La Nazione: Champions, arriviamo…
Tre gol alla Scala del calcio, il Milan umiliato e deriso anche dai suoi tifosi, il popolo viola che canta a squarciagola il suo canto gonfio di orgoglio, una mano sul cuore, l’altra che si asciuga gli occhi: e non è pioggia, sono lacrime di emozione. Signore e signori, ecco a voi la nuova fidanzata d’Italia. Una sirena dalle forme sinuose, che incanta al primo sguardo e dopo averti ammaliato si trasforma all’improvviso in vampiro, ti morde sul collo, ti succhia fino all’ultima goccia di sangue.
Si chiama Fiorentina, era arrivata sul palcoscenico del campionato in punta di piedi e un poco alla volta si è conquistata prima il rispetto, poi il timore reverenziale di tutti. E da un po’ di tempo a questa parte è diventata anche cinica, quel tanto che basta a produrre effetti devastanti: ogni volta che qualcuno prova ad avvicinarla, o peggio ancora a sfidarla, ci resta stecchito. L’ultimo a cadere nella sua trappola mortale è stato il Milan di Allegri. (…) Primo tempo senza storia, salvo due conclusioni più che altro di alleggerimento, il Milan ha subìto una squadra tatticamente perfetta, scesa in campo con un furore agonistico da togliere il fiato ma attenta a non lasciarsi mai andare, e che ha sfruttato al meglio il notevole potenziale tecnico a disposizione. Bravissima a non lasciarsi travolgere dall’entusiasmo, proprio come voleva Montella, e ancora più brava a travolgere gli altri. Gli aspiranti allo scudetto sono avvertiti.