Il calciomercato è strano. Ci sono trattative che si concludono in tempi brevi (vedi D'Agostino) e ce ne sono altre che si protraggono quasi all'infinito per poi concludersi, spesso e volentieri, con un nulla di fatto. Tu chiamali se vuoi... tormentoni! Emiliano Insua è entrato di diritto in questa categoria che nella recente storia della Fiorentina ha visto tanti altri casi analoghi. Soprattutto sotto la gestione Corvino, uno avvezzo ai 'braccio di ferro' e poco incline ai compromessi.
Qualche nome? Il primo che viene in mente è Ezequiel Munoz, difensore argentino classe '90 appena approdato al Palermo. Per oltre un anno si è parlato di lui in chiave Fiorentina, ma non erano le solite "voci" di mercato: l'affare sembrava già fatto, anche perchè Corvino lo stava davvero portando a Firenze prima che si infortunasse gravemente. Alla fine, tra richieste troppo alte da parte del Boca e qualche dubbio dal fronte gigliato, è saltato tutto.
Più simile al caso Insua fu quello di Andrea Barzagli: l'accordo tra i club c'era ma non arrivò quello sull'ingaggio, col difensore (fiorentino) che preferì accettare la maxiofferta del Wolfsburg. Un po' quello che accadde con Nemanja Vidic, ma in quel caso fu un top club (il Manchester United) a beffare Corvino, che aveva già in mano un precontratto col difensore serbo.
Rimpianti ma anche cambi di strategia, così si spiegano alcune operazioni portate avanti a lungo dalla Fiorentina e poi non concretizzate. Pensiamo a Ranocchia e Guberti, cercati con insistenza quando erano giovani emergenti rispettivamente nell'Arezzo e nell'Ascoli, per i quali il club viola ha deciso di frenare quando ormai sembrava tutto fatto. Problemi per l'ingaggio - ma anche qui pure dubbi di natura tecnica-comportamentale - hanno fatto saltare trattative per Reveillere, Eboué o Dembelè.
Dobbiamo quindi rassegnarci a non vedere Insua in maglia viola? Non è detto. Ci sono anche casi, infatti, in cui è stato Corvino ad avere la meglio. Due su tutti: quello di Luca Toni e di Franco Semioli. In ballo qui c'era l'accordo con i club. Ebbene, il Palermo, dopo qualche settimana, abbassò le sue pretese accettando l'offerta - irremovibile - del diesse gigliato. Col Chievo fu tormentone vero e proprio, visto che Semioli era seguito da oltre un anno: in quel caso l'accordo fu trovato a metà strada, con Corvino che accettò, per una volta, di fare un piccolo passo ulteriore rispetto alla proposta iniziale. E stavolta, come finirà? Mettetevi comodi...
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