Author Topic: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1  (Read 2727 times)

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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #32 on: 10/01/12, 18:51 »
Inter-Fiorentina 2-1. I numeri della partita.
 
Elaborazione dati di ROBERTO VINCIGUERRA
                    
INTER         FIORENTINA
                    
14 (5+9)    TIRI TENTATI (fuori area + area) 11 (7+4)
2 (0+2)    GOL  (fuori area + area)    1 (0+1)
1 (0+1)    PALI / TRAVERSE (fuori area + area) 0
3 (2+1)    TIRI “RIMPALLATI” (fuori area + area) 1 (1+0)
5 (1+4)    TIRI PARATI (fuori area + area)    4 (3+1)
3 (2+1)    TIRI FUORI (fuori area + area)    5 (3+2)
1    RIGORI REALIZZATI    0
0    RIGORI SBAGLIATI    0
0    AUTOGOL A FAVORE 0
4    AMMONIZIONI    5
0    ESPULSIONI    1
7    CALCI D’ANGOLO 1
2    FUORIGIOCO    0
20    FALLI COMMESSI    14
48% POSSESSO PALLA    52%
18    RIMESSE LATERALI    28
12 (6) CROSS TENTATI (su azione)    23 (15)
38% TERRITORIALITA’    62%
6    RETROPASS. PORTIERE    5
          
TENTATIVI A RETE DEI GIOCATORI DELLA FIORENTINA:
Ljajic    3              
Jovetic    2              
Romulo    2              
Pasqual    2              
Cuadrado 1              
Roncaglia 1          
« Last Edit: 10/01/12, 19:13 by Chiesa »
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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #33 on: 10/01/12, 19:13 »
VIDEO VN: l’ingresso in campo di Inter e Fiorentina

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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #34 on: 10/01/12, 19:28 »
Questa trattenuta non è da (secondo) giallo? FOTO

L’arbitraggio di Giannoccaro ieri sera in Inter-Fiorentina ha ricevuto molte critiche. In particolare c’è chi contesta la gestione dei cartellini che se nei confronti dei viola era sempre fiscale, verso Samuel, Gargano & compagni c’era un ampio permessivismo. Soprattutto il difensore argentino è stato ‘graziato’ in almeno un paio di interventi su Jovetic, non sanzionati col giallo come invece sarebbe stato giusto. Qui sotto vi proponiamo un esempio, con una evidentissima trattenuta – da ammonizione, per regolamento:

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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #35 on: 10/01/12, 19:36 »
Romulo, la riscossa del brasiliano educato

Note liete in una notte amarognola? Una è la grinta della squadra. Non ha mollato la Fiorentina. Nemmeno quando è rimasta in dieci.
E questa è tanta roba: basta pensare alla squadra mollacciona della scorsa stagione per capire l’importanza di un piglio orgoglioso quando si è sotto di due reti a Milano contro l’Inter.
L’altra è la crescita (esponenziale) di Viviano. Il portierino delle Piagge aveva inziato la stagione in sordina, impacciato, quasi stordito dall’emozione di vestire finalmente la maglia del suo cuore. Ora è tornato quello che era: un campione. Ieri sera lo ha dimostrato davanti a un attacco di lusso.
Istinto, sicurezza, reazione. Bravo. Un’altra nota lieta è Pizarro. Non si appanna mai, nonostante l’età. Detta i ritmi e ci crede fino in fondo.
E poi c’è Mati Fernandez, tutto da scoprire. Ancora non ha trovato l’affondo vincente, ma tra martedì e ieri sera ha fatto vedere, potenzialmente, di che pasta è fatto. Di una pasta che può rovesciare le cose in un microsecondo. Mati ha il lampo di genio in canna, il guizzo, la potenza e il lancio. Aspettiamo che diventi decisivo. Ma la vera sorpresa è Romulo. E non tanto per il gol di testa (tra l’altro molto bello) che ha riaperto una partita che dopo il micidiale uno-due dell’Inter sembrava già chiusa, non tanto nemmeno per il carattere che ha mostrato dal primo all’ultimo minuto (che fosse un ragazzo volenteroso nessuno l’aveva mai messo in dubbio). Il progresso vero di Romulo (nella foto a sinistra) è il suo inserimento tattico finalmente efficace. Il talento Romulo ce l’ha, ma il suo bagaglio tecnico da mesi sembrava sempre “sfruttato male”. Discese, veroniche, “giochesse”, ma come si suol dire – parecchio fumo e poco poco arrosto. Ora l’arrosto è arrivato.
Tutto insieme. Dai piedi del brasiliano educato ieri sono partite azioni spigolose e stuzzicanti. Dialoga e cerca i compagni. E i compagni cercano lui. Tutte note positive. A fine partita, davanti ai microfoni, Romulo è apparso sereno e consapevole dei suoi mezzi. Il gol gli ha fatto benissimo. Ha detto quel che pensava ma con pacatezza, senza isterismi. Bravo.
E soprattutto ha detto una cosa giusta: l’espulsione di Gonzalo Rodriguez (nella foto a destra) è sembrata a molti troppo affrettata. Decisamente affrettata. Chissà come sarebbe finita con la Fiorentina in undici fino all’ultimo minuto?
Ormai è andata così, ma tra note positive, una delle quali è la vivacità di Cuadrado, un ballerino delizioso con la palla al piede, e quelle negative (gran mole di gioco e pochissimi tiri in porta, Jovetic decisamente sottotono e Ljajic evanescente) resta la consapevolezza di essersela giocata contro una grande del campionato. Non è successo niente di grave, una sconfitta a Milano rientar perfettamente nella logica delle cose.
Ora però al buon gioco devono fare necessariamente seguito i punti, altrimenti il lavoro (eccellente) di Montella non darà i frutti che merita.
La posizione in classifica è buona, ma non ottima. Di certo con il gioco espresso finora piuttosto bugiarda. Quindi la parola d’ordine è battere il Bologna. Romulo l’ha detto subito e questo è lo spirito giusto.

La Nazione
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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #36 on: 10/01/12, 19:37 »
Entusiasti, organizzati e un po’ folli ma …

D’altra parte questo era quello che volevamo, no? Una squadra entusiasta, organizzatissima, coraggiosa e un po’ folle che vuole giocare a calcio sempre e comunque. Quindi prendiamoci quello che viene e continuiamo guardare con fiducia a ciò che sarà, dopo aver maledetto il cielo ancora una volta e aver fatto i conti con la realtà: di lavoro da fare ce n’è ancora, e parecchio, come è normale che sia. I limiti ci sono. Sono strutturali. E sono resi più visibili da tutta questa massa di gioco che troppo spesso va a sbattere contro quell’assenza di concretezza negli ultimi venti metri che ormai è un marchio di fabbrica di questa Fiorentina a cui manca una prima punta vera.

Ma tutto questo ormai chiaro ed evidente, tanto che Montella ormai chiede alla squadra di attaccare con sempre più uomini, sapendo bene che in casa dell’Inter può non essere cosa saggia. Una scelta che questa volta ha tolto alla Fiorentina quella compattezza che le aveva permesso di annullare la Juventus: i tre centrali difensivi sono stati un po’ abbandonati a se stessi, cosa che non era mai accaduta prima.

È evidente che se salta l’equilibrio e viene fuori anche un po’ di presunzione (Borja Valero ha perso due palloni rischiando in modo davvero ingenuo) diventa tutto più difficile. Ci sta che la prova superba contro la Juve abbia sottratto un po’ (giusto un po’) di umiltà al gruppo. Però, analizzando una sfida piacevole e tatticamente imperfetta (molti spazi per tutti), va subito ricordato che mentre la Fiorentina giocava a pallone l’Inter ha trovato il vantaggio grazie a un rigore (discutibile) che poi le ha permesso di trovare il 2-0 in contropiede mentre i viola cercavano di raddrizzare il tutto.

L’ingenuità di Rodriguez (anche lui in calo rispetto a sabato scorso) ha reso poi la rimonta davvero complicata. E così la Fiorentina torna a casa ancora una volta con tanti complimenti e poco altro. Moratti avrà applaudito la sua Inter ma in cuor suo di sicuro avrà invidiato il gioco e l’allenatore all’ex amico Della Valle. In attesa di gennaio e di una punta che andrà presa a tutti i costi, Montella può solo insistere col suo cubo di Rubik per trovare una soluzione offensiva che gli permetta di trasformare tutto questo gioco in qualcosa di più tangibile. Ljajic vede la porta quasi zero. Neanche Mati Fernandez brilla per concretezza, mentre Toni resterà sempre l’arma dell’ultima mezz’ora. Quindi resta El Hamdaoui l’ultimo appiglio, sperando che prima o poi esca (con Aquilani) dal labirinto dei guai fisici. Il senso per ora è questo: la Fiorentina è bella, tanto bella da mangiarsi le mani.

Benedetto Ferrara – la Repubblica
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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #37 on: 10/01/12, 19:38 »
Uno stop inaspettato

Accompagnata da un insidioso vortice di complimenti dopo la prestazione contro la Juventus, la Fiorentina ha trovato un’ Inter all’italiana che ha giocato all’attesa e in contropiede ed ha così perso la partita e una parte del suo recente credito, pagando la mancanza di un centravanti (Toni fa quel poco che può) e soffrendo la velocità dei contrattacchi nerazzurri. Un rigore forse discutibile ha spianato la strada all’Inter e al suo contropiede, l’espulsione di Gonzalo Rodriguez ha infine compromesso le possibilità di rimonta, ma le occasioni da gol già in parità numerica erano state tutte dell’Inter.
Da San Siro sono arrivati un stop alle ambizioni della Fiorentina e una conferma delle difficoltà di concretizzare il gioco, dovute anche alla mancanza di una punta «cattiva» che metta la parola fine, sia pure una parolaccia, al bel disquisire della squadra rendendo infine concreto il gioco. Alla Fiorentina non manca tanto un uomo d’area, presenza utile ma che potrebbe perfino entrare in conflitto con le caratteristiche della squadra avviandola verso un eccesso di semplificazione, quanto un centravanti di movimento e di tecnica che sappia giocare con gli altri e concludere. Non a caso in questa squadra era previsto l’ormai quasi innominabile Berbatov che l’avrebbe completata al meglio. È lunga aspettare gennaio e dunque la situazione va vissuta così, con moderazione e intelligenza.

La sconfitta di San Siro, terra interista che continua ad essere proibita per la Fiorentina, è dovuta anche ad una serie di episodi negativi (il rigore e l’espulsione), ma ha ribadito il limite di una squadra che è elegante, sapiente, ben organizzata, ma che al momento decisivo ha difficoltà a graffiare per mancanza di unghie. Con l’Inter, però, è andata in difficoltà anche la difesa, soprattutto nel primo tempo, di fronte alla semplicità e alla rapidità del contropiede nerazzurro.
Difensori in crisi, centrocampisti pressati e meno pronti rispetto al solito, specialmente Borja Valero. E anche Jovetic a gioco lungo si smonta da solo, cercando sempre la conclusione dal limite sinistro rientrando sul destro. Era una risorsa, ma gli avversari hanno studiato. Ora il calendario presenta qualche impegno meno aspro, sulla carta. Una situazione da sfruttare, perché la squadra c’è. Meno uno che per ora non c’è.

Sandro Picchi – Corriere Fiorentino
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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #38 on: 10/01/12, 19:39 »
Moratti: “Il primo tempo si poteva chiudere sul 4-1″

Massimo Moratti, presidente dell’Inter, ha parlato pochi minuti fa a Sky Sport, ecco le sue dichiarazioni: “Con la Fiorentina è stata la miglior partita della stagione. Siamo stati imprecisi, il primo tempo poteva finire anche 4-1. Nel secondo tempo potevamo fare un’altra rete, ma è andata così”.

 
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Re: FC INTERNAZIONALE - ACF FIORENTINA 2:1
« Reply #39 on: 10/01/12, 19:41 »
Ljajic bocciato, servono alternative

Chi è assente, si dice, ha sempre torto. Ma questa volta rischia di essere il vero protagonista. È la «punta fantasma». Quella che non c’è, e che rischia di diventare un limite per questa Fiorentina quando il gioco e la qualità dei centrocampisti viene imbrigliato dagli avversari. (…)

Perché da Milano arriva probabilmente un’altra sonora bocciatura per Adem Ljajic. Che sarà pure bravissimo a fare gioco, ad accorciare la squadra, ma quando si trova davanti alla porta perde regolarmente la bussola…

Errori che in serie A difficilmente possono essere perdonati, anche se come sponsor hai la stella della squadra. Quello Stevan Jovetic che da ormai tre gare non segna, come fosse rimasto sul dischetto di Parma, su quel rigore sbagliato che avrebbe regalato ai viola una vittoria in trasferta fondamentale, in vista dei due difficili impegni contro Juventus e Inter. (…)

Lui, Stevan, condannato a far sempre la differenza là davanti. Già Toni, l’uomo della favola alla sua prima apparizione in campionato, che con quella rete al Catania aveva forse illuso un po’ tutti. Anche ieri, quando è entrato nella ripresa, non è riuscito a incidere come Montella avrebbe voluto. Non tanto in fase di realizzazione, quanto per il fallito tentativo di far salire la squadra, surclassato da Samuel e mai reattivo sulle palle alte. L’attaccante che non c’è, dunque. (…)
La speranza, aspettando gennaio, adesso si chiama El Hamdaoui. Quella scommessa che fino a questo momento ha giocato solo venti minuti alla prima giornata, prima di infortunarsi con la propria Nazionale. La Fiorentina lo aspetta dallo scorso anno, da quell’ultimo giorno di mercato di gennaio quando sfuggì per un cavillo burocratico. Poi il suo arrivo a Firenze, il digiuno per motivi religiosi durante tutto il ritiro, che lo ha costretto a una preparazione decisamente parziale.

Corriere Fiorentino
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