La cura Mihajlovic risucchia tutte le energie, Alberto Gilardino cerca l’aria sulla terrazza del Grand Hotel Cristallo dove è alloggiata la Fiorentina. Intorno la corona delle cime di Cortina, spettacolo meraviglioso che incute quasi timore. Lui cerca il fiato e ci racconta gli ultimi mesi di questo strano 2010. A ogni parola cresce la sua voglia di sfidare tutto e tutti. La rabbia per quel finale di stagione, per i gol che non venivano più, per il Mondiale nero come la pece, per le tante voci che come topolini sono stati partoriti dalla montagna del mercato.
Lui, Gila-gol, ha dentro tanta rabbia da poter scalare quella montagna, alta quasi quanto quelle della corona che cinge Cortina. Gol e vittorie, il sogno è lo scudetto ma intanto è convinto di riportare la Fiorentina in Europa, primo passo perché poi vuol vincere qualcosa.
E personalmente non ha paura di nessuno, neppure per il posto in Nazionale. Racconta tutto con quella sua voce flautata, con gli occhi che raccontano stanchezza e voglia di andare a riposare. Poi, però, mena colpi a destra e sinistra. E’ lui il bomber e non ha alcuna intenzione di abdicare.
Gilardino, allora va o resta? Sembrava destinato alla Juve insieme a Prandelli, poi si è fatto sotto (deciso) Deschamps, si è parlato anche del Manchester City...
«Le voci di mercato sono state solo parole, chiacchiere. E poi, se una società vuole davvero un giocatore, si muove in silenzio e va a prenderlo. Invece questo non è successo, né con la Juve, né con il Napoli, né non con il Manchester. E comunque io a Firenze sto bene, ho ancora tre anni di contratto ».
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