Author Topic: I 10 anni dei DV ripercorsi da La Repubblica  (Read 255 times)

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Diecianni che noi abbiamo deciso di raccontare attraverso dieci momenti, uno per ogni campionato, che nel bene e nel male hanno fatto la storia di questo club.

LA SFIDA DI RIMINI
La Fiorentina, anzi Florentia Viola, riparte dalla C2. La squadra da battere è il Rimini. Il 24 febbraio 2003 è in programma la sfida che vale la promozione. Firenze seguì quella partita come se fosse la finale di Champions. Noi arrivammo a Rimini il martedì e il nostro arrivo fu annunciato con un titoletto (“Già a Rimini l’inviato di Repubblica”) dal Corriere di Romagna. Il tecnico Acori ci accolse nel suo spogliatoio con un vassoio di pasticcini. Sulla panchina della Fiorentina c’era Cavasin. La squadra viola vinse 2-0 con gol di Riganò, il vero artefice della promozione, e una rete straordinaria di Bismark. La Fiorentina superò il Rimini in classifica e chiuse il campionato al primo posto.

IL RITORNO IN SERIE A
Il 20 giugno 2004, due anni dopo la ripartenza dalla C2, la Fiorentina torna in serie A. Miracoloso il campionato dei viola, che chiudono al sesto posto e giocano lo spareggio per la A contro il Perugia. Eroe indiscusso di quel doppio incontro fu Enrico Fantini, attaccante un po’ naif, che all’andata segnò il gol del vantaggio, e nel ritorno, al Franchi segnò di nuovo, prima di farsi espellere. Il Perugia riuscì a pareggiare con Do Prado — poi acquistato dai viola — e malgrado il finale sofferto la Fiorentina si riprese la serie A. In panchina c’era Mondonico, direttore sportivo era Fabrizio Lucchesi.

I CATTIVI PENSIERI
Il primo campionato di serie A fu un disastro. La Fiorentina bruciò tre allenatori. Il primo passaggio fu da Mondomico a Buso, soprannominato l’enciclopedia del calcio. Ma alla voce vittorie, evidentemente, gli avevano strappato la pagina. Non riuscì a dare un senso al suo calcio, così i Della Valle decisero di chiamare Dino Zoff. Un monumento un po’ impolverato. La sue gestione si ricorda solo per quel «Ho cattivi pensieri» soffiato dopo la sconfitta con la Samp (3-0), in cui alla Fiorentina vennero espulsi nei primi dieci minuti Bojinov e Delli Carri. La squadra viola si salvò all’ultima giornata vincendo 3-0 con il Brescia dell’ex Cavasin. Il capitano di quella squadra era Ariatti, il goleador Miccoli, che segnò 12 reti.

L’INCUBO CALCIOPOLI
In panchina arriva Prandelli, dal mercato Toni, Brocchi, Fiore, Gamberini, Frey, Montolivo… La Fiorentina va fortissimo, Toni è inarrestabile (31 gol in campionato). La squadra viola è una macchina perfetta e chiude al quarto posto. Quattro anni dopo l’iscrizione alla C2 torna nell’Europa dei big. A rovinare tutto, però, arriva Calciopoli che colpisce in pieno i Della Valle e la Fiorentina. La linea difensiva scelta dal club si rivela inefficace e la sentenza è una mazzata: retrocessione al nono posto, quindi fuori dalle coppe europee, e diciannove punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo, poi ridotti a quindici.

L’EUROPA, FINALMENTE
Il quinto anno di gestione Della Valle la Fiorentina riesce a fare un’impresa straordinaria. Malgrado la penalizzazione Prandelli porta la squadra al sesto posto, trascinata dalla coppia Toni-Mutu (32 gol, 16 ciascuno). Il rapporto con Prandelli è straordinario e tutta la squadra si entusiasma nella rincorsa per colmare il gap con le altre. Il premio finale è il ritorno in coppa Uefa.

LA FINALE SFIORATA
La Fiorentina in campionato punta a un piazzamento in Champions, però l’impresa non è semplice. Mutu è il leader indiscusso della Fiorentina. In più ci sono Vieri e Pazzini. Ma è il romeno a prendere per mano la sua squadra e a trascinarla ovunque. In Uefa la Fiorentina arriva in semifinale contro i Glasgow Rangers, ma viene eliminata ai rigori (errori di Vieri e Liverani), mentre in campionato una rovesciata di Osvaldo contro il Torino nell’ultima giornata porta la squadra viola in Champions otto anni dopo l’ultima partecipazione. Mutu, con sei gol in Europa, eguaglia il record di Hamrin e Batistuta.

IL MERCATO DA 50 MILIONI
I Della Valle decidono di investire per dare a Prandelli una squadra all’altezza dei grandi club europei. In estate vengono spesi oltre 50 milioni. Arrivano Gilardino, Felipe Melo, Vargas e tanti altri. Mutu ha qualche problema fisico, ma resiste. Però in Europa la Fiorentina fa fatica. Esce dalla Champions, dopo aver chiuso il girone al terzo posto dietro Lione e Bayern Monaco, poi esce anche dalla Uefa sconfitta dall’Ajax. A gennaio vengono ceduti Osvaldo e Pazzini. In campionato però la squadra tiene e chiude ancora al quarto posto, conquistando per il secondo anno consecutivo la possibilità di giocare la Champions. Gilardino chiude la stagione con 19 gol, Mutu con 13.

LA MALEDIZIONE DI OVREBO
Una stagione in una partita. Dopo uno strepitoso avvio di Champions, la Fiorentina supera il Liverpool all’Anfiled Road (gol di Jorgensen e Gilardino) e agli ottavi trova il Bayern. Prima partita a Monaco, il 17 febbraio 2010. Dopo il gol di Robben la Fiorentina pareggia con Kroldrup, ma un errore del grassoccio arbitro Ovrebo regala un’insperata vittoria ai tedeschi. Il gol di Klose è viziato da un gigantesco fuorigioco. I Della Valle sono furiosi e protestano con Platini, anche lui in tribuna all’Allianz Arena. Ma non c’è niente da fare. Nel ritorno, a Firenze, la Fiorentina gioca una par-
tita straordinaria per impegno e qualità di gioco. Ma non basta. A fine stagione Prandelli diventa il ct della nazionale italiana.

CI PENSA SINISA
I Della Valle decidono di affidare la panchina a Sinisa Mihajlovic, ma si rivela una scelta sbagliata. Il tecnico serbo non riesce a imporsi dentro lo spogliatoio, dove dopo l’addio di Prandelli regna l’anarchia. Squadra senza guida tecnica, società distante, mercato scadente. Alla fine, nonostante un buon recupero nella parte finale del campionato, la Fiorentina è solo nona.

CHE BOTTE, DELIO
Il 2 maggio la Fiorentina ospita il Novara. Con la squadra viola sotto di due gol (finisce 2-2, doppietta di Montolivo) il tecnico sostituisce Ljajic, che mentre esce gli dice qualcosa in serbo. Rossi perde la testa e si scaraventa contro il giocatore, colpendolo ripetutamente. Vista in tv la scena è di una violenza inaudita. E ingiustificata. A fine partita i Della Valle esonerano Rossi e mandano in panchina per le ultime due giornate Vincenzo Guerini.
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Re: I 10 anni dei DV ripercorsi da La Repubblica
« Reply #1 on: 08/01/12, 17:07 »
Domenici 10 anni dopo: “Grande soddisfazione personale”

L’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici ripercorre a distanza di 10 anni le ore e i giorni della rinascita della Fiorentina dopo il fallimento della gestione Cecchi Gori. Queste le sue parole rilasciate al Corriere Fiorentino:

Domani è il 2 agosto. Che significato ha per lei questa data?
«Mi regala una sensazione di grande soddisfazione sia personale che per la città e il calcio fiorentino. Nel 2002 riuscimmo a venire fuori da una situazione molto difficile: c’era il rischio concreto che Firenze fosse cancellata almeno per un anno dal calcio italiano. Ma quell’operazione ha creato anche un precedente. Solo dopo la Fiorentina la Figc arrivò a formalizzare il fatto che in caso di fallimento di una società, il titolo sportivo andava rimesso nelle mani del Comune. Si riconobbe che una società di calcio è un patrimonio della città».
Fu una corsa contro il tempo…
«Mesi travagliatissimi, penosi, in realtà il mio coinvolgimento come sindaco iniziò prima, con la fase finale della gestione Cecchi Gori. Si chiedeva il mio intervento, fu la fase più faticosa ma anche più proficua della mia esperienza».
E siamo all’arrivo di Della Valle. In lizza c’era anche Preziosi?
«È vero fu vicino anche lui alla Fiorentina. Mi trovai costretto a fare una sorta di asta pubblica, ma non avevo molto tempo. Era rimasta una cordata di imprenditori toscani che però non aveva la disponibilità degli altri, poi Della Valle e appunto Preziosi. Avevo davanti il fine settimana per chiudere. Al sabato fissai con con Della Valle, l’avrei raggiunto a Cannes mentre Giani, anche per depistare i giornalisti, sarebbe partito per Roma a depositare le carte della nuova società. Con Preziosi, anche se non mi piaceva, avevo fissato un apuntamento a Roma per la domenica. L’incontro con Diego fu un vero e proprio blitz e fu decisivo. Quindi chiamai Preziosi per disdire».
E quale fu la reazione?
«Mi coprì di insulti come nessuno ha mai fatto in vita mia. A quel punto ebbi la certezza di aver fatto la scelta giusta».
Torniamo a Della Valle. C’è chi dice che fu sponsorizzato da D’Alema…
«Approfitto per sfatare questa storia. Di Della Valle mi aveva parlato molto prima Massimo Moratti. Visto che lo avevo conosciuto, lo chiamai per chiedere un consiglio e mi disse di provare con Diego. In realtà fu lo stesso Della Valle a chiamarmi. Una mattina arrivai in Comune e trovai due appunti: mi aveva cercato Ddv e anche D’Alema. Richiamai prima Massimo che mi disse soltanto che lo aveva cercato Della Valle per chiedere informazioni su di me visto che non mi conosceva. Poco dopo arrivò la telefonata di Diego».
Quindi il campionato di C2 e lo stadio pieno. Che momento è stato per lei come sindaco?
«Bellissimo. Quel Franchi era la dimostrazione che il cuore viola è enorme».
(…)
Oggi tra Firenze e i Della Valle ci sono incomprensioni. Che cosa si sente di dire ai tifosi?
«Io ora parlo da “militante”, da iscritto al viola club di Bruxelles dove vedo le partite. Dico solo che è giusto che i tifosi facciano sentire la propria voce, la scorsa stagione lo avrei fatto anche io. Però bisogna starte attenti perché mettere in discussione un rapporto come quello che si è costruito con i Della Valle è rischioso».
Quel’è il giocatore a cui è più affezionato di questa Fiorentina?
«C’è un solo nome per me: Cristian Riganò. Non era un campione, ma è stato un grande. Un ragazzo che aveva fatto il muratore e che ha realizzato il suo sogno. Una bella storia che è servita anche alla Fiorentina. Gli voglio bene».
(…)
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Re: I 10 anni dei DV ripercorsi da La Repubblica
« Reply #2 on: 08/01/12, 17:09 »
11.44 del 1 agosto 2002. Sparisce l’AC Fiorentina

1 agosto 2002 – La FIGC non iscrive la Fiorentina al Campionato di Serie B

Alle 11:44 l’ASSOCIAZIONE CALCIO FIORENTINA non esiste più, lo decide il Consiglio federale della Lega presieduto da Galliani, il suo posto in B è preso dalla neo retrocessa Ternana.
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Re: I 10 anni dei DV ripercorsi da La Repubblica
« Reply #3 on: 08/01/12, 18:21 »
Ancora Domenici: “DDV calcolatore, ADV passionale”

Nel giorno del decimo anniversario del fallimento della Fiorentina di Cecchi Gori e dell’inizio dell’era Della Valle, l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha rilasciato un’intervista telefonica ai microfoni di Radio Blu raccontando del primo incontro con Diego: “Arrivai a Cannes, su questo yatch che peraltro non era suo ma in affitto, e mi trovai davanti una persona assolutamente normale, vestito come qualunque persona in vacanza. Era interessante la prospettiva di un imprenditore nuovo che voleva entrare nel calcio e portare una ventata di novità. L’attrattiva di Firenze? Diego è un imprenditore e come tale faceva le sue valutazioni, anche sul ritorno di immagine oltre che sulla bellezza e l’importanza della città. So che ha pensato anche di trasferirsi a vivere, ma poi non se ne fece di nulla. Preziosi? Avevo fissato un appuntamento con lui, che poi disdii dopo l’incontro con Della Valle. Non mi piaceva a pelle e dopo è nata una profonda antipatia reciproca”.

Domenici rivela poi un retroscena di questa mattina: “Ho ricevuto una telefonata da Andrea che mi ha fatto molto piacere – racconta Domenici -. Mi voleva fare un saluto in questa ricorrenza e mi ha detto che senza di me non ci sarebbe stato tutto questo. Devo dire che all’inizio Andrea era un po’ distaccato, quella mattina sullo yatch lui non c’era, ma poi si è sempre più appassionato fino ad assumere la guida in prima persona. Se Diego, da grande imprenditore, aveva un approccio più calcolatore, Andrea lo vedo più passionale”.
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Re: I 10 anni dei DV ripercorsi da La Repubblica
« Reply #4 on: 08/02/12, 15:44 »
“I nostri dieci anni con i Della Valle”

Sul Corriere dello Sport-Stadio troviamo le parole dei protagonisti della rinascita della Fiorentina. Vi riportiamo i concetti principali:
DOMENICI – «Avevamo le ore contate ma i Della Valle si fecero subito avanti con le loro idee e i loro progetti. Incontrai Diego a Cannes, sul suo yacht. Era un sabato (il 3, ndr) e facemmo tutto. La domenica avrei dovuto vedere Preziosi, ma io dissi no».
GIANI E ANTOGNONI– «Avevamo registrato la squadra con il nome di Fiorentina 1926 ma pochi giorni dopo scoprimmo che c’era già chi ci aveva preceduto. Allora optammo per Florentia Viola 1926. Chiamai subito alcuni potenziali dirigenti (tra questi anche Antognoni, ndr), poi è stata la proprietà a decidere». I primi scricchiolii sono cominciati qui, all’alba di dieci anni fa. «Fu Giani a telefonarmi  - continua Antognoni ripercorrendo quanto accadde in quei giorni – poi non ho più saputo niente. Ci sono rimasto male. La mia Fiorentina si ferma al 2001. Una soddisfazione recente? La notte della mia festa: oltre a settemila tifosi c’era anche la squadra. E’ stato bello».
DI LIVIO –«Sono stato giocatore, capitano e uomo spogliatoio: per la Fiorentina avrei fatto qualsiasi cosa. Il momento più bello è stato lo spareggio contro il Perugia. Il più brutto, invece, quando ho capito che, dopo la promozione in A, io non servivo più. Auguro ai Della Valle di riuscire a riportare la Fiorentina sempre più in alto, anche a lottare per uno scudetto. Il mio sogno? Allenare i viola».
PRANDELLI – “«Era novembre (2004, ndr) quando mi incontrai con la famiglia Della Valle. Poi Corvino mi propose l’accordo. Capimmo subito che il sodalizio avrebbe funzionato».
GILARDINO –«Ho vissuto quasi quattro anni in una città magnifica, quattro anni di gol e soddisfazioni, su tutti quella, indimenticabile di Anfield».
MONTOLIVO –«Sarò sempre grato alla famiglia Della Valle per tutto quello che mi ha dato. Essere stato il capitano mi ha riempito d’orgoglio».
DONADEL –«Ho imparato che cosa volesse dire ‘stile Fiorentina’, in campo e fuori: la Fiorentina è stata e sarà una seconda famiglia».
RENZI –«Dieci anni fa la Fiorentina è risorta. Siamo stati capaci di ripartire dalla C2 ed arrivare tra le grandi d’Europa. La Fiorentina può e deve guardare al futuro con entusiasmo».
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