo. Non è infatti un caso che quando il numero 14 arretra a mezz’ala destra è lui ad inserirsi e trovare il tiro negli ultimi 16 metri, come avviene dopo appena 5 minuti dal cambio di ruolo. Ciò non toglie che la gara di Mati sia insufficiente, il fantasista soprattutto nel ruolo di trequartista è impalpabile. L’intesa con Toni non solo è da affinare, ma per ora sembra quasi inesistente, come dimostrano gli zero passaggi del sudamericano verso l’attaccante emiliano. Un peccato che un talento così esplosivo non trovi la posizione in campo.

I dati fanno riferimento solo ai 37 minuti giocati da trequartista
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