Repubblica: Il sogno più grande, è tutto vero
Piedi per terra, mica facile. Soprattutto quando hai una squadra che gioca un calcio belle ed efficace, quando riesci a fare quattro gol all’Atalanta, quando raggiungi il terzo posto, e per qualche minuto sei stato pure secondo. E quando la Juve ha solo cinque punti di più. Piedi per terra dicono quelli della Fiorentina, da Della Valle a Montella, passando per Pradè. Ma la gente sogna. E in fondo è pure giusto così. Il calcio mica sempre è razionalità, il calcio è emozione e una Fiorentina così emozionante erano anni che non si vedeva. Quindi dopo aver sparato nell’Europa League e poi inseguito la Champions, ora l’obiettivo è lassù. Il più alto di tutti. Lo scudetto. «Mi viene da ridere» ha detto Montella in settimana, ed è giusto che lui la pensi così. Fa un mestiere difficile e deve essere bravo a gestire l’entusiasmo. Ma fuori dallo spogliatoio tutto è lecito, anche l’euforia di questa città che non ha più aggettivi per descrivere la sua squadra.
Contro l’Atalanta Montella ha conquistato la quinta vittoria consecutiva. Prima di lui c’erano riusciti soltanto Chiappella e Prandelli. Un piccolo record che dà la misura di questa squadra, che nella partita più difficile, contro l’Atalanta rivelazione del campionato, ha dato un’altra prova di forza. Ancora senza Jovetic, come a Milano. Quattro gol e una prestazione senza sbavature, eccetto quei sette-otto minuti in cui l’Atalanta ha preso un po’ di coraggio. Ma poi c’è stata solo la Fiorentina, una squadra in cui tutti sanno fare gol. Ieri la doppietta di Aquilani. Il talento che mancava. Due gol e un assist, per Luca Toni. Quattro gol per lui fino a questo momento. Sembra rinato. E intorno a lui tutto funziona a meraviglia. La squadra gioca a memoria. Ritmo, corsa, pressing, coraggio. Che bella questa Fiorentina che nasce dai piedi di Pizarro, giocatore stratosferico, che si regge sulla forza di Roncaglia o Savic, che sa sfruttare i gol di Gonzalo (siamo già a tre) e la qualità del suo centrocampo, che sfrutta le qualità di Toni, che spezza l’entusiasmo dell’Atalanta con una partita senza incertezze. E raggiunge il Napoli al terzo posto. Oggi sarebbe in Champions, un traguardo inimmaginabile in estate. Invece è tutto vero.
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Giuseppe Calabrese – La Repubblica