Nazione: Fiorentina confusionaria, punto d’oro
Con le ossa rotte e la lingua fuori, ma la Fiorentina resta in piedi anche dopo la battaglia contro il Torino. Perchè non si può certo parlare di una semplice partita, quando combatti dal primo minuto all’ultimo con un rovesciamento dietro l’altro, di fronte e di umore, con il risultato che cambia quattro volte, con due assenze importanti come quella di Jovetic e soprattutto di Pizarro più altri due infortuni che ti piombano addosso come macigni: Aquilani e Toni.
(…) Certo, alla luce degli infortuni diventa tutto relativo perché anche Montella aveva i suoi piani e non sembrava male l’idea di partire con un attaccante in meno (Ljajic) e un centrocampista in più (Mati Fernandez). Conoscendo il feroce tatticismo del Toro, l’obiettivo era quello di puntare più che mai sul possesso palla con la certezza che prima o poi qualcuno un gol lo avrebbe segnato, invece uscito Aquilani è tornato in campo Ljajic, al posto di Toni è entrato Seferovic e Mati è retrocesso sulla linea mediana riportando la squadra ai vecchi equilibri.
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Sì, perché se il pareggio vale oro per la determinazione e l’orgoglio con cui la Fiorentina lo ha inseguito, ben diverso è stato l’atteggiamento dei viola in apertura. Da tempo non si vedeva una squadra così morbida e arrendevole, che ha lasciato libero di segnare proprio l’uomo che avrebbe dovuto temere di più, l’ex Cerci che grazie a Cuadrado e Pasqual è arrivato dritto davanti a Viviano e l’ha infilato usando anche la cortesia di un’esultanza composta. Errore clamoroso anche sul raddoppio di Birsa, ma in una fase così infuocata della partita ci può stare di concedere qualcosa. Diverso è l’approccio, dove di solito la Fiorentina o morde subito l’avversario o lo stordisce impossessandosi del pallone. Ieri non le è riuscita nessuna delle due cose, segno che Toni non era l’unico in stato confusionale. Ma per fortuna è finita bene lo stesso.
Laura Alari – La Nazione