Eleganza e passionalità, proprio come nel tango. Gli argentini che hanno fatto la storia della Fiorentina hanno regalato emozioni, mai uguali, ma comunque vere. Ci sono stati gli imperatori, da Miguel Montuori a Gabriel Omar Batistuta. Non sono mancati gli estrosi, così come hanno fatto la storia pure le meteore. Con un tecnico argentino, Bruno Pesaola, i viola hanno poi vinto il secondo scudetto.
Gli imperatori - Per la città, Miguel Montuori, dopo aver vinto scudetto (’ 55/’ 56), Coppa Italia (’60/’61), e Coppa delle Coppe (’61), più che un imperatore è stato un vero e proprio re. Un amore reciproco, che è durato fino alla fine. Senza tradimenti. Un po’ come accaduto con Daniel Passarella, il difensore che dopo aver firmato con l’Inter regalò ai viola il sogno qualificazione in Uefa con una doppietta al Pisa. E’ stato argentino anche il primo straniero acquistato dai viola dopo la riapertura delle frontiere, nel 1980. Fu Daniel Bertoni, ala dal buon dribbling che, il 16 maggio del 1982, dopo aver contribuito con Graziani al gol dell’1-0 a Cagliari, pianse nello spogliatoio, per uno scudetto sfumato in extremis. Il meno amato, è stato senza dubbio Ramon Diaz, el puntero triste. Nell'anno del suo debutto in viola, segnò 10 gol, ma non entrò nel cuore dei fiorentini, impazziti, qualche tempo dopo per Gabriel Omar Batistuta. Lo chiamarono Re Leone, per via della folta capigliatura e dello straordinario vizio del gol (151 in A).
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