Corriere Fiorentino: ora l’Europa è il minimo
Gli ultimi dubbi, che fossero dettati dallo scetticismo o dalla prudenza, la Fiorentina di Vincenzo Montella li ha spazzati via a San Siro. Con una vittoria bellissima per come è arrivata e per i tanti numeri positivi che porta con sé. Il primo è quello della classifica dove la Fiorentina tiene il passo delle prime tre, resta agganciata al terzo posto (due soli punti dal Napoli) e apre una voragine sulla sesta in classifica, la Roma, distante ora sette punti.
Il primo obiettivo, quello di tornare in Europa, dopo sole 12 giornate sembra già diventato il minimo per questa stagione. Ma è questa la forza dei viola, quella di far apparire semplici le cose più difficili. Come la gara di ieri contro il Milan, annichilito nel primo tempo e rinato per pochi minuti — ma grazie ad alcuni episodi favorevoli — nella ripresa. Tutto un altro mondo rispetto alla Fiorentina che ha costruito una vittoria senza appello, dopo aver perfino subito un calcio di rigore dubbio, spedito poi alle stelle da un evanescente Pato. E pensare che a Montella mancava pure Jovetic, l’uomo in più di una squadra che però si affida al gioco invece che ai singoli. E così a portare in alto la Fiorentina ci hanno pensato Aquilani, Borja Valero e El Hamdaoui. Tre prime volte diverse: c’è la conferma, quella di Alberto, di un giocatore che Montella ha atteso e lanciato nel momento giusto, c’è il premio per chi come lo spagnolo sta mostrando al calcio italiano il perché del dominio iberico nell’ultimo decennio, e c’è la sorpresa per chi come Mounir fino a quel momento aveva fatto rimpiangere l’uscita di Ljajic, salvo poi tirare fuori dal cilindro (lo chiamano il Mago non a caso) un colpo da fuoriclasse. La somma di tutto questo è la Fiorentina. Una squadra capace di scendere in campo a Milano con l’aggressività e la convinzione di chi non si accontenta mai, di chi non guarda la classifica e gioca partita per partita. E quella contro i rossoneri era tutt’altro che semplice.
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Corriere Fiorentino