Author Topic: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3  (Read 2975 times)

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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #56 on: 11/12/12, 22:00 »
Repubblica: La Fiorentina dà una lezione al Milan

In Champions per un’ora, poi il gol di Hamsik a Genova ha trasformato la classifica. Peccato perché la squadra di Montella quel terzo posto se l’era meritato. Non era una partita facile, ma la Fiorentina l’ha giocata con la testa e con la consapevolezza che questi novanta minuti erano un altro piccolo muro da abbattere nel processo di crescita della squadra. Bella la Fiorentina. Esaltante. Con quel suo modo così naturale di giocare a calcio. Con quella semplicità di movimenti. E con una qualitá che fa la differenza. Soprattutto in mezzo al campo, dove a Pizarro e Borja Valero, straripanti come sempre, si é aggiunto anche Aquilani. Un gol, il primo, e tanto altro. Ma questa é stata soprattutto la vittoria della squadra senza Jovetic. Il montenegrino era in tribuna per seguire la partita, in campo c’erano Ljajic e Toni. Ma c’era soprattutto la Fiorentina. Montella ha vinto la sua sfida soprattutto a centrocampo. É lí che la Fiorentina ha fatto la differenza. Troppo molli i muscoli del Milan. E poi Montolivo e Ambrosini ci hanno capito poco. Tanto pressing e idee chiare, ecco la rivoluzione Fiorentina. É stata la squadra viola a fare gioco. Ovunque. Sempre. Passando dall’inizio alla fine senza permettere ai centrocampisti del Milan di ragionare. (…)

La Repubblica
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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #57 on: 11/12/12, 22:01 »
Corriere Fiorentino: ora l’Europa è il minimo

Gli ultimi dubbi, che fossero dettati dallo scetticismo o dalla prudenza, la Fiorentina di Vincenzo Montella li ha spazzati via a San Siro. Con una vittoria bellissima per come è arrivata e per i tanti numeri positivi che porta con sé. Il primo è quello della classifica dove la Fiorentina tiene il passo delle prime tre, resta agganciata al terzo posto (due soli punti dal Napoli) e apre una voragine sulla sesta in classifica, la Roma, distante ora sette punti.
Il primo obiettivo, quello di tornare in Europa, dopo sole 12 giornate sembra già diventato il minimo per questa stagione. Ma è questa la forza dei viola, quella di far apparire semplici le cose più difficili. Come la gara di ieri contro il Milan, annichilito nel primo tempo e rinato per pochi minuti — ma grazie ad alcuni episodi favorevoli — nella ripresa. Tutto un altro mondo rispetto alla Fiorentina che ha costruito una vittoria senza appello, dopo aver perfino subito un calcio di rigore dubbio, spedito poi alle stelle da un evanescente Pato. E pensare che a Montella mancava pure Jovetic, l’uomo in più di una squadra che però si affida al gioco invece che ai singoli. E così a portare in alto la Fiorentina ci hanno pensato Aquilani, Borja Valero e El Hamdaoui. Tre prime volte diverse: c’è la conferma, quella di Alberto, di un giocatore che Montella ha atteso e lanciato nel momento giusto, c’è il premio per chi come lo spagnolo sta mostrando al calcio italiano il perché del dominio iberico nell’ultimo decennio, e c’è la sorpresa per chi come Mounir fino a quel momento aveva fatto rimpiangere l’uscita di Ljajic, salvo poi tirare fuori dal cilindro (lo chiamano il Mago non a caso) un colpo da fuoriclasse. La somma di tutto questo è la Fiorentina. Una squadra capace di scendere in campo a Milano con l’aggressività e la convinzione di chi non si accontenta mai, di chi non guarda la classifica e gioca partita per partita. E quella contro i rossoneri era tutt’altro che semplice.

(…)

Corriere Fiorentino
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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #58 on: 11/12/12, 22:02 »
Alberto, principino di San Siro. E Riccardo…

Alla vigilia aveva detto, da buon ex, che non avrebbe esultato se fosse riuscito a superare Viviano. Invece il compito di celebrare la rete in maniera composta è toccato ad Alberto Aquilani. Con buona pace di Riccardo Montolivo che avrebbe dato chissà cosa per mettere al tappeto la Fiorentina, preferibilmente con un suo gol. Non lo dirà mai, come del resto hanno confermato i suoi procuratori, ma il ragazzo di Caravaggio forse un po’ di invidia per questa Fiorentina l’avrà provata uscendo ieri dal campo, guardando di nascosto il tabellone dello stadio. In fondo è anche umano, al di là delle dichiarazioni di forma e ai progetti futuri (vorrebbe vivere a Firenze dopo aver chiuso la sua carriera). Questo il futuro. Il passato dice che Montolivo e Aquilani in estate si sono scambiati le chiavi delle rispettive cabine di regia e il presente racconta che il film di San Siro è riuscito certamente meglio all’attuale numero 10 viola. Il Principino ha dettato il ritmo e le regole del gioco assecondato al meglio da Pizzaro e Borja Valero. Mica due qualsiasi. Profondità e gioco corto per nascondere la palla agli avversari e lanciare in profondità palloni invitandi. Senza Jovetic bisognava inventare goleador alternativi e Aquilani — come del resto Borja Valero — hanno risposto da campioni alle sollecitazioni.

Il 18 rossonero, che ha da sempre diviso la piazza di Firenze lasciando tanti rimpianti quanti sospiri di sollievo, ha provato a essere il leader di un Milan alla ricerca di un disperato nostromo che possa far uscire la barca di capitan Allegri dai mari della contestazione e del non gioco. Deve essere interpretata così la carezza affettuosa rifilata a Pato subito dopo il rigore fallito dal Papero, mentre Viviano esultava sotto il suo naso come se avesse segnato il più spettacolare dei gol. Aquilani ha continuato a imperversare, dando l’impressione di giocare sotto ritmo. Appunto, l’impressione, mentre il suo avversario ha cercato di tirare le fila di un Milan — questa è una certezza — messo in imbarazzo dal palleggio viola. Per Pazzini, invece, si è trattata della solita partita da ex, considerato che ha lasciato il quinto segno nella porta da quando non indossa più la casacca viola. Il Pazzo non si è lasciato pregare per segnare il più classico dei gol alla Pippo Inzaghi. Anche lui poche celebrazioni, anche perchè ieri c’era ben poco da esultare. Almeno per il Milan.

La Nazione
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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #59 on: 11/12/12, 22:03 »
Ambizione senza presunzione: la squadra come Montella

Quando era alla Roma Vincenzino ci scherzava su. «Magari rimango e faccio il vice di Guardiola» disse nei giorni in cui il nome di Pep aleggiava sul futuro giallorosso. Poi ha preso altre strade. Prima Catania. Ora Firenze. E curiosamente nei giorni scorsi il suo nome ha incrociato di nuovo quello di Guardiola. Ma stavolta in ballo ci sarebbe la panchina del Milan. Da queste parti sono sicuri, se salta l’accordo con l’ex tecnico del Barcellona, Berlusconi punterebbe su Montella. Un interesse confermato dalle parole di Galliani. «Montella é un tecnico che mi piace molto, fa giocare bene le sue squadre come piace al presidente». Peccato (per il Milan) che Montella abbia un altro anno di contratto con la Fiorentina, piú un possibile allungamento fino al 2015. «Montella é blindatissimo», ha detto Adv alla vigilia della partita con il Milan. Un’altra entrata decisa del presidente. (…)

La Fiorentina gli assomiglia. Senza presunzione, come lui. Ambiziosa, come lui. Decisa e concreta, come il suo calcio. Montella sorride se gli fanno un complimento. Il suo amico Stramaccioni ha detto: «Se la Fiorentina batte il Milan puó lottare per lo scudetto». Montella non casca nel tranello, e ribatte: «Se l’inter batte l’Atalanta vince lo scudetto». Botta e risposta, ma il suo calcio é un’altra cosa. É pressing alto, é logica, é un gioco da imporre sempre e comunque, é studio dell’avversario. Montella e Firenze, un legame forte. Il tecnico, come tutti i giocatori, ha un impegno morale con Pradé e con la societá. Per due anni dalla Fiorentina non si muove nessuno. Il progetto ha bisogno di basi solide. Senza considerare che a Firenze Vincenzo si trova benissimo. Questa Fiorentina l’ha costruita lui e ci sono tutte le condizioni per fare bene. Come ha fatto vedere a Milano. Sotto gli occhi di Galliani la sua Fiorentina ha dato un’altra lezione di calcio al campionato di serie A. Un primo tempo spettacolare, poi mezz’ora di sofferenza e la reazione della grande squadra. Una vittoria che rilancia le ambizioni della Fiorentina. Tre punti che spingono lontano l’orgoglio di una cittá che da due anni viveva ai margini del calcio. Depressa. Triste. Delusa. E dietro a questa vittoria c’é sempre lui, Montella. Il tecnico che mezza serie A invidia alla Fiorentina. E la sua Fiorentina piace. (…)

Giuseppe Calabrese – La Repubblica
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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #60 on: 11/12/12, 22:21 »
Toni e Viviano in coro: “Che grande Fiorentina”

Emiliano Viviano e Luca Toni esprimono la loro soddisfazione attraverso il web nel dayafter di Milan-Fiorentina 1-3. Così il portierone viola sul proprio sito ufficiale (emilianoviviano.com): “Una grandissima Fiorentina che è andata a vincere a San Siro in casa del Milan…che bello! Stiamo giocando alla grande e le 4 vittorie di fila, 2 lontane dal Franchi, non sono un caso. Ora vado a riabbracciare tutti gli amici in Nazionale…ci vediamo a Parma mercoledì sera!”.

Questo il messaggio di Toni attraverso twitter: “Grande vittoria ieri… Grande #Fiorentina!!! E ora a #Modena a festeggiare…grazie a tutti per i messaggi!!! Un bacioneee”.
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Re: AC MILAN - ACF FIORENTINA 1:3
« Reply #61 on: 11/13/12, 00:01 »
Il ritorno della nove e della dieci

Il numero nove è quello che fa gol. Osservazione scontata? Non per la Fiorentina, visto che prima che segnasse El Hamdaoui era da quasi tre anni che un giocatore con il numero 9 sulle spalle non andava a rete per i viola in campionato. L’ultimo ad essere riuscito in tale impresa prima del marocchino fu “Nacho” Castillo, il 10 Gennaio 2010, in un Fiorentina-Bari finito 2-1 proprio grazie alla rete dell’argentino. Da lì il niente, o quasi, visto che comunque Babacar ha segnato due reti in Coppa Italia. Volendo andare ancora più indietro, prima di Castillo l’ultimo 9 in rete in Serie A con la maglia viola era stato Osvaldo, il 18 Maggio 2008. L’occasione? La rovesciata di Torino-Fiorentina 0-1.

Numeri che dimostrano la scarsa confidenza (negli ultimi anni) dei viola con una maglia storica che tante gioie ha regalato ai tifosi, ma che ha avuto anche molto destinatari discutibili. Non che a Firenze siano mancati i bomber, ma, da Toni a Pazzini, da Vieri a Gilardino, tutti hanno scelto altri numeri. Finalmente però la casacca alla quale la numerazione storica aveva affidato l’onere e l’onore di segnare più di tutte le altre è tornata ad esultare, nello stesso giorno in cui anche Aquilani è tornato a far gioie un numero tanto bistrattato nell’ultima stagione e tanto sacro a Firenze. Il 10. E se si hanno un buon 9 e un buon 10, la storia insegna, si può davvero andare lontani.

FRANCESCO CIANFANELLI
twitter @FCianfanelli
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